Danilo & Rita – Il terremoto in Abruzzo – Seconda parte

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An earthquake in Abruzzo, Italy killed 300 people on 6 Apr 2009. Could it have been forecasted? Maybe not, but the risk was well known. (Il 6 aprile 2009 un forte terremoto uccise 300 persone in Abruzzo. Si poteva prevedere? Forse no, ma il rischio era ben noto.)

E questo infatti è stato anche denunciato per questo falso allarme che lui ha messo in giro e invece aveva pienamente ragione.

Bah, altri segni premonitori dicono che sono gli animali specialmente i topi che escono dalle tane, i gatti che rimangono nervosi, cavalli anche loro che si innervosiscono però quando si vedono questi segni oramai il terremoto imminente ed è troppo tardi

Ma non è troppo tardi, basta qualche minuto basta poter uscire di casa, quindi preferirei dormire fuori casa due notti piuttosto che farmi arrivare in testa la casa, per cui non mi lamenterei se mi dicessero: “ guarda che c’è un rischio del trenta percento che tu stasera resti sotto il tetto” io tranquillamente me ne vado in strada in macchina a dormire, ma se non me lo dicono, secondo me dovrebbero dirlo, poi uno si regola come vuole, può anche rischiare.

Mah, infatti vedi gli abitanti spesso li hanno dormito, appunto, fuori in macchina perché le scosse incominciavano a susseguirsi ed erano preoccupati ma nessuno mai detto no no no sta arrivando il terremoto anzi – state tranquilli che va tutto bene.

Adesso quando successo questo sisma dobbiamo ringraziare, a questo punto, e fare un elogio proprio alla protezione civile che immediatamente già dopo pochi minuti sono arrivati i soccorritori e hanno incominciato a scavare tra le macerie a mani nude per cercar di tirar fuori i sopravvissuti.

È stato veramente una lotta contro il tempo già vedi il giorno dopo erano già pronte tutte le tendopoli e hanno accolto ben 25.000 sfollati, gente che è rimasto senza casa Questa è stata veramente la tragedia.

No!

Questa è stata la cosa positiva, quella che è stata la tragedia che sono arrivati tre minuti dopo e non tre minuti prima.

Io sono molto arrabbiata perché ho visto proprio il giorno prima un servizio alla televisione di questi cittadini dell’Aquila che avevano paura, possibile fai un servizio alla televisione però non c’è preallarme!

non lo capisco veramente secondo me hanno deciso che va bene così, ma secondo me non va bene affatto.

Eppure l’Italia è tutta monitorata, c’è questo grosso centro di raccolta dei dati che è presidiato 24 ore su 24 e mi chiedo come hanno fatto ad non accorgersene, si, evidentemente quando gli strumenti sono andati in tilt e sono andati in allarme a questo punto hanno lanciato l’allarme, però secondo me era impossibile prevederlo anche due tre minuti prima.

Si ho capito ma loro sanno benissimo che questi sciami, come li chiamano, di scosse possono portare a terremoto possono non portare a terremoto.

Beh!

nel dubbio io preferisco andare a fare una gita fuori porta per quei giorni li, non capisco perché devo star lì ad aspettare che forse mi venga addosso la casa, anche se non è certo e se il rischio c’è, io me ne vado fuori.

Non capisco, va bene che non c’è certezza ma se c’è un rischio io lo voglio sapere.

E però vedi questi geologi per loro è una cosa normale perché vedono continuamente un sacco di scosse telluriche ogni giorno e per cui loro, secondo il loro aggiornamento, se dovessero dare l’allarme ogni volta che vedo una scossa, l’Italia dovrebbe essere sempre fuori a dormire sotto le tende.

Non è vero perché loro hanno detto che in questo particolare terremoto stavano monitorando attentamente quella zona perché lo sciame era intenso, ma che non poteva esserci certezza di terremoto.

E bella forza!

Però il rischio c’era.

In Cina hanno salvato 150.000.000 di persone, centocinquantamila persone scusami, dando preallarme dovuto solamente a indizi come, appunto, il gas Radon, i movimenti degli animali e così via e le scosse precedenti, li hanno fatti sfollare ed è stato sicuramente molto costoso, molto faticoso per tutti ma gli hanno salvato la vita 150.000 persone non dico poco, non hanno forse fatto bene?

Senz’altro hanno fatto benissimo, però ammetti che in quel caso davano l’allarme 150.000 persone uscivano di casa e non succedeva niente.

È, e allora?

E va beh, e allora la prima volta magari andava bene, la seconda volta andava bene la terza volta che dai un allarme del genere e non succede niente, ti garantisco che la gente non esce di casa.

E va bene però tu devi dare l’allarme!

cosa vuol dire?

Tu devi dire che rischio c’è, poi la gente fa quello che vuole, ma il tuo dovere è quello di avvertire che c’è una certa percentuale di rischio.

Io sono sicura che questa percentuale lo la conoscono perfettamente per cui io poi decido se è per dire io ho una casa dei miei zii e posso stare un mese dai miei zii io ci vado.

Si, ci sarà gente che non può muoversi, ci sarà gente che preferisce dormire perché è tranquilla e poco ansiosa però non devono mancare le informazioni.

Bah, se io dovessi abitare in una casa fatta di sassi e terra, appunto, costruita mille anni fa e in una zona che la terra continua tremare, io avrei già cambiato casa da un bel pezzo.

Piuttosto sarei andato a dormire nella stalla o in un posto dove sono sicuro che in caso di un terremoto non mi venga il tetto in testa, però nessuno lo ha fatto in quelle zone li, anzi, come vedi adesso che ormai le case sono distrutte la gente di non vuole muoversi non vuole assolutamente muoversi, vuole rimanere lì davanti alla loro casa ormai andata in frantumi!

Si, ma è perché c’è ignoranza ossia perché non c’è documentazione da parte dello Stato e segnalazione del pericolo.

Se io vivo in una casa di sassi di cinque secoli fa e nessuno mi viene a dire – guarda che questa è una zona in cui nei prossimi vent’anni sicuramente ci sarà un terremoto e sicuramente questa casa verrà giù – io sto li bella tranquilla, se me lo dicono magari faccio qualcosa, se mi convincono di questo io faccio qualche cosa, ma non si può pretendere che la gente sappia il rischio che corre ci deve essere qualcuno che glielo dice e che glielo fa capire chiaramente.

Mah, non sono d’accordo, scusa, dodici anni fa in Umbria, praticamente la regione confinante con gli Abruzzi, è successa la stessa cosa.

Alle due mezzo di notte è arrivato un terremoto di questo genere ora, dico, sei li vicino alla televisione ne hanno parlato, ovviamente, come adesso ne è venuto fuori di tutti colori e anche li erano tutte case in sasso.

Se io abito in una casa di sasso e vedo una cosa del genere, insomma, comincio a pensarci soprattutto se la terra da mesi e mesi mi trema sotto i piedi.

Boh, io ti dico è un problema simile a quello della prevenzione in sanità è come dire – la gente lo sa che deve fare gli esami del sangue cosa glielo dico a fare?

Invece è compito dello Stato istruire, spiegare, ricordare documentare in modo che le persone abbiano una coscienza precisa dei rischi che corrono delle possibilità che hanno e così via, ed è compito dello Stato e poi uno si regola come vuole ma non puoi pretendere che si è solamente perché sente al telegiornale che in Umbria è caduto il Duomo di Assisi.

Io posso dire “va beh, e caduto il Duomo di Assisi e io cosa centro che sta a duecento chilometri di distanza da casa mia?”

Se aspettiamo che lo Stato intervenga sotto questo aspetto, possiamo aspettare un’infinità di tempo, non fa le cose normali figuriamoci se fa queste cose straordinarie cioè, invitare tutta la gente a cambiare casa ricostruire le case nuove vorrebbe anche dire perdere un patrimonio storico notevole.

Non ci sono i fondi necessari per fare quello che tu dici per cui lasciamo le cose come sono e t’arrangi.

E lasciano ammazzare le persone è questo è un po’ il concetto.

Va beh, comunque siamo in buona compagnia perché in tutto il mondo ci sono problemi analoghi guarda ad esempio in California tutti stanno aspettando il Big One però nessuno si muove, eppure lo sanno benissimo che il rischio c’è, evidentemente preferiscono rischiare e vivere a Los Angeles piuttosto che spostarsi e andare in un altro stato.

Anche li viene monitorato questa faglia, ma come vedi, appunto, è come stai dicendo nessuno si vuol muovere tutti vogliono stare a casa loro.

Quando succederà, succederà un bel disastro e tutti diranno – è beh, bisognava pensarci prima.

Si il fatto è che uno pensa sempre che non sia il suo caso no?

Che succederà fra vent’anni, fra cento e che comunque quando succederà magari sarà e mezzo alla strada e non sotto una parete poco stabile e così via.

L’ottimismo è importante nella vita questo senza dubbio, però dovendo scegliere è sempre meglio secondo me vivere in zone poco sismiche.

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