Danilo & Rita – The Good Old Days, Part 1

Study the transcript of this episode as a lesson on LingQ, saving the words and phrases you don’t know to your database. Here it is!

Danilo and Rita recall the old stories from their parents and grandparents about the way things used to be in the early 20th century before electricity.(Ricordiamo le storie di famiglia che i nostri genitori e nonni ci hanno raccontato, a partire dall’inizio del XX secolo. Noi parliamo di un mondo in cui l’elettricità non esisteva ancora o era in procinto di essere introdotta.)

Allora, ti voglio raccontare la storia della mia famiglia incominciando da mio nonno paterno, mio nonno paterno è nato nel 1904 per cui quando è scoppiata la prima guerra era troppo giovane per andare in guerra però serviva la manodopera nelle fabbriche così l’hanno mandato a lavorare in una fabbrica di munizioni.

Mio nonno però era una persona molto intelligente e cosa ha fatto?

praticamente ha modificato la produzione, diciamo che se facevano 500 proiettili all’ora lui ha portato la produzione a 10.000 proiettili all’ora, per cui a quel punto la fabbrica quando è finita la guerra gli ha dato molti soldi e l’ha mandato a casa.

Era finita la guerra con questi soldi mio nonno è andato avanti negli studi e nel 1928 ha messo un negozio di radio ed elettricità, a quei tempi era un po’ una novità, perché le radio incominciavano a malapena a nascere e lui fabbricava le radio nella cantina di questo negozio, che poi vendeva.

Mio nonno ha avuto due figli uno e mio papà è l’altro era mio zio che sono andati avanti poi col negozio, più avanti poi le radio ovviamente c’erano le aziende che le costruivano e si sono messi a vendere radio e televisori, questo però il successo già dopo la seconda guerra mondiale.

Mio nonno ai tempi faceva delle cose meravigliose perché con un suo amico radioamatore, prima diciamo dell’avvento della televisione, lui aveva già costruito in casa con questo suo amico un televisore.

Si era fatto mandare tutti pezzi dall’America perché questo radioamatore era in contatto con altri radioamatori americani i quali gli hanno spedito il cinescopio tutte con le parti che in Italia quei tempi non si trovavano ancora e insieme hanno fatto il primo televisore.

Ma il problema è stato ” adesso che abbiamo costruito il televisore se nessuno trasmette non si vedeva niente” hanno dovuto aspettare che la Rai, di allora, incominciasse le prime trasmissioni da Torino e a quel punto sono riusciti a vedere le prime immagini.

Poi è arrivata la televisione commerciale è basta, a questo punto vendevano solo televisori costruiti dalle aziende.

Il negozio c’è ancora oggi perché poi è andato avanti i mio zio, mio padre anche lui ha collaborato fino a certo punto, finché poi quando è morto mio zio il negozio è stato venduto ma io avevo già un’altra attività sempre inerente al campo dell’elettronica.

Va beh, quello me lo racconti dopo, ma quel negozio che dici tu è quello che mi dice la mia amica Stefania che c’è ancora con tutti i mobili vecchi?

Sì il negozio, pensa, è rimasto intatto ancora oggi dal 1928, aveva tutto l’arredamento in legno con i vecchi cassetti e in quel negozio li c’erano di quei cimeli, che purtroppo hanno buttato via a mia insaputa, che erano veramente belli.

Cose, appunto, dell’epoca degli anni 30 e mio nonno ne aveva tantissime aveva una cantina piena di quei vecchi grammofoni che avevano, sai, quel trombone in ottone erano veramente belli, tutto hanno buttato via.

Ma secondo me non è che li abbiano buttati via, li avranno imboscati.

Adesso almeno a mano, a mano che passa il tempo si capisce che queste sono cose di valore e non si buttano più via.

Ti ricordi quando siamo venuti in questa casa c’erano delle cose bellissime degli anziani proprietari precedenti che noi avremmo voluto tenere ma non le abbiamo più viste poi quando siamo entrati, perché qualcuno li aveva portati via.

Quindi non è che non si sappia che sono cose di valore.

No, no, no, no, non è così!

Quando è morto mio zio il negozio è stato mandato avanti da mia zia e mia cugina solo che loro non capivano molto di elettronica dopo un po’ si sono stufate e hanno deciso di vendere il negozio ai dipendenti che c’erano dentro, ma questi dipendenti non avevano l’idea proprio del valore del materiale che c’era dentro quanto hanno pulito negozio hanno buttato via tutto, purtroppo io in quel momento non ho potuto subentrare nel negozio perché avevo già avviato un altra attività di conseguenza se l’avessi saputo avrei acquistato io tutto quel materiale anche se in fondo era di mia proprietà è stato veramente un peccato buttare via tutte quelle vecchie radio, c’erano dentro dei microfoni meravigliosi delle cose veramente stupende.

Eh, me lo immagino, ogni tanto se ne vedono ancora però adesso… ti ricordi quando siamo andati, anche l’anno scorso, a quella mostra di rigattieri qui nel paese vicino e abbiamo visto quel bel mobile che teneva dentro un giradischi, però quella signora li già sapeva che valeva, cos’è che voleva?

Cinquecento euro?

Si, voleva una cifra folle

E lo so.

Queste vecchie radio adesso le trovi ancora on-line, sai sui vari mercati che trovi, tipo e-bay o altri mercati.

C’è ancora gente che le vende, a prezzi veramente stratosferici, assurdi proprio.

E lo so, l’unica che è rimasta, almeno in famiglia, è una cosa bellissima che girava in casa mia quand’ero bambina ed era un giradischi portatile ed era grande, guarda 30 per 20 per 10 centimetri, non di più, anzi e ancora più basso, e si apriva, era metallica la scatolina, molto bella, con la sua maniglia, aveva delle viti per aprire e dentro c’era una manovella incastrata, la si toglieva si metteva da parte e si girava, si girava, si girava in modo da far prendere al giradischi una certa velocità, c’era un volano che regolava la velocità e andava!

Andava e io ci suonavo i dischi di cartone che usavano allora, 16 giri che servivano, avevo un sacco di favole sopra.

Ma ne ho fatto tantissime con quel giradischi lì.

E pensavo fosse andato perduto, quando poi mio fratello ha ristrutturato la casa, per fortuna invece ultimamente glielo ho chiesto e mi ha detto che ce lo ha lui, sai che era bellissimo?

Eh, lo so, tutti questi vecchi oggetti hanno un loro fascino, l’unica cosa che sono uscito recuperare, che mio nonno mi ha lasciato prima di morire, e tutta quella serie di dischi, che hai visto, tutti dischi a 78 giri perché a quei tempi si usava solo il 78 giri, sto parlando ai tempi di prima della guerra, che sono ancora bellissimi e tenuti in buono stato.

Li ho tutti li, è l’unica cosa che mi è rimasta, perché mio nonno oltretutto poi aveva messo su un cinema.

Ai tempi di cinema era muto, e tra tutti dischi che mi ha lasciato c’erano le colonne sonore ossia la musica che mettevano sotto il film perché ovviamente non c’era il parlato, il parlato è arrivato già dopo gli anni 30 ma mio nonno, ti ripeto, era già avanti e aveva già messo anche il cinema quando il cinema anche qui era proprio agli inizi!

Bellissimo!

Beh, io ho tanti dischi ancora a 78 giri.

La cosa che già mi impressionava quando ero bambina era il peso di questi dischi, perché non erano fatti in vinile!

Erano di un resistente, non so di bachelite, non so di cosa fossero erano molto più pesanti dei 33 giri.

Si, era una specie di bachelite e all’interno c’era un rinforzo perché la plastica a quei tempi non esisteva ancora i 33 giri sono arrivati già dopo la seconda guerra.

Beh so che questi qui se cadevano si spezzavano!

Cerco di conservarli bene e quello scatolone dove sono tutti pesa veramente un quintale se tu pensi che tutti quei dischi oggi ci stanno in un CD che pesa pochi grammi vedi la tecnologia che passi da gigante ha fatto!

E si!

I DVD poi ne tengono migliaia, certo.

Ma quello che mi è dispiaciuto di più è fatto di avere perso la radio di mio nonno.

Mio nonno aveva in casa una bellissima radio, a valvole ovviamente, che durante la guerra lui aveva modificato per poter ricevere radio Londra perché durante il tempo del fascismo era vietatissimo ascoltare radio straniere e invece lui di notte, mi diceva, che si metteva le cuffie per non far sentire perché dove abitava c’era al piano di sotto c’era il comando tedesco per cui puoi immaginare la paura che aveva!

Si metteva le cuffie e ascoltava radio Londra i messaggi che mandavano per la resistenza e poi tramite mio papà e dei biglietti che lui portava, portava a queste persone che facevano parte della resistenza.

Pensa cosa rischiato mio papà!

Ma è bellissimo!

Anche mio padre e mia madre dicevano che ascoltavano radio Londra, non so dove che faceva “da da dannn” quando incominciava le trasmissioni “ da da dannn” due o tre volte.

No so dove l’ascoltassero però era il momento in cui riuscivano a capire come andavano veramente le cose perché in realtà in Italia le comunicazioni erano sempre filtrate dal regime e quindi non si riusciva bene a sapere come andava a guerra!

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