Danilo & Rita – The Good Old Days, Part 2

Study the transcript of this episode as a lesson on LingQ, saving the words and phrases you don’t know to your database. Here it is!

Danilo and Rita recall the old stories from their parents and grandparents about the way things used to be in the early 20th century before electricity.(Ricordiamo le storie di famiglia che i nostri genitori e nonni ci hanno raccontato, a partire dall’inizio del XX secolo. Noi parliamo di un mondo in cui l’elettricità non esisteva ancora o era in procinto di essere introdotta.)

Eh, infatti per questo che mio nonno modificava le radio, e ha modificato anche, appunto, per altre persone sempre di nascosto proprio per avere notizie fresche e veritiere, perché quelle che passava regime ovviamente erano tutte false.

E poi le sentivano alla sera, io mi ricordo questa cosa no?

Perché le trasmissioni si captavano meglio di notte, queste trasmissioni.

Si, sì perché il tipo di trasmissione di allora permetteva soltanto l’ascolto a distanza soltanto di notte per cui erano di notte che si mettevano con le cuffie ad ascoltare queste trasmissioni.

Ma te ne racconto un’altra: mio nonno in cantina, sempre con questo suo amico radioamatore, avevano e costruivano i trasmettitori da dare poi alla resistenza per comunicare tra di loro o comunicare con gli alleati e, come ripeto, lui aveva il negozio e sopra il negozio c’era il comando tedesco e lui in cantina costruiva queste cose.

Pensa che cosa ha rischiato!

Rischiava la fucilazione immediata se ne fossero accorti, ma forse non pensavano che sotto casa c’era chi tramava contro di loro.

Ah, era forte il nonno!

Ma è strano perché tuo nonno aveva praticamente la stessa età di mio padre, mio padre era del 1908 e quindi io ho avuto la fortuna di sentire tantissimi racconti di come era la vita allora.

Quando mio padre era bambino, quando poi era ragazzo è poi più avanti fino alla seconda guerra mondiale la storia della seconda guerra che lui ha vissuto insieme a mia madre perché si sono sposati nel 43.

La storia del dopo guerra in realtà è la storia che ci ricordiamo anche noi perché noi siamo nati negli anni 50 e a noi sembrava che la guerra fosse una cosa lontana perché non l’avevamo vissuta ma in realtà erano passati pochi anni e ripensandoci ci sono, c’erano tante tracce ancora del passaggio della guerra ma questo lo raccontiamo un’altra volta.

C’erano sì tante tracce tanto è vero che io quando sono andato a scuola, cioè ho fatto la prima elementare nell’aula c’erano ancora questi manifesti dove erano indicate, no, delle persone di non raccogliere certi oggetti che erano praticamente delle bombe inesplose e io non me ne rendevo conto, sai, quando si è giovani della guerra non si sapeva ancora niente però la guerra era passata da poco tempo e mi sono rimasti impressi questi cartelloni, no?

con tutta “attenzione non raccogliete questo, attenzione non raccogliete quello se vedete questo chiamato subito i carabinieri” e così via per cui era un segno evidente che la guerra era appena, appena passata.

Si, si mi ricordo anch’io questi manifesti terribili in cui si vedeva il bambino e che con la bomba che gli esplodeva in faccia e lo mutilava.

Per fortuna essendo a Milano noi non avevamo davvero questo problema, il problema c’era in campagna dove i bambini giocavano nei prati ma a Milano era molto più difficile.

Ma poi anche i libri di lettura erano zeppi di storie relative ai soldati, alla guerra, alla tristezza, alla difficoltà della vita del soldato, ad atti eroici e si piangeva era una cosa d’una tristezza quel libro di lettura!

Adesso i libri di lettura sono decisamente molto diversi e tutto sommato più adatti alla psicologia di un bambino.

Una volta leggere le storie dei libri di lettura era un’esperienza, insomma, drammatica e che intristiva, poi quando si andava a fare l’ora di canto erano sempre canti della guerra o patriottici “ il Piave mormorava” tutti i canti della prima guerra mondiale perché l’Italia era vittoriosa e allora quelli si cantarono volentieri, alcuni si spingevano fino a “ O bella ciao” che è il canto della resistenza degli italiani del nord.

Però soprattutto tantissimi inni nazionali tutte cose che è adesso assolutamente non si fanno.

Eh, hai ragione è vero questo.

Tanto è vero che quando arrivava il maestro di musica, la prima cosa era l’inno, tutti in piedi a cantare l’inno!

Sono tutte cose che oggi sorridi, però a quei tempi invece la prendevano sul serio!

Ah si,si.

Ma io stessa la prendevo sul serio, mi ricordo che addirittura avevo fatto una bandierina in casa, colorata da me, bianca, rossa e verde e mi mettevo sull’attenti e cantavo da sola oppure quando veniva un’amica cantavamo insieme l’inno di Mameli e mi venivano le lacrime agli occhi!

Questo per dire com’ero coinvolta.

Adesso magari è difficile far capire questo in nazione in cui l’inno nazionale è molto importante come negli Stati Uniti , ma da noi non lo è, noi non viviamo la nazionalità in modo così profonda come in altre in altri Stati.

Eh, infatti questo lo dimostra anche il fatto che nelle altre nazioni, ad esempio come l’America e la Svizzera, tu vedi la bandiera davanti a ogni casa è una cosa che colpisce, tu vai in Svizzera davanti ogni casa c’è la bandiera Svizzera così come in America quasi davanti ogni casa c’è la bandiera.

Ma da noi le bandiere invece sono solo sui municipio, piuttosto che uffici pubblici.

Si, gli uffici pubblici e le scuole ma anche questo da pochi anni.

Sarà al massimo una decina d’anni, prima non era necessario e venivano esposte solo nei giorni di festa questo è perché per moltissimi anni dopo la guerra la bandiera nazionale è stata confusa con il nazionalismo che era di stampo fascista, siccome tutto quello che era anche stato fascista veniva considerato fuorilegge, anche far troppo uso della bandiera nazionale veniva considerato riprovevole.

Poi piano, piano si è capito che, insomma,ci si è rilassati e si è ripreso in senso positivo dello spirito nazionale.

Però la bandiera è solo, appunto, sugli uffici pubblici, anzi adesso sono due le bandiere che espongono negli uffici pubblici, che la bandiera dell’Italia e la bandiera dell’Europa, forse ci sentiamo più europei che italiani, ma la bandiera italiana davanti alle case non si vede da noi.

Si, infatti uno che esponga la bandiera italiana viene visto un po’ come è strano mentre, ad esempio, Stati Uniti è normalissimo.

Eh, lo so, ho visto.

Negli Stati Uniti anche le strisce per terra le hanno fatte coi colori dalla bandiera, quando ho visto quello ci sono rimasto veramente male.

Dico “è possibile che anche le strisce mezzo alla strada devono essere dei colori della bandiera?” le strisce in mezzo alla la strada di solito sono bianche o forse gialle in alcuni paesi, ma dei della bandiera mi sembra un po’ eccessiva la cosa!

Ma lì le avevano fatte apposta per il quattro in luglio, forse poi vengono cancellate, o insomma, sono di quelle che si consumano con l’acqua ecco!

Mah, si spera però ho la fotografia di queste strisce qua!

Si, si.

Voglio raccontarti cosa mi diceva mio padre di quand’era bambino lui.

Allora lui è nato in una famiglia molto ricca in cui c’erano tante persone di servizio e in una di quelle case antiche della vecchia Milano che adesso ha cambiato nome e quella che adesso è piazza tricolore Milano e una volta si chiamava piazza Monforte all’angolo con corso Monforte proprio nel centro di Milano, e abitavano al primo piano che era il cosiddetto piano nobile che ha sempre un bel balcone.

Ora mio nonno era direttore d’orchestra e lavorava ovviamente alla sera, mia nonna che aveva una parte di ascendenti spagnoli era gelosissima.

Dicono che il motivo fosse la sua parte spagnola, tutte le sere la nonna si metteva fuori dalla finestra e guardava, ad una certa ora, se il nonno che veniva dalla Scala o dal Verme, quindi sempre dal centro di Milano, arrivava per tempo.

Il nonno faceva lezioni di canto, anche lui stava il pianoforte e riceveva delle signorine che facevano lezione di canto e questo rendeva la mia nonna ancora più gelosa.

Adesso io non so se ne avesse motivo o no, io penso che quando uno è geloso sia geloso anche senza nessun motivo.

Però fatto sta che è diventata matta e mio nonno, in effetti, si è scoperto che puoi quando è morto nei libri risultava avesse dei crediti enormi da parte di tutte queste allieve che non pagavano mai!

Quindi lui per gentilezza d’animo faceva le lezioni gratuite.

E questo non so se fosse motivo di gelosia da parte della nonna o no, fatto sta.

Quindi io mi immagino questi grandi saloni con il pianoforte a coda, che poi abbiamo avuto anche noi in casa per tanto tempo, e la nonna che era vestita sempre di nero.

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