#3: Esperienze all’estero: la storia di Sabina

In questo episodio del LingQ Podcast in Italiano Sabina racconta quali sono state le sue esperienze all’estero e la sua vita in Germania.

Clara: Ciao a tutti e benvenuti in questo nuovo episodio del LingQ Podcast in italiano.
Io sono Clara e sono la presentatrice del podcast.
Ricordatevi che potete utilizzare questa puntata
come lezione su LingQ.
Troverete tutte le informazioni nella descrizione di questo video,
ma potete utilizzare tanti altri contenuti come serie TV,
articoli di giornale,
pagine Web.
Li potete importare e usarli come lezioni personalizzate.
Ricordatevi di iscrivervi al canale di LingQ, se non l’avete già fatto
e di lasciarci un mi piace o una recensione su qualsiasi piattaforma
stiate ascoltando questo podcast.
Oggi siamo in compagnia di Sabina Xhafaj.
Ciao Sabina.
Sabina: Ciao Clara, come stai?
Clara: Bene grazie, spero che vada tutto bene anche con te.
Sabina: Sì sì, va tutto bene.
Clara: Perfetto.
Ti volevo chiedere di fare una breve presentazione
per chi magari non ti conosce, così che possa sapere un po’ su di te.
Sabina: Certo, volentieri.
Io sono Sabina, ho 27 anni.
Attualmente sono disoccupata, sto cercando lavoro.
Clara: Ok.
Sabina: Sono laureata in triennale in Lingue Italo-Tedesche,
invece nella magistrale sono laureata in turismo.
Clara: Ah, ok. SABINA: Ovviamente il periodo è…
…il migliore di tutti per laurearsi in turismo.
Clara: Certo. Quindi immagino che
essendoti laureata in turismo e in lingue,
tu abbia fatto delle esperienze all’estero.
Sabina: Sì, sì, certo. Ne ho fatte diverse.
La mia prima esperienza all’estero è stato l’Erasmus fatto nella triennale,
dove per motivi di studio, mi sono spostata in Germania,
in quanto il mio percorso prevedeva di effettuare
minimo 48 crediti nell’università di Bonn.
Una volta arrivata lì,
l’impatto iniziale è un po’ diverso
perché la Germania è un Paese molto più freddo dell’Italia
e ritrovarsi a mettere il giubbotto già a settembre
era un po’ strano.
Clara: Un po’ uno shock.
Sabina: Esatto.
Come esperienza è stata veramente bellissima, ho incontrato tantissime persone
che provenivano da diversi paesi europei e non europei.
Con persone con cui, tra l’altro, sono ancora in contatto.
Veramente, veramente bellissima.
L’università poi ti prometteva anche un diverso approccio di studio
dovevi anche metterti un po’ in gioco e imparare
ad adattarti anche a questo quest’altro mondo.
Clara: Certo.
Sabina: Poi c’era anche una grande differenza negli insegnanti.
In Italia diciamo che l’Università è molto focalizzata sulla teoria,
quindi sull’imparare le cose a memoria.
Lì, invece, in Germania sono più focalizzati sulla parte analitica
quindi poter analizzare ciò che studi,
in cui gli insegnanti ti chiedono anche il tuo pensiero.
Mentre in Italia questa parte è un po’ tralasciata.
Lì ho imparato un po’ anche a ragionare sulle cose che studiavo.
Clara: Certo, avere un po’ più di pensiero critico.
Sabina: Esatto, esatto.
Sì, inizialmente è risultata molto difficile per me questa cosa
perché le lezioni erano tutte in tedesco.
Il mio livello di tedesco non era così buono da poter permettermi
di seguire le lezioni senza avere difficoltà.
I primi sei mesi passati in Germania
non ho parlato molto in tedesco.
Parlavo molto le altre lingue tranne quella.
Perché avevo anche paura di sbagliare.
Poi i primi mesi, inizi a capire gli sbagli che fai quando parli,
perché in Italia non hai la possibilità di parlare spesso con persone del posto,
quindi riuscire ad avere un linguaggio adatto per comunicare con le persone.
Una volta arrivata là, dopo che apprendi un po’ in modo passivo la lingua,
inizi a capire che fai errori quando parli e ti vergogni pure un po’ a esprimerti.
Clara: Certo, anche perché ci sono persone che
ti correggono perché vogliono aiutarti
però giustamente, ti corregge una, due, tre volte
dopo un po’ cominci a avere anche un po’ di paura a parlare.
Sabina: In questo caso, non mi hanno corretta molte persone,
quindi diciamo che lo richiedevo io.
Nel senso che chiedevo alle persone di correggermi
perché i tedeschi sono molto rispettosi.
Diciamo che non vanno a interferire
su quello che stai dicendo, cercano di capirti come lo stai dicendo
quindi non ti correggono perché pensano che ci rimani male.
Io chiedevo di correggermi se no non avrei mai imparato la lingua in modo corretto.
Sabina: Effettivamente. Clara: Certo.
Sabina: Però insomma, alcuni lo facevano, altri un po’ meno.
Però, dai…
Clara: E i tuoi compagni di corso come si trovavano lì?
Avevano la tua stessa esperienza
oppure l’hanno vissuta in maniera diversa?
Sabina: Ti devo dire che eravamo in tutto nove,
o otto, quelli che siamo partiti.
Il nostro corso era abbastanza piccolo.
Molte persone
si sono rifugiate stando poco in contatto con i tedeschi,
anche perché la natura tedesca è abbastanza fredda
e devi saper entrare in confidenza con loro.
Perciò
in molti hanno preferito rimanere nei gruppi internazionali,
quindi parlare più inglese o parlare
altre lingue,
dipendeva dal gruppo in cui si inserivi,
piuttosto che
ingaggiarsi molto con i tedeschi.
Invece altre persone hanno preferito subito inserirsi nei gruppi tedeschi,
lasciando stare i gruppi internazionali
per sentirsi anche un po’ più integrati
all’interno dell’università.
Clara: Certo. Sabina: Ci sono state diverse dinamiche.
Non tutti l’abbiamo vissuta allo stesso modo.
Lo stare all’estero è un’esperienza bellissima,
però c’è un periodo di…
io lo chiamo di transizione,
in cui dal terzo al quarto mese in cui sei all’estero
inizi ad avere nostalgia di casa e anche le persone con cui stavi prima.
Quindi ti senti un po’ frustrato.
Ma questa è una cosa che capita a tutti.
Magari a qualcuno capita un po’ prima, a qualcuno più tardi,
però capita a tutti.
Soprattutto sapendo che rimarrai un periodo abbastanza lungo
in quel luogo.
Quindi anche lì le persone
hanno reagito in maniera diversa.
In molti sono ritornati a casa
per una o due settimane per riprendersi
e poi ritornare alla vita da Erasmus, da studente all’estero.
Clara: Invece tu sei rimasta sempre a Bonn?
Sabina: Io sono rimasta a Bonn per 2 anni, più o meno.
Ho finito la triennale lì.
Mi sono anche iscritta per un semestre nella magistrale
che in realtà non volevo fare.
Però per poter rimanere ancora in Germania mi sono iscritta e ho detto:
“Tanto sto ancora un po’ qua”
perché mi piaceva molto.
Clara: Ok.
Sabina: Dopo questa esperienza, mi sono ritrasferita in Italia
per poter fare la magistrale.
Una volta fatta la magistrale,
ho sentito il bisogno di ritornare in Germania
perché mi mancava, diciamo, quell’aria…
non so se era l’aria tedesca o anche solo il fatto di rifare un’esperienza all’estero.
E ho deciso di fare un Praktikum,
quindi un tirocinio in Germania.
Ho fatto il tirocinio a Francoforte sul Meno.
Tra l’altro una città che all’inizio non mi è piaciuta per niente.
L’avevo già visitata durante il mio periodo Erasmus della triennale.
Era una città molto grigia, molto fredda, molto ventosa.
Diciamo che non sembrava accogliente.
E invece, una volta arrivata per fare il tirocinio lì,
diciamo che mi è piaciuta tantissimo.
Mi è piaciuta tantissimo perché ho scoperto diversi posti,
che erano frequentati comunque da studenti,
diversi punti panoramici, diversi bar
dove ti sentivi a tuo agio, dove conoscevi altre persone.
Quindi è anche una città abbastanza internazionale.
Mi è piaciuta molto la vita a Francoforte, devo dire.
Non me l’aspettavo prima di andarci, però è stata molto bella.
Clara: Che differenze hai notato tra Francoforte e Bonn
come stile di vita, come anche persone?
Sabina: Allora…
diciamo che Bonn è una città molto studentesca.
Quindi è un mondo concentrato sugli studenti.
Diciamo che la parte di Colonia-Bonn della Nord Vestfalia
è considerata in Germania la parte
un po’ più accogliente.
perché lì viene fatto il carnevale,
un carnevale molto diverso da quello italiano,
che non hai niente a che fare con il Carnevale di Venezia.
È un carnevale un po’ più “terra terra”.
È molto famoso in Germania e inizia l’ 11 di novembre alle ore 11:11.
Dura quasi tutto l’anno,
però i giorni effettivi in cui c’è il carnevale sono quelli normali.
Le persone sono pazze durante quel periodo.
Passano carrelli,
possiamo prendere come indicazione il carnevale di Viareggio.
Passano carrelli buttando cioccolatini, caramelle, fiori,
alle persone che stanno guardando ma a quantità esagerate.
Le persone sono perennemente ubriache
e diciamo che gli altri paesi tedeschi
non la vedono molto bene, li chiamano un po’ pazzerelli
le persone della Colonia anche.
Poi c’è anche una grande rivalità tra le città della Nord Vestfalia
su chi fa il carnevale migliore.
Clara: Ah, ok!
Sabina: Però tra Bonn e Francoforte, Francoforte è molto più internazionale.
Poi Francoforte accoglie il mondo della Finanza, delle grandi imprese.
Ha diverse sfumature come città.
Può tranquillamente trasformarsi in una città della vita notturna,
da una città di grandi imprenditori.
È un’esperienza totalmente diversa.
A Francoforte è anche un po’ più difficile avere contatto diretto con i tedeschi
perché essendo anche così tanto internazionale tu ti ritrovi
a essere in contatto con diverse nazionalità,
che non è detto che siano persone tedesche.
Oltre a Francoforte e Bonn, io ho vissuto anche vicino Ratisbona
che si trova nel Bayern,
quindi nella Bavaria.
Ratisbona è un mondo totalmente diverso.
nel senso che il Bayern è una regione, uno Stato,
è uno Stato molto contadino,
chiamiamolo così.
Anche le città sono molto lontane tra di loro.
Ah, c’è un paesaggio bellissimo.
Hanno un paesaggio bellissimo i paesi del Bayern
proprio a livello naturale-ambientale,
secondo me è la parte più bella della Germania.
Anche a livello architettonico ci sono molte città che hanno uno stile romano.
e quindi hanno un certo fascino anche da poter essere visitate.
Le persone del Bayern sono un po’ più chiuse come persone.
Non hai mai direttamente la possibilità di entrare a contatto con loro
e sono anche delle persone…
non mi viene la parola in italiano, che bello.
Sono un po’ chiuse mentalmente.
Sono anche persone che non amano viaggiare tantissimo.
Se sono nati in un paese, nascono, crescono e muoiono lì.
Clara: Ok. Sabina: Però…
A livello di paesaggio, il Bayern è quello che mi è piaciuto di più.
In questo momento io sto vivendo nel Baden-Wurttemberg
che è nella zona della Foresta Nera.
Come zona non mi piace molto a dire la verità.
Però anche qui ci sono dei paesaggi bellissimi.
La cosa che non mi piace qua è che è suddivisa in tantissimi paesini
che sono lontani l’uno dall’altro
e non c’è molto la vita mondana.
Clara: Certo. Sabina: Cosa che piacerebbe un po’ a me.
Clara: È molto diversa dalla vita nelle grandi città,
quello che eri abituata tu quando eri a Francoforte, a Bonn, certo.
Sabina: Sì, esatto.
Clara: Ok. Sabina: Molto diversa.
Clara: Diciamo se dovessi stilare una classifica
dei posti in Germania nei quali sei vissuta,
quali sono i posti dove ti sei divertita di più, che ti sono piaciuti di più
e quelli magari dove
o non vorresti tornare o non ti sei divertita così tanto?
Sabina: Allora…
partiamo dal presupposto che ogni città l’ho vissuta in età diversa.
Clara: Giusto.
Sabina: Quindi ha a che fare molto la modalità in cui ti trovi.
Quando ero a Bonn, ero nella modalità
“voglio conoscere tutto il mondo, voglio girare un sacco di città, un sacco di paesi”,
quindi era anche l’ambiente studentesco che ti permetteva
di conoscere diverse persone che provenivano da diversi paesi.
Bonn è e rimarrà sempre la mia città numero uno,
perché lì ho avuto tantissime esperienze,
ho conosciuto persone bellissime,
è l’esperienza in sé per sé che è stata molto bella.
Io ho rivisitato Bonn a distanza di anni, anche quest’anno.
Ha perso un po’ il suo fascino che aveva allora
perché, come ti ho detto, ha a che fare con l’età in cui ti trovi
e anche dalle cerchie sociali che ti sei creata in quella città.
Ora tutte le persone che ho conosciuto quando ero lì
non sono più in quella zona.
Quindi, ora Bonn non potrebbe essere la mia numero uno.
Clara: Ok.
Sabina: Con l’età che ho adesso.
Se ti devo dire per Ratisbona,
è una bellissima città, è una città tranquilla
che ti permette di avere un po’ di vita notturna,
ma anche di farti i tuoi comodi.
Sabina: Ratisbona la metterei al terzo posto. Clara: Ok.
Sabina: Bonn la metterei al secondo.
Clara: Ok.
Sabina: Al primo posto ora metterei Francoforte.
Francoforte perché secondo me
anche per la crescita personale che una persona cerca nella vita,
quindi anche dipende dal periodo in cui ti trovi.
Dalla modalità in cui ti trovi, dalle cose che vuoi fare della tua vita,
Francoforte ti offre più possibilità.
Nel senso che hai la possibilità di trovarti un buon lavoro,
hai la possibilità di divertirti la sera,
hai la possibilità di conoscere persone internazionali,
quindi rimanere sempre aggiornato anche
a livello di attività, ma anche a livello di hobby.
Quindi, secondo me, Francoforte anche se non è
dal punto di vista architettonico non è la più
bella tra queste che ti ho detto,
però ti offre molte possibilità.
Quindi ora per me Francoforte sarebbe la numero uno.
Il posto in cui mi trovo ora lo metto all’ultimo posto.
È bello eh…
mi trovo anche bene, però non fa parte delle mie corde.
Clara: Ok, magari non è un posto
adatto a te per il momento che stai vivendo adesso.
Magari forse più in là ti potrebbe anche piacere di più, certo.
Sabina: Sì, secondo me se ti vuoi creare una famiglia, hai bisogno della tua tranquillità,
allora il Baden-Wurttemberg è la soluzione dei problemi
perché riesci a trovare una buona posizione di lavoro, a sistemare la famiglia
e a far crescere i tuoi figli in un ambiente abbastanza tranquillo.
A Francoforte, ti direi, io non potrei crescere dei figli.
in quanto c’è un alto tasso di criminalità
a livello tedesco parliamo.
Ha il tasso di criminalità più alto tra tutti.
Ci sono anche tantissimi giovani
che hanno dei precedenti
con spaccio di droga e cose del genere.
Non mi sentirei tranquilla a creare una famiglia a Francoforte.
Clara: Certo.
Ok, l’ultima cosa che ti volevo chiedere per chi
sta ascoltando questa nostra chiacchierata,
dato che tu hai fatto diverse esperienze all’estero,
ora in questo caso abbiamo parlato della Germania, ma in generale,
ti sentiresti di consigliare
a persone magari della nostra età,
sui 20-30 anni, ma anche più in là volendo,
ti sentiresti di consigliare delle esperienze all’estero sul breve o lungo periodo?
Sabina: Assolutamente sì.
Le esperienze all’estero ti formano.
Ti formano sul campo.
Tu riesci a formarti a livello umano,
ad essere aperto mentalmente, al mondo, alla novità, allo sviluppo.
Qualsiasi esperienza all’estero è solo un arricchimento che puoi avere.
Lo consiglio a tutti di qualsiasi età, non c’è limite per fare questo.
Anzi, diciamo che è sempre una buona occasione
potersi permettere di andare all’estero, di fare anche solo una settimana.
Anche solo una settimana in realtà ti apre molto
il cuore, la tua visione.
È proprio un’esperienza bellissima che io consiglierei sempre a tutti.
Clara: Ti ringrazio tanto Sabina per questa chiacchierata
che è stata molto interessante.
Spero che ci possiamo rivedere presto
o in Germania o in Italia o da qualche altra parte.
Sabina: Ringrazio te per avermi invitata a fare questo tipo di presentazione.
Mi è piaciuto tantissimo.
Speriamo di re-incontrarci e magari in un altro Paese non sarebbe male.
Clara: Magari, magari, assolutamente!
Clara: Ciao Sabina, grazie. Sabina: Ciao, buona giornata.
 

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