#4: Parliamo dei gesti Italiani

In questo episodio Michele parlerà insieme a Pietro dei gesti italiani.

Michele: Buongiorno, buon pomeriggio e buonasera.

Io sono Michele.

Questo è il podcast in italiano di LingQ.

Oggi in questo episodio

parleremo di un argomento molto interessante,

ovvero i gesti italiani.

Perché sono importanti?

Perché li utilizziamo così tanto?

E soprattutto, sono utili per imparare l’italiano?

Nell’intervista di oggi

parleremo insieme a Pietro

di Italiano Avanzato

e cercheremo di scoprire di più sui gesti italiani.

Ma prima di iniziare, voglio consigliarti uno strumento molto utile

per migliorare il tuo italiano,

ma anche in altre lingue,

ovvero LingQ.

LingQ è una piattaforma, ma anche un’app

per imparare un sacco di lingue.

Con LingQ puoi imparare una lingua attraverso tantissimi contenuti,

audio, video e testi.

Inoltre, puoi ascoltare un contenuto

e leggere simultaneamente la trascrizione

per memorizzare meglio nuove parole

da aggiungere al tuo vocabolario attivo.

Puoi anche tradurre le parole che sono più difficili per te.

Con LingQ puoi migliorare una lingua con i contenuti che ti interessano davvero.

Clicca sul link nella descrizione di questo episodio

per dare un’occhiata.

Buongiorno, buon pomeriggio e buonasera.

Io sono Michele e questo è il podcast in italiano di LingQ.

Oggi sono qui insieme a Pietro di Italiano Avanzato

per parlare di un argomento un po’ divertente e anche molto italiano.

Ovvero i gesti.

ma prima di iniziare prima di fare questa chiacchierata informale,

tranquilla, divertente con Pietro…

…Pietro, presentati pure.

Dicci un po’ chi sei, presenta il tuo progetto ai nostri ascoltatori

e poi iniziamo un po’ a parlare

tranquillamente

con libertà

di questo argomento abbastanza tradizionale.

Michele: Ok? Pietro: Sì, sì.

Michele: Molto italiano anche. Pietro: Molto italiano, esatto.

Pietro: Innanzitutto grazie mille per avermi invitato.

Sono molto felice.

Io sono Pietro e sono l’ideatore e l’insegnante

dietro il progetto “Italiano Avanzato”.

“Italiano Avanzato è questo progetto dedicato

in particolar modo agli studenti di italiano

di livello B2-C1.

Un po’ quei livelli che spesso vengono bistrattati nelle scuole di lingua.

Quindi mi occupo sia delle lezioni,

della didattica,

sia di altri differenti contenuti.

Dai social fino ai podcast di italiano avanzato.

Michele: Perfetto. In sostanza ti occupi principalmente delle piattaforme social

come Instagram, Spotify, giusto?

Pietro: Sì, esatto.

Michele: E il tuo sito web.

Pietro: E il sito anche.

Diciamo che ciò su cui mi sto concentrando di più è Youtube

e le varie piattaforme di podcast.

Michele: Certo. Poi alla fine di questa intervista

potete trovare tutti i link sotto la descrizione di questo video.

Allora, direi che possiamo iniziare con l’argomento “gesti italiani”.

Pietro, tu gesticoli molto quando parli? Sei un po’ come me?

Perché io gesticolo tanto.

L’avranno notato in tanti, anche i miei studenti me lo dicono

che gesticolo davvero tanto quando parlo.

Tu? Come sei?

Pietro: Forse gesticolo più di quanto vorrei ammettere.

Michele: Ok.

Pietro: Non sempre mi rendo conto,

perché ormai è qualcosa di così naturale

che non ci sto neanche più a pensare,

neanche più lo noto.

Però sì, se devo essere sincero gesticolo molto.

E non mi sentirei

senza le mie mani,

senza i miei gesti.

Michele: Provo anche io la stessa cosa.

Ma secondo te, fa parte della lingua italiana gesticolare,

utilizzare le mani mentre parliamo, fa parte della lingua?

Secondo te.

Pietro: È una bella domanda.

Secondo me, forse più che della lingua

fa parte della cultura italiana.

Che è un concetto molto vicino comunque.

Un po’ ha anche a che fare forse con la storia dell’Italia,

come si è evoluta, i vari rapporti tra le popolazioni italiane.

Secondo me è più una questione culturale.

Tu cosa pensi?

Michele: Io penso la stessa cosa.

Abbiamo avuto molte influenze da vari Paesi.

Basti pensare alla Grecia.

La maggior parte dei gesti viene da questo Paese.

Quindi non è solo l’Italia dove si gesticola un po’.

Ci sono altri Paesi nel Mediterraneo dove questa cosa è presente.

Noi italiani ovviamente siamo più conosciuti.

Pietro: Eh, diciamo…

Michele: Siamo forse quelli che utilizzano di più le mani

quando parlano.

Ci sono sicuramente altri Paesi

dove questo è presente e forte.

Magari non sono neanche un esperto,

però dal punti di vista dell’italiano

penso che il fatto di gesticolare

sia parte integrante della lingua italiana.

Nel senso che quando impariamo l’italiano,

per gli studenti ma anche per chi vive in italia,

è un processo automatico.

Io mi rendo conto che quando faccio lezione con i miei studenti,

dopo un po’ loro iniziano proprio a gesticolare.

Non so se a te è capitata la stessa cosa.

Pietro: Sì, sì. Michele: È stranissima.

Pietro: Assimilano. Michele: Assimilano il tutto.

Pietro: Per osservazione, certo!

Michele: Esatto! Quindi quando imparano l’italiano,

iniziano a parlare, iniziano anche a gesticolare

senza che se ne rendano conto, diventa un processo automatico anche per loro.

È incredibile

come io non mi rendo conto di quello che sto facendo mentre parlo,

tipo anche adesso.

Diciamo che non sono veri e proprio gesti quelli che sto facendo,

ma a volte utilizzo i gesti

per controllare il ritmo della mia voce.

Pietro: Ma certo.

Michele: Mi aiuta molto, non so se per te è la stessa cosa.

Pietro: È esattamente la stessa cosa.

Volevo aggiungere una piccola cosa a quello che hai detto poco fa,

circa il fatto che l’Italia è il Paese dove si gesticola, è il più famoso.

Secondo me è proprio una questione storica.

Se ci pensi, l’Italia è stato il Paese più conquistato del mondo.

L’Italia è stata dominata da austriaci, francesi, arabi nel sud, spagnoli…

Per non parlare dei vari Regni che già c’erano all’interno.

E secondo me questa grande differenza multiculturale,

ci ha spinti un po’

a cercare una comunicazione alternativa alle parole.

Ok?

Michele: Sono d’accordo.

Pietro: Questo si è molto stabilizzato con il tempo.

Oggi anche io mi muovo perché

quando parlo la mia comunicazione

non è riducibile alle parole.

Le parole sono una parte della comunicazione.

E secondo me, anche l’ultima cosa che hai detto,

del fatto che aiuta un po’ a gestire le emozioni

che vuoi trasmettere,

è una cosa molto vera, perché muovendoci…

Si dice che gli Italiani, i popoli dell’Europa meridionale siano

molto passionali, molto ricchi di emozioni, eccetera.

Questo per me è legato alla gestualità.

Noi con la gestualità anche scarichiamo emozioni.

Dimostriamo quello che abbiamo nella nostra mente.

E che magari le parole non riescono a dire.

Quindi muoviamoci, diamo energia.

Michele: Ma sì! A volte può sembrare strano

perché magari alcuni studenti, stranieri o turisti

arrivano in Italia e non sono abituati a questo.

Perché non loro Paese è poco comune questa cosa.

Quindi a volte intravedono questo gesticolare,

questo modo di fare,

a volte anche violento, pesante,

a volte sembra che ci sia una discussione violenta tra due persone,

ma in realtà è semplicemente un modo di esprimere le nostre emozioni.

Perché noi non solo in italiano, ma anche in altre lingue,

noi alziamo molto la voce.

Tendiamo ad alzare molto la voce e a gesticolare molto.

In altri Paesi questo può essere percepito

come qualcosa di violento, ok?

Però secondo me fa parte della nostra cultura, è una cosa normale.

Ma sono d’accordo con quello che dici

per quanto riguarda le popolazioni.

E anche perché in Italia,

fino a 200 anni fa, 100 anni fa,

i dialetti erano molto più presenti.

E non ci si capiva.

In varie regioni c’erano dialetti diversi, come adesso.

Ma l’italiano standard non era forte e popolare come oggi.

Quindi abbiamo trovato un metodo per comunicare diverso.

Pietro: Certo. Oltre le parole.

Michele: Sì, è vero.

Ma secondo te, si gesticola di più al nord, al centro o al sud?

Dov’è secondo te la percentuale più alta?

Pietro: Questa è una domanda difficile.

Non saprei…

Io con le mie origini siciliane

conosco bene il modo di comunicare del sud Italia.

Michele: Certo.

Pietro: Sento una voce dentro di me che dice

che gli abitanti sel sud gesticolino di più.

Però non sono poi così sicuro eh in realtà.

Fa parte di tutta la cultura italiana.

Proprio per il discorso che facevamo prima,

della necessità di comunicare

tra persone,

da un contadino della Sicilia a un banchiere veneto…

Michele: Esatto.

Pietro: Se io devo dirti qualcosa in qualche modo

e la lingua non la conosco,

in qualche modo riesco a dirtela.

Poi i gesti italiani

non è che servono per fare discorsi filosofici e complessi

ma per trasmettere dei messaggi brevi ed efficaci.

Immediati.

Michele: È vero.

Michele: Faremo qualche esempio.

Faremo qualche esempio dopo dei gesti che utilizziamo di più.

Sono anch’io d’accordo con te,

perché anche io ho origini siciliane come te,

sono nato in Sicilia, ho vissuto lì otto anni.

Ora sono 17 anni che vivo in Veneto

però anche in questa regione ho notato un forte uso dei gesti.

Ovviamente sì, mi viene da pensare sempre alla Sicilia

come italiano medio che gesticola tanto,

a Napoli, a Roma.

Però in tutta Italia è comune. Pietro: Sì.

Michele: È molto comune.

Che poi sia più forte al sud, va bene.

Bisognerebbe fare delle analisi più approfondite.

Però in generale credo sia una cosa comune in tutta Italia.

Michele: Anche in Trentino. Pietro: Con i gesti possiamo comunicare ovunque.

Michele: Sì, esatto.

Quali sono i gesti che ti piace usare di più?

Facceli anche vedere e spiegaci il significato.

Magari ce ne spieghi due, tre di quelli che ti piace usare di più.

Pietro: “Che mi piace usare” è una domanda interessante.

Non ti risponderò con il classico gesto che tutti conoscono.

Michele: Ok, bene.

Meglio così, così impariamo qualcosa di nuovo.

Pietro: Esatto. Ti risponderò invece..

Mi piace molto fare i gesti con la mano aperta.

Michele: Ok.

Pietro: Mano aperta, non la classica… Michele: La mano chiusa.

Pietro: Con la mano aperta, se ci pensi, possiamo comunicare diverse cose.

Possiamo comunicare che quel tizio lì non c’è con la testa.

È un po’ pazzo.

Michele: Questo sì, è molto comune come gesto.

Quando fai così vuol dire che…

…quella persona lì ha qualcosa di strano nella mente, non sta molto bene.

Pietro: Esatto. Michele: Esatto.

Michele: Un po’ pazzo.

Pietro: Ma abbassandola un pochino

Michele: Eh sì. Pietro: Mano un po’ più veloce.

Michele: È vero. Pietro: C’è un po’ di puzza qui.

Michele: Eh sì, è vero.

Pietro: E siccome c’è un po’ di puzza, forse…

Michele: È meglio andarsene.

Pietro: Andiamo, andiamo.

Pietro: Esatto. Michele: Esatto, andiamo.

Michele: Esatto, sì.

Pietro: E ce ne sono ancora tanti altri.

Michele: È vero, è vero.

Pietro: Il classico “eh, aspetta e spera!”.

Michele: Vero.

Pietro: O detto in modo informale,

Pietro: “Vabbè”. Michele : “Vabbè”.

Michele: Oppure così, quando fai così con la mano, no?

Il fatto di roteare la mano.

In senso orario o antiorario, di solito orario,

per dire “eh, cosa stai dicendo, dai non esageriamo!”

“ok, mamma mia, su!”

Pietro: Esatto! Che però accompagnato da un contesto diverso…

Michele: E da un’espressione della bocca.

Eh sì, è tipo “è buonissimo”. Pietro: “È fantastico”.

Michele: “È fantastico”, sì esatto.

Può essere correlato con il cibo, con un’esperienza.

Quindi, “com’è andata ieri?”.

“Una favola”.

Ok? “Da dio”.

Esatto.

Pietro: Insomma, la mano aperta comunica tanto.

Michele: È vero. A me un gesto che piace molto è questo qui.

“Non c’è niente”.

Viene usato quando una persona ti fa una domanda riguardo qualcosa.

Tipo: “C’è la pasta nella dispensa?”.

E tu gli fai “No, non c’è più pasta, è finita”.

Pietro: “Non ce n’è più”.

Michele: Sì, è finita. Oppure questo.

Questo mi piace molto. “Hai paura?”.

Ok?

Michele: Che può essere usato in modo formale o informale

ma questo in generale significa “hai paura, hai fifa?”.

Michele: Ok? Pietro: È vero.

Pietro: E anche questo in contesti…

più che contesti, forse in una posizione diversa,

forse leggermente più lontana dal corpo…

Michele: Sì.

Pietro: O con due mani. “Pieno, questo posto è pieno così”.

Michele: Esatto. Bravo, sì sì. “È pieno”.

Forse anche il fatto di utilizzare l’espressione del viso aiuta molto

anche a contestualizzare il gesto, secondo me.

Michele: Di per sé. Pietro: Assolutamente.

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