Danilo & Rita – GIOCO, DROGA, ALCOOL, Part 1

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Many people every day are ruined by addiction. Young people driving drunk can also cause the deaths of other people. (Molte persone ogni giorno sono rovinate dalla dipendenza. I giovani che guidano ubriachi causano la morte di altre persone. )

Ho visto che ti stavi interessando di quei giochi on-line del tipo casinò, gioco delle carte, quali sono le tue intenzioni?

Ha,ha, eh, sono in vacanza, mi diletto!

Ma, volevo cercare di capire se è vero che si può vincere o viceversa se è vero che sono delle truffe organizzate, più vera la seconda parte, la seconda opzione mi sembra di capire perché da quello che ho visto questi casinò innanzitutto non danno delle condizioni contrattuali chiare, dicono pochissimo e poi dalle condizioni contrattuali successive salta fuori che i soldi che devi versare sono minimo tot, oppure per vincere devi vincere minimo tot, oppure per ritirare i soldi devi aver vinto minimo tot.

Insomma ci sono una serie di lacci, laccioli che ti impediscono di vincere.

In secondo luogo anche gli algoritmi che vengono usati per il gioco mi sembra d’aver capito che non sono completamente equi.

Di questo io ne sono certo.

Sono sicurissimo che tutti questi software in fondo in fondo alla fine cercano sempre di portare a casa i soldi, dalla parte di chi li gestisce.

Ora è impossibile, secondo me, vincere contro un software perché ci possono esservi un sacco di trucchi, di lacci e laccetti che praticamente tu metti lì dei soldi ma non vedi niente e questo io lo vedo e l’ho visto ed è anche po’ confermato da tutti forum su queste cose qua.

Tu giochi ci metti dentro dei soldi ma riuscire a portarli a casa, secondo me, è veramente impossibile.

Tutti dicono che all’inizio ti sembra di vincere e senz’altro il software all’inizio ti farà vincere per darti l’impressione che puoi far su i soldi facilmente, ma dopo un po’ “trac” entra in funzione qualche meccanismo che te li porta via tutti e rimani lì sempre con un palmo di naso.

Si, infatti, dev’essere così d’altra parte loro mantengono una statistica regolare sui grandi numeri e quindi tu poi far causa ma loro dicono “ ma come?

è capitato per caso è sempre possibile che capiti no?” D’altra parte è anche vero che un gioco quindi lo dicono “ va beh, tu hai perso intanto però ti sei divertito, insomma, hai giocato no?

Questo era lo scopo!

Il nostro è un gioco che poi tu ci lasci dei soldi lo sapevi che avresti rischiato ci lasciarceli” e quindi in pratica loro sono protetti, non credo che sia molto facile fargli causa per intenderci.

Comunque la cosa più interessante e il tipo di vincolo che viene a crearsi fra il giocatore e il gioco, il fatto che in qualche modo loro contino sul fatto che il giocatore non riesce più a staccarsi dal gioco e anche se perde mantiene la speranza di poter vincere quindi punta ancora e così via, è una forma di dipendenza.

È una dipendenza, ci sono tantissime persone che hanno perso tutto, la casa, l’automobile, la moglie perché si lasciano prendere dal gioco e non capiscono più niente, tanto è vero che ci sono anche dei sistemi di cura per queste persone, ma senza arrivare a questo limite anche, ad esempio,e questo lo vedi tutti giorni, quelle macchinette che vengono chiamate “macchinette mangia soldi” che ci sono nei bar, che ci sono, ovviamente, in queste sale gioco dove c’è gente che ci gioca praticamente lo stipendio e si crea dei debiti pur di stare a queste macchinette e che sanno benissimo che perdono semplicemente i loro soldi e non vincono mai, o se vincono dieci ne perdono novanta, ma questo è lo scopo proprio di questo macchinette.

Vengono realizzate proprio con questo scopo!

Ma quelle lì che ci sono nei bar spesso vengono anche ritirate perché sono truccate e quindi oltre alla truffa cioè alla truffa virtuale che dipende dal fatto che si tende a perdere, c’è anche la truffa reale dell’aver alterato la sequenza casuale del… degli eventi e questo è un altro discorso ancora ma anche in un casinò reale in cui ci sono dei controlli per l’equità del gioco e così via….

persone che perdano anche la camicia ci sono tutti giorni.

Ti ho mai raccontato di quella badante di mio padre che aveva il vizio del gioco?

No, non me l’hai mai raccontato!

Dunque, noi abbiamo preso questa badante che era una signora della provincia di Bergamo, insomma, di famiglia contadina, la vedevi vestita proprio con i capelli raccolti con la crocchia la vestagliona, molto rassicurante.

Era bravissima faceva da mangiare benissimo, polenta e poi tante altre cose buonissime era anche brava col papà e noi eravamo molto contenti.

Io che allora ero molto giovane non ho pensato a prenderle il documento quindi in realtà non sapevo neanche come si chiamasse, adesso a ripensarci sono stata proprio scema.

Comunque, fatto sta che il sabato e la domenica lei andava via e diceva che tornava dalla famiglia, nessuno aveva motivo di non crederle, finche un giorno va via e non ritorna… e allora abbiamo aspettato, aspettato e lei non tornava e nel frattempo ci siamo accorti che non era andata via con il mensile che le davamo per fare la spesa e per di più abbiamo scoperto che aveva sottratto un assegno a mio padre nel mezzo del libretto e lo aveva incassato con una firma falsa.

Allora abbiamo fatto la denuncia e abbiamo scoperto che lei in realtà non andava affatto a casa ma andava al casinò a giocare e siccome aveva il vizio del gioco perdeva soldi e a quel punto pur avendo le migliori intenzioni nei nostri confronti s’era sentita costretta a fare questo furto.

Beh, il gioco in questo caso è proprio come una droga, appunto, c’è gente che non riesce più a farne a meno, non riesce più a staccarsi né più né meno come una droga come tante altre cose, come l’alcool come quelle cose li.

Bisogna proprio arrivare a farsi curare, a farsi curare nelle cliniche per riuscire a venirne fuori.

Tu guarda c’è anche quel giornalista della televisione che si è rovinato la vita proprio andando a giocare al casinò.

Lo sapeva benissimo e tutti i suoi guadagni sono finiti dentro nel casinò.

Ora dico, ma se sei una persona ragionevole pensaci un momentino, ma evidentemente la fregola del gioco deve essere così grande che non riescono a ragionare in quel momento.

O pensano sempre di riuscire a vincere così tanti soldi da sistemarsi, ma che poi questo non avviene mai.

Recuperare magari… la motivazione può essere anche – ho perso tanto che voglio assolutamente ricuperare- oppure la sensazione e che dev’essere molto eccitante di vincere molto allora si vuole cercare di riottenere quella sensazione.

Esattamente una forma di dipendenza come quella della droga senz’altro.

Da noi magari meno comune di altre forme di dipendenza però esiste, noi abbiamo di più per i giovani soprattutto la droga in altri paesi il bere, da noi il bere non è così diffuso.

Beh, ci sono invece nazioni dove puoi bere soltanto al sabato sera perché, va beh, diciamo solo nei paesi freddi dove bere ti aiuta un attimino a combattere la temperatura, il fatto che poi esagerano e ovviamente la cosa diventa un male sociale di conseguenza per legge devi bere soltanto al sabato sera.

Si, in realtà non mi sembra che le leggi di questo genere abbiano mai avuto effetto tant’è vero che nei paesi del nord Europa è comunissimo vedere persone sdraiate per terra ubriache e la agente gli passa sopra senza neanche…… Le prime volte io, no le prime volte, in realtà sempre resto impressionata da questo modo di fare perché non puoi scavalcare una persona sdraiata per terra dando per scontato che stia bene se è semplicemente uno che sta smaltendo una sbronza, può essere che stia male che sia morto, che ne sai?

Vedere scene di questo genere continuamente mi fa molta impressione.

(continua)

Danilo and Rita – Ecological and Environmental Disasters

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In passato e oggi molti disastri provocano morte e rifiuti nell’ambiente a causa di interessi politici o economici. (Over time there have been many disasters causing death and environment waste due to harmful political or economical interests.)

Hai sentito che vogliono fare una discarica di amianto nel paese vicino?

Eh, ho sentito.

Infatti tutto il paese si è ribellato!

Perché una discarica di amianto porta soltanto brutte cose, inquinamento delle falde acquifere, in una zona oltretutto, come la nostra, che è tutta campagna per cui tutto terreno coltivato, sarebbe veramente un bel danno questo.

Si, è una pessima idea anche perché pare che già l’idea della discarica di amianto sia vecchia, che l’amianto non vada accumulato ma vetrificato e quindi gestito in un modo diverso piuttosto che con una discarica, e in ogni caso la gente qui non la vuole.

Veramente non la voglio neanche io.

Ci sono tutti paesi limitrofi che si lamentano, compreso il nostro.

Lo so, ma questo è un problema piuttosto grosso questo dell’amianto perché nessuno adesso lo vuole più, è successo così tutto all’improvviso quando si sono accorti che questo materiale creava seri danni.

Dopo che sono morte tantissime persone alla fin fine se ne sono accorti, però oramai il danno è stato fatto.

Adesso bisogna semplicemente cercare di limitare questo danno.

Ma nessuno proprio a casa vuole una discarica di amianto!

Quello di vetrificarlo bisogna vedere se effettivamente funziona e come si può fare perché ne hanno prodotto così tanto che mi sa adesso smaltirlo tutto sarà veramente un grosso guaio.

Ma il problema è che lo Stato i comuni, insomma, gli enti pubblici non danno degli incentivi validi per eliminarlo.

Anche noi abbiamo dei tetti in amianto qui intorno ce ne sono tantissimi costa troppo eliminarlo non aiutano a farlo.

Ho capito che costa, e allora cosa facciamo?

Facciamo morire altra gente e ce lo teniamo?

Eh, oltretutto il maggior produttore di amianto è una società Svizzera la quale ha ben pensato di mettere le fabbriche non a casa propria ma in casa d’altri e dopo che sono quasi quattromila persone in questa fabbrica alla fin fine ci si è resi conto.

Però adesso la società non vuol sapere, ovviamente, di pagare tutti i danni e oltre al danno c’è anche la beffa.

Beh, che non ne voglia sapere poco importerebbe il problema è che il processo sta andando avanti ormai da vent’anni e giunti verso la fine, come al solito, le società riescono a cavarsela con pochi danni.

Invece di essere loro in qualche modo a pagare per lo smaltimento dovremmo pagare noi che loro in realtà verranno condannati perché sapevano, lo sapevano perfettamente e non hanno fatto niente.

D’altra parte perché stupirsi visto quella strage che c’è stata in India negli anni novanta hanno dato, cos’è?, due o tre anni di prigione ad uno dei dirigenti che poi però ovviamente è in libertà e non li farà neanche e per quanti migliaia di morti?

Ventimila morti?

Si una cosa veramente tremenda quella che successe li, e come al solito anche qui sono gli stranieri che vanno ad impiantare le fabbriche in questi paesi, la gente li muore però dopo nessuno paga.

Nessuno paga

Nessuno paga, questa è la disgrazia.

Un po’ adesso con la BP, la BP beh in questo caso pagherà probabilmente gran parte dei danni però ci sono dei danni che non possono essere pagati, quelli che già sono stati fatti cioè il danno… a parte gli animali morti, a parte il degrado dell’ambiente come fai a quantificare il danno che comunque hai avuto indipendentemente dal fatto che ti vengono un risarcimento.

Lì non c’è niente da fare eppure la BP sapeva benissimo che rischio stava correndo.

Si, sapevano benissimo il rischio e per non spendere un milione di euro hanno speso adesso più di venti miliardi di euro per cercare di metterci soltanto una pezza, perche, appunto, adesso risanare il tutto è veramente impossibile.

Tutte le perdite anche del turismo che ovviamente si è riversato da altre parti perché in quelle zone lì costiere non ci va nessuno su una spiaggia piena di petrolio, di animali morti e di altre cose per cui ora che ripuliscono passerà del tempo ma ora che si ristabilisce, diciamo, com’era prima ci vorranno diversi anni e questo è il grosso del danno più che il danno monetizzabile proprio come immediato per cercare di rimediare alla situazione.

Quello è stato veramente un danno enorme, speriamo che non si ripeta.

Mah, pare che situazioni di questo genere al mondo che siano tantissime si spera solo che la fortuna aiuti perché.. può essere

La fortuna aiuta gli audaci, come dicono, però di queste situazioni ce ne sono, appunto, talmente tante, perché non è solamente l’amianto, il petrolio che fuoriesce, tutto lo scarto che stiamo accumulando.

Tonnellate, tonnellate di rifiuti ogni giorno che noi dobbiamo accumulare e cercare di smaltire, ma non tutti si riescono a smaltire.

Ad esempio la parte della plastica qualcosa si riesce a riciclare ma anche qui no riesci a riciclare tutto per cui bene o male ci ritroviamo immersi proprio fino al collo di immondizia di porcherie chimiche per non parlare degli scarti delle centrali nucleari, ah!

Siamo messi veramente bene!

Questo è il prezzo che bisogna pagare per progresso.

Ah, ma fino adesso non hanno avuto nessun problema, tutte le scorie vengono portate all’estero nei paesi del terzo mondo, nell’Europa dell’est e così si risolve il problema, che problema c’è?

Ah, si butti tutto a casa degli altri e hai risolto il problema, ma le scorie radioattive, bene o male, le puoi portare in qualsiasi parte del mondo ma ad un bel momento sono sempre attive e per almeno mille anni te le trovi lì, per cui sai benissimo che anche queste si possono disperdere nell’aria, nell’acqua e te li ritrovi comunque a casa in un modo o nell’altro anche se le hai buttate in casa d’altri.

Mah, adesso vedremo se la fisica verrà in aiuto e a poco a poco si riusciranno a trovare delle reazioni inverse che riescono a smaltire le scorie.

Ad esempio la fusione fredda che è molto discussa e probamente non esiste eppure ha generato degli studi che forse sono promettenti proprio per dare una via allo smaltimento delle scorie, quindi magari non si riesce a fare la fusione fredda però prima o poi si riuscirà anche a trovare una soluzione per le scorie, speriamo più prima che poi perché se nel frattempo se ne accumulano troppe e poi diventa veramente un problema.

E si, perché appunto, non riesci a smaltirle in due giorni.

Soltanto adesso, ad esempio, dopo questo ultimo disastro del petrolio nel Golfo del Messico che i governi finalmente, forse, incominciano a capire che bisogna cercare altre strade e se finora hanno sempre assecondato i petrolieri perché la fanno da padrone a questo punto io credo che bisogna trovare una soluzione alternativa se no veramente questo pianeta lo riduciamo a grossa pattumiera, ma noi ci siamo dentro!

Ma non è facile capire perché anche gli scienziati hanno varie versioni dei fatti.

Ci sono scienziati che dicono che la soluzione è l’eolico, scienziati che dicono che la soluzione è il solare, scienziati che dicono che la soluzione è il nucleare, scienziati che dicono che c’è il riscaldamento globale, scienziati che dicono che non c’è nessun riscaldamento globale e così via, ed è molto, molto, molto, difficile sapere dove sia la verità e anche per gli addetti ai lavori esistono versioni veramente contrastanti perché si è di fronte a studi di settore veramente specialistici per ribattere ai quali ci vuole una competenza che pochi hanno e di queste persone molte sono in qualche modo vicine politicamente ad una parte piuttosto che un’altra, quindi se il tal scienziato cercherà di sponsorizzare l’energia nucleare il tal altro invece il solare, vai a sapere.

Comunque sicuramente la politica che fa Obama nei confronti dell’energia solare male non fa e ho tanta paura che non sia sufficiente ma….

Mah, invece speriamo che pian pianino tutti si portino da quella parte e cerchiamo di risolvere questo grosso, grosso problema.

Danilo and Rita – Picnics and Barbecues

Study the transcript of this episode as a lesson on LingQ, saving the words and phrases you don’t know to your database. Here it is!

During the good weather Italians like to go out for a picnic or have a barbecue in the backyard or garden. (Durante la bella stagione agli italiani piace andare fuori per un picnic, o per preparare un barbecue nel cortile o nel giardino.)

Ho letto che con la crisi le vacanze degli italiani stanno diventando più brevi.

Mah, non mi sembra che gli italiani facciano vacanze brevi, anzi vista la crisi tu guarda cosa c’è sulle strade nei giorni di sabato, domenica o quando ci sono i ponti con le feste sembra che mezza Italia si metta in macchina per andare in vacanza, anche durante la settimana o durante i mesi che non sono previsti per le vacanze.

Beh, perché c’è tanta gente che non lavora, pensionati, signore casalinghe eccetera poi c’è tanta gente che non spende se non il prezzo del viaggio perché va dai parenti che abitano al sud oppure c’è tanta gente che è benestante perché la crisi ha colpito solamente il 40% della popolazione o il cinquanta adesso non so, e tutti gli altri stanno bene come prima e quindi se la spassano.

Mah, non ci credo perché vedo che c’è in giro un sacco di gente, cioè, piccole macchine cioè le solite macchine per dire utilitarie o macchine di gente che evidentemente sono dei dipendenti, ma appena possono comunque i soldi negli alberghi li vanno a spendere.

Si, ci sarà qualcuno che ha anche la seconda casa, che va al mare o va in montagna per aprire la casa perché adesso incomincia un po’ la stagione bella, però la maggior parte riempie gli alberghi per cui vuol dire che la crisi c’è ma non si vede.

No, non sono d’accordo.

Innanzitutto dagli anni sessanta agli anni settanta gran parte degli Italiani si è fatto la casa fuori città e quindi sono tutte case che esistono ancora anche se c’è la crisi, e vanno lì.

Si, anche se non è che un giorno per l’altro quelli che sono rimasti a casa adesso sono ancora a casa si rimetterà in moto nel senso che aziende incominceranno ad andare un po’ meglio e così via, però prima di risollevare il tasso di disoccupazione o di trovare un’occupazione per i giovani, che per il trenta per cento sono disoccupati, passerà del tempo senz’altro.

Comunque noi possiamo farci una gita fuori porta.

Questo si, fin qui lo possiamo fare e ce lo possiamo permettere.

Basta prendere la macchina, il nostro bel cestone o la borsa termica e possiamo andare qui sulle nostre montagne a fare una bella passeggiata e prendere un po’ di aria fresca.

Visto che adesso sta arrivando l’estate e fin’ora abbiamo avuto soltanto tanta pioggia e adesso c’è un’afa tremenda che quasi, quasi non si riesce a respirare dall’umidità che c’è.

Infatti, un bel cestino e tutte le cose buone che si mettono nel cestino quando si va a fare un picnic.

Quando ero bambina i miei ogni tanto prendevano e andavano a fare il picnic in Svizzera, faceva un gran freddo e bisognava portare il golf, sempre, appena non c’era il sole, al sole si stava abbastanza bene però mai.. non c’era mai tanto caldo e la mamma faceva delle cose fredde e le metteva nei contenitori tipo tupperware e poi c’erano i piattini, c’erano le posatine tutte quelle cose buone e belle che rendono gradevole il picnic.

Mi ricordo che a volte mi veniva addirittura a prendere a scuola, l’ultima ora addirittura già in macchina e partivamo, era bellissimo, mi piaceva tanto.

Si metteva giù il plaid colorato e si mangiava sul prato.

Beh, oggi ci sono un sacco di aree attrezzate per fare i picnic.

Sai ne ho visti tantissimi anche dove ci sono già i barbecue in muratura compresa la griglia che puoi utilizzare per cui si va un po’ in compagnia e ci sono anche i tavoloni per cui non ci si sta più per terra con le formiche e altri animaletti che, oltre a quello che stai mangiando li devi mangiare, adesso, insomma, sono un pochino più attrezzati.

Hai mai visto quella…., penso di si, quel pezzettino di Walt Disney con Paperino che va a fare il picnic e ci sono le formiche che gli portano via i panini, li trasportano….

A si, sono tremende, beh li hanno esagerato un po’ però comunque non siamo molto lontani, non ti porteranno via la torta e i panini e Paperino deve correre dietro per riuscire a rimettere dentro nella sua cesta però, insomma, gli insetti ci sono quando vai fuori in campagna.

Adesso con questi bei tavoloni, insomma, riesci a mangiare all’asciutto e su un tavolo seduto bene.

Si, una volta poi c’erano anche le mucche e mi ricordo che c’era questo fatto che andavamo in quei bei prati negli alpeggi e giravano le mucche e spesso bisognava stare attenti perché arrivavano queste frotte di mucche e una volta è venuto anche un toro e mi ricordo che c’è stato un fuggi,fuggi generale.

Per quello che forse è meglio andare nelle aree attrezzate almeno non hai di queste sorprese.

Beh, forse pensa in America magari ti arriva l’orso tipo l’orso Yoghi il che è peggio che la mucca o il toro!

Si, infatti, però fa parte dell’immaginario collettivo questo del picnic con gli animali, le formiche eccetera e quindi da un po’ di gusto al tutto.

In ogni caso questa faccenda del barbecue mi interessa perché possiamo effettivamente trasportarlo anche in luogo di picnic però possiamo anche farcelo a casa, noi abbiamo questa grossa opzione di potere fare il barbecue a casa e quando invitiamo qualcuno abbiamo sempre la possibilità del carrellino con la carbonella.

E, adesso, appunto, se incomincia qualche bella giornata, perché fin’ora come ti ripeto non se ne sono viste, allora tirerò fuori tutta l’attrezzatura, il carbone l’ho già comperato dobbiamo solo acquistare la carne per preparare gli spiedini, la verdura da mettere su l’abbiamo nell’orto, siamo organizzati!

Dobbiamo solo invitare qualche amico o magari… va beh i figli anche e darci dentro a rosolare un po’ di cose.

Si tu sei bravissimo con la carne e sei abbastanza bravo perché la gente venga molto volentieri qui, un po’ troppo anzi perché… bisogna stare attenti a fare gli inviti perché di solito si fanno gli inviti e gli altri dicono si, si va bene e poi non vengono, no?

Invece qui se si fanno gli inviti la gente viene veramente.

Adesso poi oltretutto che ho anche la birra fatta in casa abbiamo raggiunto il massimo.

Tu che fai il formaggio, abbiamo la birra buona, beh la carne qui intorno non manca perché siamo, diciamo, in una zona dove le mucche non mancano e anche i maialini non mancano di conseguenza abbiamo tutto l’occorrente per preparare un bel barbecue.

Abbiamo anche il tavolone da mettere fuori nel cortile, non ci manca assolutamente niente!

Si, bisogna solo eliminare un po’ di zanzare perché all’ora di pranzo fa troppo caldo, e alla sera invece c’è il problema delle zanzare.

Ci adegueremo e utilizzeremo un po’ di zampironi, DDT vario in modo tale da tenerle lontano il più possibile.

Chissà perché un’altra cosa che è considerata normale in tutto il mondo è che il barbecue sia prerogativa dei maschi, non so perché viene considerato una cosa maschile l’idea di preparare la carne…

E, ma è così!

Se tu guardi i grandi cuochi sono tutti maschi!

Sono pochissime le donne anche nei ristoranti più famosi le donne che cucinano sono pochissime.

Si ma non c’entra questo con il barbecue, perché invece quando si tratta di cucinare in casa di solito lo fa la donna, magari non nel nostro caso ma in genere è così!

Invece il barbecue anche quando il maschio non cucina affatto ne mai si sognerebbe quello li lo deve fare lui per forza!

Anzi, è una questione e punto d’onore!

Beh, è una cosa che si tramanda dai tempi dell’uomo della caverna, era l’uomo che andava a cacciare era l’uomo che accendeva il fuoco e cucinava, è sempre stato così dai tempi dei tempi!

Si, non so se cucinasse lui veramente.

Lui andava a cacciare e portava la carne ecco!

Diciamo che è connesso all’idea che l’uomo procuri la carne.

E, beh.

Procura la carne e poi, ovviamente, doveva preparala anche perché aveva la forza per poterla tagliare perché ai tempi dei tempi non c’erano tutti gli attrezzi che ci sono oggi, avevano lascia di pietra e con quella dovevano tagliare magari un Mammut, o addirittura qualche dinosauro di conseguenza ci voleva anche una forza fisica per fare questo.

Mammut si, dinosauri no!

Perché no?

Se tu guardi i Flinstones.. ma scusa andavano a caccia con la clava e prendevano anche i dinosauri!

E si, i Flinstones si ma come ben sai i dinosauri non c’erano quando c’era l’uomo!

Danilo and Rita – Fraud and The Elderly

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It seems incredible but elderly people every day are still tricked by old and well known frauds. Many often fall down and die after a snatch. (Sembra incredibile, ma molte persone anziane ogni giorno perdono il loro denaro a causa di vecchie e ben note truffe . Molti, spesso, cadono e muoiono dopo uno scippo.)

Anziani, ancora nel mirino dei truffatori.

Questo è il titolo del giornale di oggi.

Mah, possibile che ogni giorno si debbano leggere queste cose?

Beh, il fatto è che gli anziani per qualche motivo non leggono tanto i giornali e non vedono tanto la televisione.

Quasi tutte le settimane sulla nostra trasmissione quotidiana “striscia la notizia” c’è l’inseguimento a qualche truffatore.

Però c’è sempre qualcuno che ci casca, gli anziani in prima fila.

Ma non è vero che gli anziani non guardano la televisione, anzi, direi che gli anziani sono quelli che la guardano di più di tutti, però nonostante tutto e nonostante la Polizia che continua dare avvisi dare in giro anche dei volantini dove spiega come non farsi truffare, eppure c’è sempre qualcuno che ci casca.

Si, beh guardano la televisione ma bisogna vedere, molte non sempre capiscono bene quello che vedono, sai?

Sai che anche per quanto riguarda la lettura pare che solamente il 30% degli italiani non riesca a capire quello legge?

Sempre che riesca a leggere?

e lo stesso vale per la televisione, vengono dette le cose ma quelle che vengono recepite sono molto meno.

D’accordo che i truffatori sono molto abili sotto questo aspetto, perché bisogna dire che le inventano veramente tutte e hanno molta fantasia nel mettere a punto i loro piani.

Però, diciamo, le truffe che ancora si ripercuotono, cioè quelle classiche, dove uno si presenta in divisa e pretende i soldi della bolletta del gas piuttosto che la bolletta della luce.

Ma nonostante che sulle bollette ci sia scritto che non c’è nessun incaricato che viene a prendere i soldi questi anziani continuano a darglieli e poi, ovviamente, si accorgono che oltre ai soldi che hanno dato della bolletta, che non dovevano dare, sparisce anche in casa un sacco di altre cose.

Si, ma sai sicuramente vanno a scegliere quelli un po’, diciamo, avanti con l’età, un po’ insicuri, quelli soli e i più ingenui no?

Perché tanti altri magari ci provano ma gli chiudono la porta in faccia.

Quelli che invece sono più timidi e creduloni sono quelli che ci rimettono.

Indubbiamente però se dovessimo fare una casistica di tutte queste truffe ce ne sono davvero di veramente ingegnose, è che la maggior parte vanno proprio a segno proprio perché sono persone che ti danno così tanta fiducia che l’anziano, ovviamente, gliene da così tanta che addirittura da dargli il conto della banca in mano.

Ecco è queste cose qui che bisogna cercare di fare capire ed evitare soprattutto.

Si, è ma perché utilizzano trucchi tecnologici, il tesserino è perfetto, divise perfette, poi sono in due e quindi il primo entra e fa chiacchierare l’anziano mentre il secondo chiede del bagno e in genere quando vogliono rubare fanno così.

Chiede del bagno e mentre l’anziano chiacchera, racconta la storia della sua vita quell’atro va a cercare i soldi che sono sempre in contanti, cioè l’anziano va a prendere la pensione e si tiene i soldi in contanti.

Questo è un po’ il meccanismo.

E, questo è anche un altro meccanismo che si sta cercando di debellare, perché si sta cercando di instradare l’anziano ad usare le carte di credito.

Lo so che le persone anziane sono molto diffidenti sulle carte di credito, che per loro vedere questi pezzi di plastica e associarli a del denaro non è una cosa così facile, insomma, da capire.

Per cui preferiscono tenersi tutta la pensione o tanti soldi o dei gioielli, addirittura, in casa con il rischio poi di farseli portare via.

E,si ma sai ci sono tanti problemi ad esempio il numerino che non vedono bene, insomma, sono tanti i problemi per cui una persona anziana può avere difficoltà ad usare il Bancomat.

Questo senza alcun dubbio, oppure l’idea di dover andare fino alla banca tutte le volte che ha bisogno di contanti, se magari cammini male e fai fatica sicuramente è un problema.

Però poi invece c’è la parte più triste che è quella degli scippi agli anziani che sono appena usciti dalla posta e quello è odioso e soprattutto molti anziani muoiono perché appena prendono uno spintone cadono, perché non hanno più elasticità, e spesso battono la testa e muoiono.

Si, questo è vero, in effetti agli inizi del mio lavoro aiutavo la Polizia proprio in questo senso in quanto avevo installato i sistemi di sicurezza nelle banche, e quando c’erano questi fatti la Polizia mi chiamava per visionare i filmati, e in effetti tu vedi che c’è gente che si mette in fila allo sportello e passa.. però quando arriva il suo turno cambia fila perché sono li a curare chi ritira tanti soldi.

Una volta gli stipendi venivano dati poi in contanti, sai c’era la famosa busta paga, per cui c’era l’addetto, la segretaria o chi per essa che andava in banca a ritirare le paghe e poi usciva dalla banca con tanti soldi in tasca.

A questo punto interveniva, diciamo, questa persona che lo seguiva, gli dava una botta in testa e gli rubava la borsetta piuttosto che la valigetta e scappava.

Questo era un trucco che si usava spesso e volentieri.

Oggi pagando gli stipendi, invece, direttamente sulla banca la cosa si fa meno sentire ma, ovviamente, si sono ripercossi su gli anziani quando vanno a ritirare la pensione.

Si, è vero.

Comunque c’è anche l’altro tipo di truffa che si impernia sull’ipnosi per cui questi truffatori diventano.. sono degli ipnotizzatori che parlando con l’anziano lo manda in una specie di catalessi e a quel punto l’anziano gli consegna tutto, numero del conto, numero del del PIN del Bancomat, qualsiasi cosa, oppure usano delle bombolette per intontirli.

Quindi ne hanno tantissimi di metodi, comunque abbiamo visto alla televisione questi ipnotizzatori bravissimi che addirittura, non con l’anziano, ma con il cassiere riescono a.. in pochissimo, in 30 secondi ad ipnotizzare il cassiere che gli consegna tutti i soldi.

Si, infatti questa è una cosa strana.

Ma è successo più di un episodio e sembra che siano specializzati gli Indiani, che hanno questo potere, appunto, di guardare in faccia il cassiere e questo qui entra in uno stato ipnotico e ad un bel momento consegna tutti i soldi.

Però io dico ci sarà vicino qualcuno o qual’cosa d’altro diciamo, anche la persona che c’è di dietro, possibile che nessuno intervenga?

Cioè è possibile che riesca ad ipnotizzare tutta una banca?

Eh, ma lo sai che adesso c’è la riga gialla e bisogna stare dietro la riga gialla per cui tu non riesci a sentire che cosa si dicono lui e il cassiere.

Certo che sono bravissimi, ci sono dei filmati su youtube di persone che, non per truffa, ma per abilità fanno vedere come riescono ad ipnotizzare amici, amici di amici, passanti e non è un trucco, ci riescono davvero.

D’altra parte gli indiani erano quelli che riuscivano a convincere che salivavo lungo la corda, facevano salire la corda e si arrampicavano lungo la corda o cose di questo genere, no?

A si, di fachiri infatti ce ne erano in giro tantissimi e sembra che siano proprio loro specializzati in queste truffe.

Altre truffe invece sono quelle che cercano di venderti quei soldi falsi che con un liquido speciale ad un bel momento ritornano dei soldi veri.

E anche qui non riesco a capire, cioè, ci cascano imprenditori, cioè, gente che non è anziana, anzi, è gente abbastanza sveglia!

Però allettati dal fatto che dei fogli bianchi diventino delle carte moneta già di per se la cosa è assurda, eppure questi ci cascano tranquillamente.

Guarda quanti ne sono stati smascherati.

Eppure nonostante la televisione ne abbia parlato e tutto questi continuano imperterriti, sempre alla ricerca del tonto che ci casca.

Si, è veramente assurdo che ci caschino perché sembra impossibile eppure c’è sempre qualcuno.

Beh, naturalmente poi noi veniamo a sapere solo di quelli che ci cascano e non di tutti quelli che sollevano dei dubbi, per cui secondo me appena loro sentono che dall’altra parte c’era una persona con qualche dubbio lasciano cadere perché altrimenti rischiano di essere smascherati però dopo che “striscia la notizia” a una sera sì una sera fa vedere questo trucco, ancora c’è gente che ci casca.

Beh, certamente prima scelgono bene la vittima, cioè, cercano di capire se la vittima può cadere nel tranello oppure se la vittima, invece, è scaltro e ovviamente li manda subito al tal paese.

Danilo & Rita – Most Common Languages

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English is spoken by more and more people, thanks to the Internet and international trade. (L’inglese è parlato da più e più persone, grazie a Internet e gli scambi commerciali.)

Ai tempi dei romani si parlava il latino, almeno ovviamente qui in Italia e nell’impero romano.

Quello che non riesco a capire è come mai dal latino si è arrivati a parlare l’italiano.

Come è stata questa trasformazione?

È stata abbastanza naturale perché poco a poco il latino parlato dal popolo è diventato l’Italiano nel 1300 Dante Alighieri ha scritto De Vulgari Eloquentia che era un trattato scritto in latino quindi per i colti in cui spiegava l’importanza della lingua italiana del volgare che era poi il dialetto latino e da lì avendo poi lui scritto la Divina Commedia in Italiano, quindi in volgare, ha incominciato ad ufficializzare il volgare come lingua Italiana.. come lingua valida anche per scrivere poesie e quindi lingua valida a tutti gli effetti per poter essere parlata a tutti i livelli non solamente come il dialetto parlato dal popolo.

Mah, se prima si parlava il latino e le persone colte parlavano il latino, Dante viene a scrivere un poema in dialetto ed a questo punto il dialetto è diventata la lingua ufficiale, è un po’ un controsenso.

D’accordo che la Divina Commedia è un bellissimo poema ma potevano anche dire: “ ma perché hai scritto in dialetto, potevi scriverlo in latino”.

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Ma evidentemente già nel milletrecento il volgare era molto parlato quindi a poco a poco è diventato naturale la sostituzione è normale che le lingue si evolvano anche adesso assistiamo ad un’evoluzione delle lingue per quanto poi i puristi si lamentino sempre in realtà è naturale che si sia una contaminazione fra lingue diverse adesso anche in italiano il numero di parole inglesi cresce di giorno in giorno.

Oggi la lingua più parlata sembra che sia inglese o meglio, direi l’Americano perché in fondo sono stati loro che hanno contribuito a diffondere la lingua inglese del mondo perché fino a qualche anno fa diciamo fino agli anni sessanta – settanta la lingua ufficiale parlata in tutto il mondo era francese, dopo di che con l’avvento della tecnologia americana si è diffusa largamente in tutto il mondo.

Tu dici che invece non è vero, io sono convinto di questo.

Mah, insomma è vero in parte, l’Inghilterra era già un impero molto prima degli anni 60, anzi, e quindi ancora adesso in molti paesi si parla inglese fuori dall’Europa, in India, in tante isolette dell’oceano indiano in Africa, in Canada e vero che si parla anche il francese ma si parla anche in inglese e quindi è sempre stata una lingua molto diffusa.

Gli Stati Uniti non parlano inglese per caso, parlano l’inglese perché c’erano gli inglesi in grande numero.

L’inglese è sempre stata una lingua diffusa e poi sicuramente adesso con Internet sta diventando il linguaggio universale anche se è questo il vero solamente in parte perché ancora adesso lo spagnolo è parlato in una marea di luoghi della terra e il numero di persone che parlano spagnolo al mondo è equivalente, se non erro, ha quelle che parlano l’inglese poi ci sono i cinesi c’è il cinese mandarino, se i cinesi parlassero tutti la stessa lingua il cinese sarebbe sicuramente la lingua più parlata al mondo e che poi hanno anche loro centomila dialetti.

Si, gli Americani hanno scelto l’inglese ma è stato per puro caso, perché quando dovevano scegliere la lingua erano indecisi fra l’inglese, il tedesco, che era, diciamo, ben votato e lo spagnolo.

È stato scelto l’inglese, adesso non mi ricordo più perché, ma l’altra lingua poteva essere benissimo il tedesco per cui se gli Americani avessero parlato il tedesco a quest’ora noi avremmo parlato il tedesco come lingua ufficiale o comunque come lingua distribuita in tutto il mondo.

Ma chi lo sa non è solo quello è che l’inglese è una lingua molto semplice da imparare a parlare male poi parlarla bene è un altro discorso e magari sono in pochi a parlarla però è una lingua che ha una delle basi grammaticali sintattiche molto semplici il tedesco no!

Per cui trova tu a creare un esperanto una lingua universale simile al tedesco sarebbe assurdo così come sarebbe assurdo l’italiano o il francese perché non è facile comunicare in queste lingue se non le hai studiate veramente bene.

La lingua commerciale, appunto come ti ho detto, negli anni… prima degli anni sessanta era il francese e commercialmente si utilizzava il francese poi c’è stato qualcuno che ha pensato di creare questa lingua universale che è l’esperanto ma è morta ancora prima ancora di nascere perché io non mai sentito nessuno parlare l’esperanto.

È stata una cosa.. un bel sogno, però poi è stato scavalcato addirittura dalla realtà perché adesso si comunica in inglese i ragazzi… anche se poi a scuola non lo studiano e prendono i brutti voti in realtà se la cavano giusto quello che serve per chattare su Internet o leggere i siti e così via pian pianino la cosa si diffonderà sempre di più.

Si diffonderà sempre di più per via di internet che, diciamo, è un programma nato, non che sia un programma nato ma diciamo che il tutto è nato sempre dalla tecnologia americana che si è diffusa in tutto il mondo loro, ovviamente, parlando l’inglese gli altri sono stati costretti a seguire le loro orme e imparare l’inglese per riuscire a comunicare, per riuscire a capire quello che veniva scritto.

E ma va bene così, io non capisco perché si debba restare fermi, se a poco a poco anche le lingue, tutte le lingue verranno contaminate dall’inglese perché no?

Cosa riporta?

Vogliamo per forza per sempre immaginare una terra in cui ognuno parla una lingua diversa?

Tanto la lingua dei nostri antenati resterà l’italiana poi a poco a poco nel tempo ci sarà un’unificazione io penso questo, anche i cinesi adesso a livello commerciale parlano tranquillamente inglese no?

Anche tu parli con i suoi amici cinesi in inglese.

E si, se dovessi scrivere o parlare il cinese a quest’ora chissà dove sarei!

No.. insomma, per forza anche loro si sono dovuti adeguare se volevano parlare con il resto del mondo.

D’accordo che i cinesi sono tanti e tra di loro parlano il cinese, ma al di fuori dei loro confini non sono mai andati se non qualche emigrato qualche tempo fa.

Solo oggi che si sono aperti al resto del mondo e ovviamente hanno dovuto anche loro adeguarsi e imparare l’inglese per riuscire a comunicare.

Beh, innanzitutto anche tra loro non è vero che parlano tutti il cinese ci sono centomila dialetti e poi hanno il problema della scrittura, quindi se loro… utilizzando l’inglese ed tagliano fuori il problema di utilizzare gli ideogrammi al computer che è un problema difficile, hanno una specie di codice di trascrizione che però non è equivalente al modo con cui scrivono quando scrivono o con carta matita per cui per evitare tutti questi problemi l’idea di comunicare in una lingua completamente diversa sembra vincente.

Si però con questa scusa di dover imparare una lingua diciamo universale o comune a tutti, i ragazzi di oggi non imparano ne l’inglese perché vedi anche tu che non lo parlano, ne l’italiano con la scusa che adesso si parla l’inglese, per cui non imparano ne una lingua ne l’altra lingua.

Perché vedi anche tu quello che dicono alla televisione e come parlano e già ti viene la pelle d’oca a sentirli.

Si, ma non è colpa dell’inglese è colpa del fatto che prima di tutto il linguaggio si è impoverito perché a furia di scrivere semplicemente messaggini, SMS o piccole frasi su Twitter o Facebook fanno fatica a costruire frasi scritte più lunghe di qualche parola.

Poi studiano poco c’e un impoverimento culturale su cui bisognerebbe dire tante cose ma non è che sia l’inglese a causa.

Danilo and Rita – Music and the Arts

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Danilo and Rita talk about whether liking art is enough to make you an artist or whether technical ability is a prerequisite. (Non è sufficiente amare l’arte per essere un artista. Si discute sul fatto che la capacità tecnica è, o non è, una qualità necessaria.)

Dunque, l’altro giorno il mio studente che sta cercando di fare un lavoro di arte multimediale mi ha presentato il parto della sua fatica ossia una canzone fatta con uno strumento elettronico, fatta al computer, ma brutta, ma brutta, ma brutta che con tutta la mia buona volontà io stessa non sarei riuscita a fare di peggio.

E si che è uno che suona in un complessino.

Mah, il fatto che suoni in un complessino non è detto che sia capace di comporre della musica.

Perché tu vedi anche tra i cantanti affermati, affermati sempre per modo di dire, che si improvvisano a scrivere delle canzoni, ma fanno di quei flop talmente evidenti che forse, forse e sempre meglio che vadano a fare un altro mestiere.

Si, ma infatti quello che mi fa ridere e che tu dici: “questo ragazzo qui ha passione perché se è venuto a chiedermi questa tesi vuole dire che gli piace, poi suona già quindi vuole dire che conosce la musica, conosce l’armonia” come diavolo ha fatto a fare una porcheria del genere?

Guarda che ti assicuro che è difficile immaginare quanto brutta sia quella canzone.

Cioè è fatta senza tener conto del… né dell’armonia, perché la voce e l’accompagnamento suonano accordi diversi.

Non ha ne dell’idea musicale non ha una strofa, non ha un ritornello, non ha… ha un “unz, unz, unz” una batteria, insomma ma fatta anche quella malissimo, tenendo conto del fatto che questi strumenti software che abbiamo ormai a disposizione sono talmente belli che si riesca a fare addirittura delle orchestre.

Ma ci sono tante persone che si credono artisti mah, dovrebbero anche qui fare tutt’altro.

Prendi ad esempio i pittori, quanta gente si mette dipingere?

Poi guardi i quadri che fanno e ti chiedi: “ ma questo un quadro?” non riesci a capire se il quadro va girato in un modo o se va girato in un altro perché sono delle porcherie enormi.

Il fatto è, ed è quello che mi meraviglia, che tanti di questi che poi fanno esposizioni nelle gallerie, e c’è un sacco di gente che invece li ammira.

Io proprio questo non riesco a capirlo.

A,beh, allora è una cosa un po’ complessa.

Per prima cosa queste persone sono convinti di essere bravi perché spesso hanno passione davvero solo che il massimo che riescono a è quello.

Poi c’è un’altra cosa ossia molto molte persone non hanno sensibilità artistica quindi non riescono a distinguere un lavoro bello da un lavoro brutto e quindi acquistano qualsiasi cosa che qualcuno gli dica essere bella.

E poi, appunto, c’è ‘ il terzo fattore che sono i critici, i critici che se ben pagati portano alle stelle artisti che non hanno nessuna capacità.

Si ma i critici devono essere ben pagati dall’artista, perché tu vedi certi quadri.. alle volte c’è una tela tutta bianca due pennellate proprio buttate lì che vedi che quello li ha pulito il pennello sulla tela e quello dice che è un grande quadro, e ci sono gli imbecilli che gli vanno dietro e dicono: “ oh che bel quadro!

” ma io mi sento preso in giro.

Cioè quando vedi quelle cose li, insomma dici: “ ma questo non è un quadro è una presa in giro!

Mah c’è una sottile distinzione fra un’opera d’arte e una porcheria spesso e va detto perché va detto che chi è abituato e ha acquisito una certa sensibilità nell’apprezzare queste forme moderne di arte magari riesce a percepire delle cose che tu non riesci a percepire.

Ma al di la’ di questo esistono sicuramente un sacco di pittori o artisti che fan le porcherie, questo lo sanno tutti e anche i critici lo sanno però il mondo dell’arte è un mondo commerciale quindi questo rovina un po’ tutto, fa perdere un po’ il filo, è solamente poi con il tempo che si può si potrà capire quello che resta è quello che verrà buttato via.

Sul fatto che siano artisti su tanti io ho i miei dubbi.

Secondo me non sono capaci di fare nient’altro e imbrattano le tele in quel modo, perché se mi facessero vedere prima che sanno veramente fare un bel quadro, non dico all’altezza di un Raffaello, di un Leonardo da Vinci, ma almeno disegnare un bel quadro poi posso dire: “ va beh, in questo momento ha l’ispirazione di fare una porcheria e fa una porcheria “ ma questi fanno solo esclusivamente porcherie!

Si va beh, non è proprio così perché non è affatto detto che uno debba essere tecnicamente bravo nell’arte figurativa per fare un’opera d’arte e l’arte può avere a forme diverse uno può esprimersi attraverso i colori senza necessariamente saper disegnare la figura umana perché, perché si deve per forza essere bravi tecnicamente per fare un’opera d’arte, non è questo il punto.

No, questa non me la bevo.

Allora, prendi Picasso.

Picasso da giovane ha fatto delle cose veramente belle, cioè dei quadri stupendi, pio si vede che andando avanti con l’età era stufo di fare i quadri belli e si è messo a fare quello che ha fatto, ma vedi che era un pittore fatto e finito, questi qui invece le cose belle non le hanno mai fatte!

È qui che insisto.

Mah tu insisti ma io non sono d’accordo.

Prima di tutto c’è questa… ormai lo dicono tutti questa cosa qui Picasso che poi è vera fino ad un certo punto, c’è tantissima gente che apprezza anche i periodi successivi di Picasso.

Ma poi non è necessariamente così, l’arte evolve e non è detto che si debba fare arte solamente disegnando la natura, allora sarebbero bravi solamente gli iperrealisti perché riescono a fare delle cose che sono uguali alle fotografie tanto sono precisi allora quelli li sono bravi e gli altri no?

No, non è così!

Bah allora mi vuoi dire che sono bravi quelli li che fanno le stupidaggini sulla tela?

Cioè che ci fanno il buco nella tela, che ci fanno due occhi e l’omino come lo potrebbe disegnare un bambino di prima elementare, e mi dici che quelli sono artisti?

Non ci credo!

Ma non è quello è che nel modo di fare le cose c’è una differenza, no?

Anche nell’arte astratta se tu fai, ad esempio, un’accostamento di colori e di forme ben fatto, puoi anche fare un’opera d’arte.

È il modo in cui questi, questi buchi nella tela e questi colori vengono messi che fa alla differenza, non è che bisogna fare di tutta l’erba un fascio!

Strano che tu mi dica questo, figlia di uno scultore e di un’artista, ma voglio vedere se tuo padre faceva quei quadri li cosa gli avresti detto!

Tuo padre ha fatto delle belle cose perché era un artista fatto e finito!

Ma non ho mai visto tele imbrattate buttate su coi colori tanto così per fare qualche cosa!

Ma non è tanto per fare qualche cosa c’è tanta gente che studia una vita per cercare di fare quello che tu dici essere un imbrattamento di tele in modo tale da fare un lavoro ben fatto, e sicuramente siamo in momento particolare dell’arte figurativa però da qui a dire che sono tutti degli imbecilli quelli che dipingono adesso mi sembra un po’ eccessivo, bisogna anche seguire così come la musica insomma una persona che non si intende di musica spesso non riesce a riconoscere una canzone bella da una canzone brutta lo stesso vale per l’arte figurativa se uno non capisce niente di arte figurativa non riesce a distinguere un quadro bello da uno brutto!

Mah, io non capisco niente però mi dici che studiano tutta una vita per arrivare a fare quelle porcherie lì e meglio che, non so, andassero a fare il maniscalco, o fare qualsiasi altro mestiere.

Forse, forse gli veniva meglio.

E ma non sono tutte porcherie, forse quelle che hai visto tu!

Ma non sono tutte porcherie.

Mah, finora quelle ho visto di certi quadri.. no!

C’è anche chi fa dei bei quadri, grazie al cielo c’è ancora qualcuno che disegna bene, ogni tanto lo si trova anche per strada o quando siamo andati.. adesso non ricordo più dove che ci sono artisti che per strada fanno dei bellissimi ritratti, fanno delle belle cose.

Quello dici: “ quello è veramente un artista fatto e finito!

Ma è semplicemente uno che sa disegnare bene!

E non è un artista uno che sa disegnare bene?

No, è una persona con un’ottima non ottima tecnica.

Questo non significa.. è come dire che uno che sa eseguire perfettamente la nona di Beethoven è un grande artista!

È solo uno con un’ottima tecnica, poi per saper fare della musica creativa non basta la tecnica e non è detto neanche che serva perché tu puoi scrivere la musica sullo spartito e poi qualcun’altro suonarla per te!

Danilo & Rita – Sports and Risk

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Many sports are risky, many others are not, but sometimes people engage in risky behaviour which allows accidents to happen. (Molti sport sono rischiosi, molti altri sono tranquilli, ma a volte le persone si comportano in modo tale da creare infortuni.)

Sono cominciati i mondiali a Vancouver hai visto, i mondiali di sport alpini.

Si, ho visto però ho già visto che c’è già stato un grave incidente prima ancora d’incominciare.

Non è bello questo.

Impressionante, poi lo hanno fatto vedere alla televisione, certo adesso naturalmente dicono che la pista era sicura ed è stato un incidente ma se poi vai a leggere capisci che non era così e che hanno fatto una pista che era più veloce dello standard e aveva anche altre irregolarità.

Si, queste cose vengono sempre fuori dopo che è successo l’incidente però indubbiamente se fosse stata progettata bene, in quella zona, avrebbero messo delle barriere di protezione o delle reti di protezione, perché d’accordo calcolare bene tutta la pista ma l’incidente è sempre in agguato e bisogna prevederlo prima che avvenga.

Adesso le hanno messe!

Eh, un po’ tardi!

E certo, si, ma poi comunque uno non deve rischiare di uscire di pista, gli sportivi hanno detto che era molto pericolosa quella curva lì, quindi era una morte annunciata e adesso magari andranno più piano, cercheranno di stare attenti, ecco, però sempre sicuramente la responsabilità di qualcuno c’è.

È sempre come quando fanno le piste di discesa di sci, che vanno giù a oltre cento all’ora e però vedi che nonostante le reti, nonostante tutte le sicurezze che cercano di mettere al bordo della pista, ogni tanto c’è qualcuno che ci lascia la pelle.

Questo fa parte anche dello sport, così come pure nell’automobilismo nonostante le piste ormai siano sono sicure, siano larghe che ci siano tutte le protezioni lungo le piste ma ogni tanto qualcuno si ammazza.

Si, a me sembra che ultimamente però ci siano più incidenti i senza conseguenze e meno incidenti in assoluto quindi le piste rispetto a quando era piccola e io mi sembrano più sicure a parte che loro hanno le tute ignifughe super caschi e super tutto ci sono dei sistemi di sicurezza decisamente maggiori, è chiaro che un margine di rischio c’è ed è anche quello che rende più affascinante lo sport.

Certamente più lo sport è rischioso e più, ovviamente, attira il pubblico.

Ma ci si è arrivati a queste norme di sicurezza dopo che è morta un sacco di gente, sia nell’automobilismo, motociclismo, vuoi sullo sci.

Pian piano si è arrivati a predisporre dei sistemi di sicurezza proprio per evitare al massimo gli incidenti mortali.

Certo che, ovviamente, quando corri in macchina oltre i trecento all’ora qualsiasi piccolo incidente diventa un disastro e puoi andare all’altro mondo in un attimo.

Si, e poi ci sono invece gli incidenti fatti dagli imbecilli come ci sono in questo periodo sulle Alpi ogni giorno c’è qualche imbecille che muore perché è andato a fare sci-alpinismo dove non si poteva, in giornate in cui c’era scritto dappertutto che non bisognava a avventurarsi e così via e, come è stato, un paio di settimane fa sono morti è in più sono morti anche quei volontari del soccorso che sono andati ad assisterli.

E qui la cosa invece è molto più grave.

Questi sono proprio veramente imbecilli, c’è gente che non è preparata a fare certe cose e nonostante le persone che sono esperte dicono: “no, non ci devi andare perché c’è un pericolo effettivo che venga giù una valanga se tu passi in quella zona” e questi ci vanno beh allora questo è proprio arrivare al massimo.

Ma quello sarebbe niente, fin che crepano loro tu dici: “ se lo sono cercata!” il guaio è, appunto, che chi va a soccorrerli rischia e rischia in modo notevole.

Guarda ad esempio quando devono andare su queste montagne talmente impervie con gli elicotteri basta un niente perché l’elicottero cada giù.

L’ultima volta è bastata una folata di vento, la pala dell’elicottero ha toccato contro la montagna l’elicottero è precipitato con i soccorritori.

Questo è quello che fa rabbia.

Si, lo so.

Adesso pare che mettano una norma per cui qualsiasi incidente viene addebitato a chi.. o comunque qualsiasi costo viene addebitato a chi lo causa.

Io pensavo che ci fosse già questa cosa invece oltre a fare un’imprudenza verso se stessi per di più non pagavano niente per l’assistenza di quelli che andavano soccorrerli, questo mi sembra veramente assurdo!

Eh, ben vengano queste cose, che venga fatto pagare il costo effettivo del soccorso perché muovi persone, muovi elicotteri, muovi ambulanze, gli ospedali.

Ma questo non sarebbe niente il fatto appunto, è che quando rischi la morte lì non c’è niente da fare non c’è nessun prezzo che serva a pagare quei poveri disgraziati di soccorritori che sono morti.

Beh, comunque ce ne sono tanti altri di sport pericolosi, anche le immersioni ad esempio, ogni tanto succedono le disgrazie e anche lì spesso si tratta di persone che hanno voluto fare un pochino di più di quello che era ragionevole che facessero a volte no ma molto spesso si, oppure capita spesso nel cross sia delle motociclette che delle macchine.

La Parigi Dakar, ad esempio, fa delle stragi regolarmente.

Questi sono sport estremi ed ovviamente i rischi sono decisamente più alti, ma tu pensa che negli ultimi giochi, adesso non ricordo più se in Germania o in un altro, un tiratore di giavellotto ha centrato in pieno un giudice di gara!

Ora tu dici: “cioè, tira il giavellotto che pericolo c’è?” eppure vedi che questo lo ha centrato e lo ha ammazzato!

Tu immagina un giavellotto che ti prende in petto in pieno, vai all’altro mondo!

E non c’era nessun pericolo apparente!

Vedi che le disgrazie sono sempre lì, pronte in agguato.

Beh, va beh, certo è la probabilità che è inferiore anche nella scherma ogni tanto si spezza la spada e la punta va penetrare il torace o la testa dell’altro e ci sono stati morti, anche nei tuffi facendo il tuffo si sbatte contro il trampolino o la piattaforma e si resta secchi, e un minimo di rischio c’è sempre però la probabilità è maggior o minore seconda degli sport.

Io mi ricordo una cosa che mi ha molto impressionato perché anch’io ho giocato tanto a basket quel giocatore che nella foga di aver fatto un errore è andato di corsa a sbattere la testa contro il sostegno del canestro, così per fare una spiritosaggine.

Gli è venuta un’emorragia cerebrale ed è morto, tra l’altro non subito ma una settimana dopo, è stata una cosa bruttissima, da allora però hanno cambiato il sostegno ai canestri e adesso i canestri regolamentari non hanno più quelle sbarre di metallo che li sostengono sono fatti in modo tale da garantire maggior sicurezza.

Questo però nei campi olimpionici, insomma, nei campi professionali, mentre tu trovi ancora le palestrine dove giocano i bambini e i ragazzi o comunque le palestre più economiche, diciamo, dove giocano le squadre minori che sono ancora così, io tutte le volte che vedo i ragazzi che corrono e non si fermano ho sempre paura che vadano a schiantarsi.

Fortunatamente questi sono casi rari, diciamo che anche di casi rari di morte nello sport.

C’è di buono, appunto, che lo sport appassiona tanta gente è utile, fa bene, per chi lo fa ovviamente, non per quelli che stanno in poltrona a vederlo, e come tutte le cose ha anche i sui rischi, così come quando vai in automobile c’è sempre un rischio, sai quando sali ma non sai mai se scendi, ma non solo nelle auto da corsa sulle piste, anche sulle normali strade nostre.

Si, lo so, adesso, ultimamente non passa giorno che non facciano presente che qualche ubriaco ha ucciso per errore delle persone, dei pedoni o a fatto un frontale contro un’altra macchina, e allora ci sono maggiori controlli sulla quantità di alcol delle persone che vengono fermate dalla polizia e non so però se sia a semplicemente che adesso si fanno i controlli e una volta invece si diceva; “ scontro frontale” e finiva lì.

Secondo me succedeva anche prima solo che non si diceva che era per quello.

Danilo & Rita – The Good Old Days, Part 2

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Danilo and Rita recall the old stories from their parents and grandparents about the way things used to be in the early 20th century before electricity.(Ricordiamo le storie di famiglia che i nostri genitori e nonni ci hanno raccontato, a partire dall’inizio del XX secolo. Noi parliamo di un mondo in cui l’elettricità non esisteva ancora o era in procinto di essere introdotta.)

Eh, infatti per questo che mio nonno modificava le radio, e ha modificato anche, appunto, per altre persone sempre di nascosto proprio per avere notizie fresche e veritiere, perché quelle che passava regime ovviamente erano tutte false.

E poi le sentivano alla sera, io mi ricordo questa cosa no?

Perché le trasmissioni si captavano meglio di notte, queste trasmissioni.

Si, sì perché il tipo di trasmissione di allora permetteva soltanto l’ascolto a distanza soltanto di notte per cui erano di notte che si mettevano con le cuffie ad ascoltare queste trasmissioni.

Ma te ne racconto un’altra: mio nonno in cantina, sempre con questo suo amico radioamatore, avevano e costruivano i trasmettitori da dare poi alla resistenza per comunicare tra di loro o comunicare con gli alleati e, come ripeto, lui aveva il negozio e sopra il negozio c’era il comando tedesco e lui in cantina costruiva queste cose.

Pensa che cosa ha rischiato!

Rischiava la fucilazione immediata se ne fossero accorti, ma forse non pensavano che sotto casa c’era chi tramava contro di loro.

Ah, era forte il nonno!

Ma è strano perché tuo nonno aveva praticamente la stessa età di mio padre, mio padre era del 1908 e quindi io ho avuto la fortuna di sentire tantissimi racconti di come era la vita allora.

Quando mio padre era bambino, quando poi era ragazzo è poi più avanti fino alla seconda guerra mondiale la storia della seconda guerra che lui ha vissuto insieme a mia madre perché si sono sposati nel 43.

La storia del dopo guerra in realtà è la storia che ci ricordiamo anche noi perché noi siamo nati negli anni 50 e a noi sembrava che la guerra fosse una cosa lontana perché non l’avevamo vissuta ma in realtà erano passati pochi anni e ripensandoci ci sono, c’erano tante tracce ancora del passaggio della guerra ma questo lo raccontiamo un’altra volta.

C’erano sì tante tracce tanto è vero che io quando sono andato a scuola, cioè ho fatto la prima elementare nell’aula c’erano ancora questi manifesti dove erano indicate, no, delle persone di non raccogliere certi oggetti che erano praticamente delle bombe inesplose e io non me ne rendevo conto, sai, quando si è giovani della guerra non si sapeva ancora niente però la guerra era passata da poco tempo e mi sono rimasti impressi questi cartelloni, no?

con tutta “attenzione non raccogliete questo, attenzione non raccogliete quello se vedete questo chiamato subito i carabinieri” e così via per cui era un segno evidente che la guerra era appena, appena passata.

Si, si mi ricordo anch’io questi manifesti terribili in cui si vedeva il bambino e che con la bomba che gli esplodeva in faccia e lo mutilava.

Per fortuna essendo a Milano noi non avevamo davvero questo problema, il problema c’era in campagna dove i bambini giocavano nei prati ma a Milano era molto più difficile.

Ma poi anche i libri di lettura erano zeppi di storie relative ai soldati, alla guerra, alla tristezza, alla difficoltà della vita del soldato, ad atti eroici e si piangeva era una cosa d’una tristezza quel libro di lettura!

Adesso i libri di lettura sono decisamente molto diversi e tutto sommato più adatti alla psicologia di un bambino.

Una volta leggere le storie dei libri di lettura era un’esperienza, insomma, drammatica e che intristiva, poi quando si andava a fare l’ora di canto erano sempre canti della guerra o patriottici “ il Piave mormorava” tutti i canti della prima guerra mondiale perché l’Italia era vittoriosa e allora quelli si cantarono volentieri, alcuni si spingevano fino a “ O bella ciao” che è il canto della resistenza degli italiani del nord.

Però soprattutto tantissimi inni nazionali tutte cose che è adesso assolutamente non si fanno.

Eh, hai ragione è vero questo.

Tanto è vero che quando arrivava il maestro di musica, la prima cosa era l’inno, tutti in piedi a cantare l’inno!

Sono tutte cose che oggi sorridi, però a quei tempi invece la prendevano sul serio!

Ah si,si.

Ma io stessa la prendevo sul serio, mi ricordo che addirittura avevo fatto una bandierina in casa, colorata da me, bianca, rossa e verde e mi mettevo sull’attenti e cantavo da sola oppure quando veniva un’amica cantavamo insieme l’inno di Mameli e mi venivano le lacrime agli occhi!

Questo per dire com’ero coinvolta.

Adesso magari è difficile far capire questo in nazione in cui l’inno nazionale è molto importante come negli Stati Uniti , ma da noi non lo è, noi non viviamo la nazionalità in modo così profonda come in altre in altri Stati.

Eh, infatti questo lo dimostra anche il fatto che nelle altre nazioni, ad esempio come l’America e la Svizzera, tu vedi la bandiera davanti a ogni casa è una cosa che colpisce, tu vai in Svizzera davanti ogni casa c’è la bandiera Svizzera così come in America quasi davanti ogni casa c’è la bandiera.

Ma da noi le bandiere invece sono solo sui municipio, piuttosto che uffici pubblici.

Si, gli uffici pubblici e le scuole ma anche questo da pochi anni.

Sarà al massimo una decina d’anni, prima non era necessario e venivano esposte solo nei giorni di festa questo è perché per moltissimi anni dopo la guerra la bandiera nazionale è stata confusa con il nazionalismo che era di stampo fascista, siccome tutto quello che era anche stato fascista veniva considerato fuorilegge, anche far troppo uso della bandiera nazionale veniva considerato riprovevole.

Poi piano, piano si è capito che, insomma,ci si è rilassati e si è ripreso in senso positivo dello spirito nazionale.

Però la bandiera è solo, appunto, sugli uffici pubblici, anzi adesso sono due le bandiere che espongono negli uffici pubblici, che la bandiera dell’Italia e la bandiera dell’Europa, forse ci sentiamo più europei che italiani, ma la bandiera italiana davanti alle case non si vede da noi.

Si, infatti uno che esponga la bandiera italiana viene visto un po’ come è strano mentre, ad esempio, Stati Uniti è normalissimo.

Eh, lo so, ho visto.

Negli Stati Uniti anche le strisce per terra le hanno fatte coi colori dalla bandiera, quando ho visto quello ci sono rimasto veramente male.

Dico “è possibile che anche le strisce mezzo alla strada devono essere dei colori della bandiera?” le strisce in mezzo alla la strada di solito sono bianche o forse gialle in alcuni paesi, ma dei della bandiera mi sembra un po’ eccessiva la cosa!

Ma lì le avevano fatte apposta per il quattro in luglio, forse poi vengono cancellate, o insomma, sono di quelle che si consumano con l’acqua ecco!

Mah, si spera però ho la fotografia di queste strisce qua!

Si, si.

Voglio raccontarti cosa mi diceva mio padre di quand’era bambino lui.

Allora lui è nato in una famiglia molto ricca in cui c’erano tante persone di servizio e in una di quelle case antiche della vecchia Milano che adesso ha cambiato nome e quella che adesso è piazza tricolore Milano e una volta si chiamava piazza Monforte all’angolo con corso Monforte proprio nel centro di Milano, e abitavano al primo piano che era il cosiddetto piano nobile che ha sempre un bel balcone.

Ora mio nonno era direttore d’orchestra e lavorava ovviamente alla sera, mia nonna che aveva una parte di ascendenti spagnoli era gelosissima.

Dicono che il motivo fosse la sua parte spagnola, tutte le sere la nonna si metteva fuori dalla finestra e guardava, ad una certa ora, se il nonno che veniva dalla Scala o dal Verme, quindi sempre dal centro di Milano, arrivava per tempo.

Il nonno faceva lezioni di canto, anche lui stava il pianoforte e riceveva delle signorine che facevano lezione di canto e questo rendeva la mia nonna ancora più gelosa.

Adesso io non so se ne avesse motivo o no, io penso che quando uno è geloso sia geloso anche senza nessun motivo.

Però fatto sta che è diventata matta e mio nonno, in effetti, si è scoperto che puoi quando è morto nei libri risultava avesse dei crediti enormi da parte di tutte queste allieve che non pagavano mai!

Quindi lui per gentilezza d’animo faceva le lezioni gratuite.

E questo non so se fosse motivo di gelosia da parte della nonna o no, fatto sta.

Quindi io mi immagino questi grandi saloni con il pianoforte a coda, che poi abbiamo avuto anche noi in casa per tanto tempo, e la nonna che era vestita sempre di nero.

Danilo & Rita – The Good Old Days, Part 1

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Danilo and Rita recall the old stories from their parents and grandparents about the way things used to be in the early 20th century before electricity.(Ricordiamo le storie di famiglia che i nostri genitori e nonni ci hanno raccontato, a partire dall’inizio del XX secolo. Noi parliamo di un mondo in cui l’elettricità non esisteva ancora o era in procinto di essere introdotta.)

Allora, ti voglio raccontare la storia della mia famiglia incominciando da mio nonno paterno, mio nonno paterno è nato nel 1904 per cui quando è scoppiata la prima guerra era troppo giovane per andare in guerra però serviva la manodopera nelle fabbriche così l’hanno mandato a lavorare in una fabbrica di munizioni.

Mio nonno però era una persona molto intelligente e cosa ha fatto?

praticamente ha modificato la produzione, diciamo che se facevano 500 proiettili all’ora lui ha portato la produzione a 10.000 proiettili all’ora, per cui a quel punto la fabbrica quando è finita la guerra gli ha dato molti soldi e l’ha mandato a casa.

Era finita la guerra con questi soldi mio nonno è andato avanti negli studi e nel 1928 ha messo un negozio di radio ed elettricità, a quei tempi era un po’ una novità, perché le radio incominciavano a malapena a nascere e lui fabbricava le radio nella cantina di questo negozio, che poi vendeva.

Mio nonno ha avuto due figli uno e mio papà è l’altro era mio zio che sono andati avanti poi col negozio, più avanti poi le radio ovviamente c’erano le aziende che le costruivano e si sono messi a vendere radio e televisori, questo però il successo già dopo la seconda guerra mondiale.

Mio nonno ai tempi faceva delle cose meravigliose perché con un suo amico radioamatore, prima diciamo dell’avvento della televisione, lui aveva già costruito in casa con questo suo amico un televisore.

Si era fatto mandare tutti pezzi dall’America perché questo radioamatore era in contatto con altri radioamatori americani i quali gli hanno spedito il cinescopio tutte con le parti che in Italia quei tempi non si trovavano ancora e insieme hanno fatto il primo televisore.

Ma il problema è stato ” adesso che abbiamo costruito il televisore se nessuno trasmette non si vedeva niente” hanno dovuto aspettare che la Rai, di allora, incominciasse le prime trasmissioni da Torino e a quel punto sono riusciti a vedere le prime immagini.

Poi è arrivata la televisione commerciale è basta, a questo punto vendevano solo televisori costruiti dalle aziende.

Il negozio c’è ancora oggi perché poi è andato avanti i mio zio, mio padre anche lui ha collaborato fino a certo punto, finché poi quando è morto mio zio il negozio è stato venduto ma io avevo già un’altra attività sempre inerente al campo dell’elettronica.

Va beh, quello me lo racconti dopo, ma quel negozio che dici tu è quello che mi dice la mia amica Stefania che c’è ancora con tutti i mobili vecchi?

Sì il negozio, pensa, è rimasto intatto ancora oggi dal 1928, aveva tutto l’arredamento in legno con i vecchi cassetti e in quel negozio li c’erano di quei cimeli, che purtroppo hanno buttato via a mia insaputa, che erano veramente belli.

Cose, appunto, dell’epoca degli anni 30 e mio nonno ne aveva tantissime aveva una cantina piena di quei vecchi grammofoni che avevano, sai, quel trombone in ottone erano veramente belli, tutto hanno buttato via.

Ma secondo me non è che li abbiano buttati via, li avranno imboscati.

Adesso almeno a mano, a mano che passa il tempo si capisce che queste sono cose di valore e non si buttano più via.

Ti ricordi quando siamo venuti in questa casa c’erano delle cose bellissime degli anziani proprietari precedenti che noi avremmo voluto tenere ma non le abbiamo più viste poi quando siamo entrati, perché qualcuno li aveva portati via.

Quindi non è che non si sappia che sono cose di valore.

No, no, no, no, non è così!

Quando è morto mio zio il negozio è stato mandato avanti da mia zia e mia cugina solo che loro non capivano molto di elettronica dopo un po’ si sono stufate e hanno deciso di vendere il negozio ai dipendenti che c’erano dentro, ma questi dipendenti non avevano l’idea proprio del valore del materiale che c’era dentro quanto hanno pulito negozio hanno buttato via tutto, purtroppo io in quel momento non ho potuto subentrare nel negozio perché avevo già avviato un altra attività di conseguenza se l’avessi saputo avrei acquistato io tutto quel materiale anche se in fondo era di mia proprietà è stato veramente un peccato buttare via tutte quelle vecchie radio, c’erano dentro dei microfoni meravigliosi delle cose veramente stupende.

Eh, me lo immagino, ogni tanto se ne vedono ancora però adesso… ti ricordi quando siamo andati, anche l’anno scorso, a quella mostra di rigattieri qui nel paese vicino e abbiamo visto quel bel mobile che teneva dentro un giradischi, però quella signora li già sapeva che valeva, cos’è che voleva?

Cinquecento euro?

Si, voleva una cifra folle

E lo so.

Queste vecchie radio adesso le trovi ancora on-line, sai sui vari mercati che trovi, tipo e-bay o altri mercati.

C’è ancora gente che le vende, a prezzi veramente stratosferici, assurdi proprio.

E lo so, l’unica che è rimasta, almeno in famiglia, è una cosa bellissima che girava in casa mia quand’ero bambina ed era un giradischi portatile ed era grande, guarda 30 per 20 per 10 centimetri, non di più, anzi e ancora più basso, e si apriva, era metallica la scatolina, molto bella, con la sua maniglia, aveva delle viti per aprire e dentro c’era una manovella incastrata, la si toglieva si metteva da parte e si girava, si girava, si girava in modo da far prendere al giradischi una certa velocità, c’era un volano che regolava la velocità e andava!

Andava e io ci suonavo i dischi di cartone che usavano allora, 16 giri che servivano, avevo un sacco di favole sopra.

Ma ne ho fatto tantissime con quel giradischi lì.

E pensavo fosse andato perduto, quando poi mio fratello ha ristrutturato la casa, per fortuna invece ultimamente glielo ho chiesto e mi ha detto che ce lo ha lui, sai che era bellissimo?

Eh, lo so, tutti questi vecchi oggetti hanno un loro fascino, l’unica cosa che sono uscito recuperare, che mio nonno mi ha lasciato prima di morire, e tutta quella serie di dischi, che hai visto, tutti dischi a 78 giri perché a quei tempi si usava solo il 78 giri, sto parlando ai tempi di prima della guerra, che sono ancora bellissimi e tenuti in buono stato.

Li ho tutti li, è l’unica cosa che mi è rimasta, perché mio nonno oltretutto poi aveva messo su un cinema.

Ai tempi di cinema era muto, e tra tutti dischi che mi ha lasciato c’erano le colonne sonore ossia la musica che mettevano sotto il film perché ovviamente non c’era il parlato, il parlato è arrivato già dopo gli anni 30 ma mio nonno, ti ripeto, era già avanti e aveva già messo anche il cinema quando il cinema anche qui era proprio agli inizi!

Bellissimo!

Beh, io ho tanti dischi ancora a 78 giri.

La cosa che già mi impressionava quando ero bambina era il peso di questi dischi, perché non erano fatti in vinile!

Erano di un resistente, non so di bachelite, non so di cosa fossero erano molto più pesanti dei 33 giri.

Si, era una specie di bachelite e all’interno c’era un rinforzo perché la plastica a quei tempi non esisteva ancora i 33 giri sono arrivati già dopo la seconda guerra.

Beh so che questi qui se cadevano si spezzavano!

Cerco di conservarli bene e quello scatolone dove sono tutti pesa veramente un quintale se tu pensi che tutti quei dischi oggi ci stanno in un CD che pesa pochi grammi vedi la tecnologia che passi da gigante ha fatto!

E si!

I DVD poi ne tengono migliaia, certo.

Ma quello che mi è dispiaciuto di più è fatto di avere perso la radio di mio nonno.

Mio nonno aveva in casa una bellissima radio, a valvole ovviamente, che durante la guerra lui aveva modificato per poter ricevere radio Londra perché durante il tempo del fascismo era vietatissimo ascoltare radio straniere e invece lui di notte, mi diceva, che si metteva le cuffie per non far sentire perché dove abitava c’era al piano di sotto c’era il comando tedesco per cui puoi immaginare la paura che aveva!

Si metteva le cuffie e ascoltava radio Londra i messaggi che mandavano per la resistenza e poi tramite mio papà e dei biglietti che lui portava, portava a queste persone che facevano parte della resistenza.

Pensa cosa rischiato mio papà!

Ma è bellissimo!

Anche mio padre e mia madre dicevano che ascoltavano radio Londra, non so dove che faceva “da da dannn” quando incominciava le trasmissioni “ da da dannn” due o tre volte.

No so dove l’ascoltassero però era il momento in cui riuscivano a capire come andavano veramente le cose perché in realtà in Italia le comunicazioni erano sempre filtrate dal regime e quindi non si riusciva bene a sapere come andava a guerra!

Danilo and Rita – Ghosts

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Stavo guardando alla televisione quella trasmissione sui fantasmi.

Lì non riesco a capire se questa gente qua che studia questi fenomeni è gente seria oppure si lasciano un po’ influenzare da tante altre cose, insomma, quello che ho visto sinceramente mi lascia un po’ perplesso.

Hanno fatto delle riprese al buio in questo castello dove dicono che passano fantasmi a destra e sinistra, ma si vedono soltanto delle macchie nel monitor che potrebbero essere tranquillamente generate da qualsiasi altra cosa all’infuori di un fantasma.

Un fantasma col lenzuolo sinceramente non me lo hanno mai fatto vedere.

È tantissimo tempo che gli uomini pensano di vedere fantasmi.

Ci sono casi in cui persone serissime sono state in un castello di notte e poi sono scappate, o almeno così si dice in effetti prove provate e io ne conosco.

Conosco invece un sacco di episodi e di ciarlatani che sono poi stati scoperti perché creavano fantasmi con lenzuola, piuttosto che fumo, piuttosto che altri metodi di questo genere soprattutto le sedute spiritiche quasi sempre sono create ad hoc da due o tre persone che si mettono d’accordo per creare certi effetti.

In effetti queste sedute spiritiche, sono state abbondantemente smascherate, tanto è vero che ci sono questi prestigiatori, questi maghi che si divertono proprio ad andare a smascherare tutti i trucchi che questi pseudo-maghi o ciarlatani, come li hai chiamati giustamente, mettono in piedi per portare via soldi agli allocchi che ci cascano tranquillamente, però non era questo il caso.

In questa trasmissione facevano vedere tanti luoghi dove avvengono questi fenomeni che tutti dicono di vedere però chissà perché quando arrivano lì non si vede niente.

Io non vorrei che fosse un po’ come la storia del mostro di Loch Ness che serve soltanto ad attirare i turisti per cui si fanno tanto dalla pubblicità, i turisti arrivano felici e contenti di vedere il mostro che, in effetti poi è stato dimostrato che non esiste nessun mostro.

Si, è vero, però magari molto ma molto tempo fa a qualcosa di vero c’era nel mostro di Loch Ness.

Noi d’altra parte viviamo in via lago Gerundo dove una volta c’era un lago abitato da un mostro, il drago Tarantasio.

Quindi siccome noi abbiamo visto la costola del drago Tarantasio che è lunga due metri ed è esposta qui nel paese nella sacrestia della chiesa del paese qualche cosa di vero doveva esserci.

Si, allora, il lago Gerundo però si è asciugato nel milleduecento (1200) ora noi non sappiamo con esattezza cosa ci fosse a quell’epoca, sai che a quell’epoca credevano a tutto.

In effetti qualcosa ci doveva essere in questo lago, ma poteva essere benissimo qualche bestia che risalendo il fiume dal mare o magari era qui dei tempi dei tempi, poteva su una balena o un cetaceo molto grosso e ovviamente la gente lo vedeva come un drago come un mostro che doveva mangiare la gente, ma secondo me non è assolutamente vero.

Era una cosa immaginaria della popolazione che viveva intorno a questo lago.

Se anche esistesse o fosse esistito nel lago di Loch Ness un mostro marino imprigionato in un lago d’acqua dolce già ci sarebbero degli ottimi motivi per cercarlo, non è una cosa così banale.

L’hanno cercato in centomila, hanno fatto sondaggi, scandagliato il fondo con le tecniche moderne migliori ne hanno fatte di tutti i colori però del mostro non si è mai visto niente.

Ci sono dei filmati dove si vede questo mostro ma poi è stato dimostrato e anche gli stessi burloni che hanno creato quelle immagini hanno ammesso di averle create con dei mostri finti, dei mostri di gomma galleggianti trainati sott’acqua e giusto sempre per attirare turisti!

Ben vengano i turisti a vedere queste cose, il paesaggio senz’altro è bello però di mostri non ne sono mai saltati fuori.

Si beh, adesso pare proprio che lì non ce ne sia però ci sono tante queste leggende come quella di Bigfoot o del mostro che c’è nell’Himalaya,

lo Yeti

Lo Yeti e il filmato famoso di Bigfoot che si allontana lungo il corso del fiume è ancora oggetto di discussione.

Mi ricordo d’aver visto tanti servizi su questa storia e in una dicevano “beh, l’ho esaminato a lungo il filmato ma non sono riuscito a vedere la cerniera lampo!” in effetti potrebbe essere un falso.

Io mi ricordo quando sono andata in California nella zona dei Redwoods dove ci sono dovrebbe esserci un mostro di questo genere, facevo delle fotografie verso il bosco nella speranza poi di rivedere le fotografie e ingrandendo qualche particolare scoprire che avevo fatto la fotografia del mostro!

Un altro mostro che parlano tanto ma che nessuno lo ha ancora visto sono i Chupacapra, se non sbaglio si chiamano così, che sono quegli esseri mostruosi che succhiano il sangue alle capre e mi sembra che siano nel Messico o in quei paesi latini del Sudamerica.

Se ne parla tanto ma nessuno li ha visti e fotografati.

Mah pare che ci si sia effettivamente qualche cane o magari mutato o qualche animale che con qualche mutazione e che poi sia il prodotto e vive allo stato selvaggio e non ci sarebbe niente di strano se assaltasse per fame delle capre.

Hanno trovato anche uno scheletro che potrebbe essere anche reale ma di un cane sostanzialmente anche se è brutto.

Ma però sai che io sono come San Tommaso, io non ci credo fin che non ci metto il naso!

Ovvero quando vedrò qualche cosa con i miei occhi forse riuscirò a convincermi.

Però tutte quelle cose che fanno alla televisione che potrebbero benissimo essere dei fotomontaggi o dei montaggi di film, insomma, oggi coi trucchi ne fanno di tutti i colori, insomma, è difficile crederci così come è difficile credere agli UFO che fanno vedere questi filmati che non si vede niente e secondo loro dovrebbe essere un UFO, ma nessuno ha mai fotografato veramente un UFO con tanto di omino che scende dalla nave.

Questo non è mai avvenuto, chissà magari ci sarà anche, dicono che ci sono però nessuno li ancora visti effettivamente.

Ci sono in giro alcuni filmati strani di persone affidabilissime che ad un certo punto hanno visto in giardino degli animali o qualche essere che sicuramente è molto, molto strano e ha fatto anche le fotografie che sono state esaminate, ti ricordi me le avevi mandate tu stesso.

Qualche cosa di strano c’è però come sempre è difficile valutarlo, o come quei medici che hanno fatto delle radiografie a persone che dicono di essere state addotte su astronavi e sembra che abbiano o nel corpo dei microchip o comunque delle sostanze microscopiche sottopelle e anche quelle lì sembrano essere reali o quanto meno le persone che hanno fatto la radiografia sembrano essere dei medici normali che non ha nessun motivo per perdere la faccia in cose del genere, vai a sapere.

Adesso in rete su Internet, gira anche quel filmato che fanno l’autopsia ad un Alieno.

Anche qui gli esperti, insomma, che l’hanno visto non si lasciano andare ma secondo loro anche questo deve essere un po’ una messa in scena perché nessuno si ricorda, ci sarà ben qualcuno ancora che ha assistito o che ha presenziato a questa autopsia, però nessuno parla, nessuno dice niente e non sai mai che pesci prendere.

Se effettivamente sono cose vere o sono tutte cose un po’ fasulle così per ravvivare un po’ le notti delle persone.

Non so se gli alieni dovrebbero avere quell’aspetto, io penso potrebbero avere un aspetto completamente diverso, non so perché dovrebbero assomigliare a degli omini per questo non c’è nessun motivo.

Questa è la fantasia popolare si vede!