Danilo and Rita – A brewery at Home

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Beer is delicious and healthy, and not difficult to prepare.(La birra è deliziosa e sana, e non è difficile da preparare.)

Allora ho visto che ti è piaciuto il mio regalo?

Era da un bel po’ che volevo fartelo ma il negozio non era più accessibile attraverso la strada perché c’erano i lavori in corso.

Allora ho aspettato pazientemente alla fine la strada è tornata e te l’ho comperato.

Devo dire che quel regalo è veramente bello, il kit per fare la birra in casa è favoloso, infatti, oggi mi sono divertito e ho imbottigliato tutta la birra che ho fatto.

Mah, pensavo che fosse più difficile ma in fondo, in fondo il processo è abbastanza semplice.

Adesso però devo aspettare che maturi nelle bottiglie per assaggiare e vedere se effettivamente è venuta fuori una buona birra oppure no, bisogna imparare!

È che non ne potevi più dal provare ad imbottigliare così hai aspettato solo il minimo, minimo, minimo necessario perché maturasse e fermentasse, speriamo che fosse sufficiente

Oh no, no, un momento!

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Io ho aspettato il tempo giusto, infatti, nel kit c’è anche un densimetro che serve proprio per calcolare la densità della birra e ti indica esattamente quando è pronta, infatti hai visto che dal tino non gorgogliava più per cui vuol dire che era già arrivata a maturazione.

Il densimetro mi ha dato la conferma.

Mah, io i primi giorni avevo paura perché continuava a gorgogliare e avevo paura che durante la notte esplodesse la botte.

Nooo, dai esplodere è addirittura esagerato.

La fermentazione si bolle e ri-bolle nel tino però è sempre una cosa controllata tanto è vero che vedi che c’è uno sfiato per i gas in modo tale che non si accumuli il gas.

Tutto al più sarebbe saltato il coperchio, niente di grave.

Non è che esce il liquido e viene nella stanza da letto tipo “Blob”** non siamo a questo livello.

Va beh, per fortuna è passato pian pianino si è calmato e adesso non faceva più nessun rumore.

Vediamo, adesso quanti giorni devono passare?

Adesso devono passare sette giorni nella bottiglia alla temperatura ambiente, per la seconda maturazione, perché c’è andato anche lo zucchero nella bottiglia, che serve per fare le bollicine, quelle buone che danno quel senso di gas alla birra, e poi devo metterle in cantina al fresco.

Da qui ancora un po’ di giorni la birra dovrebbe essere pronta però mediamente dicono che ci vuole sei mesi per farla maturare proprio al punto giusto.

Ma vedremo un po’, ogni tanto ne proviamo una e vediamo a che punto è. Questa sarebbe una birra leggera?

Si questa è quella più leggera che c’è, che in effetti a me piacciono le birre leggere però volevo provare anche la Pils che è quella un pochino più… diciamo più profumata come birra è una birra molto leggera ma è più profumata.

Prossima volta!

A me piace anche la Guinnness, però a piccole dosi per cui fare sessanta bottiglie di Guinness diventa un po’ difficile da bere poi.

Nel catalogo che c’era allegato al kit c’è proprio un illustrativo dove ci saranno.. non so quanti di birra forse trenta quaranta tipi di birra che si possono fare con questo kit.

L’importante è acquistare il malto giusto per realizzare la birra che vuoi da quelle più chiare è a quelle più scure, però quelle scure non mi piacciono.

Mah vedremo, ne proveremo varie.

L’unica che veramente non mi piace tanto è quella rossa.

Ti ricordi quando siamo andati a Monaco che abbiamo scoperto la birra Spaten che era buonissima no?

Beh in Germania sai che la birra è il top, insomma, la loro bevanda nazionale per cui la fanno veramente molto bene, e quella che fanno in Germania soprattutto non da alla testa, non è molto alcolica, ne puoi bere quanto vuoi tanto è vero che loro ne devono a litri e non succede niente, insomma, non succede niente non proprio però comunque e non dà fastidio ecco.

Si, peccato che quel tipo di birra li so che non ci sia più come birra originale perché la Spaten è stata assorbita da un’altra azienda più grande.

Comunque vedremo un po’ sono curiosa a me piaceva anche quando siamo andati in Inghilterra in quel pub, insomma, è anche tutta l’ambientazione intorno è importante per gustare la birra.

È vero però sono sempre birre industriali, la birra fatta in casa o dai birrifici sai come quello che c’era a Milano, anzi penso che ci sia ancora, dove andavamo a mangiare e ci davano la birra fatta da loro perché era proprio un birrificio, per cui ti danno la birra non filtrata che è come quella che verrà fuori dalle mie bottiglie ed è molto più corposa.

La birra cruda, come la chiamano, è molto più buona di quelle li industriali, insomma, a me piace di più.

Si, anche lì però il bello è un po’ tutta l’ambientazione vedere queste grandi botti la lavorazione poi i tavoloni di legno il tipo di cibo che gli propongono insieme alla birra, tutta una serie di cose che la rendono più gustosa.

Vero è che comunque d’estate con la pizza una birra ci vuole.

Beh la birra devo dire che è proprio una bevanda, almeno da noi, più estiva perché la birra deve essere bevuta fredda.

La birra calda è una cosa schifosa, ora d’inverno bere la birra fredda, insomma, non è proprio il massimo anche se sei al caldo.

Devo dire che dopo il vino la birra comunque è la bevanda più buona, almeno per me, poi magari qualcun altro preferisce la coca-cola però devo dire che la birra da molta soddisfazione.

Si, la birra è alcolica la coca-cola no, io mi ricordo di essere andata una volta a casa di amici e c’era un ragazzo che diceva “a me piace tantissimo la birra però purtroppo spesso ne bevo troppo e l’alcool mi da alla testa” e io gli ho detto “beh, ma c’è dell’ottima birra analcolica perché non prendi quella?” e lui mi ha risposto “e brava se tolgo l’alcool che birra è?”

E in effetti ha ragione, se togli l’alcool alla birra togli tutto il buono!

È così come togliere l’alcool al vino che cosa rimane?

Rimane una bevanda insipida, il bello proprio di queste bevande è quel minimo di alcool che, insomma, ti da un po’ di ebbrezza se ne bevi tanta però.

Perché di birra non basta una lattina… il contenuto di alcool è molto limitato rispetto al vino.

Un bicchiere di birra rispetto ad un bicchiere di vino contiene decisamente molto meno alcool.

Si, infatti, se ne beve anche molta di più.

Comunque adesso ho letto che stanno sviluppando dei metodi per il vino a bassissima gradazione alcolica.

Ho sentito che adesso stanno sviluppando un metodo per fare del buon vino analcolico o quasi analcolico, o Dio, non sarà un gran che però l’idea di poter andare da amici bere un po’ di vino senza problemi poi per tornare a casa con la macchina in fondo è positivo perché attualmente chi guida non può bere, anzi i controlli sono diventati ancora più stringenti hanno limitato ulteriormente quasi zero la quantità di alcool ammessa durante la guida.

Mah scusa è, il vino senza l’alcool è un succo d’uva.

Allora bevi il succo d’uva ed è la stessa cosa!

In Italia, per legge, il vino per chiamarsi tale deve avere almeno 12° alcolici, cioè il 12% di alcool.

Ora se gli togli l’alcool diventa, appunto, un succo di frutta, tanto vale andare al supermercato prendere una bella scatola di succhi di frutta ed è la stessa cosa.

Si beve il vino anche perché va gustato con la giusta quantità di alcool.

E, d’accordo, però se non si può bere?.

Ma non è tanto il vino quello che bevono nelle discoteche perché assolutamente nelle discoteche bevono i superalcolici, quelli si che sono veramente dannosi.

Tanto è vero che si ubriacano escono dalla discoteca ubriachi ed infatti al sabato sera, come vedi, sulle strade c’è una strage di ragazzi.

Ma si cosa ho letto!

Che c’è una nuova moda che è quella di presentarsi in discoteca già ubriachi, si beve vino, un bel po’ di vino prima, nelle prime ore della serata con lo scopo di non spendere troppo quando poi si arriva in discoteca, comunque l’effetto finale è lo stesso.

Mah, io sentito invece che quando i ragazzi vanno in discoteca ce ne è uno che non beve e che è quello che riporta a casa tutti gli altri.

Tanto è vero che alcune discoteche sequestrano le chiavi della macchina e, se non sei ubriaco, te le ridanno altrimenti ti mandano a casa a piedi, e fanno benissimo!

Si questa qui è in Alice nel paese delle meraviglie, perché in effetti dovrebbe succedere così e succede così in alcune discoteche virtuose, nelle altre o non c’è nessun controllo oppure i ragazzi girano le carte in modo tale che non si sappia chi è che guiderà o fanno sparire le chiavi e così via.

E ma c’è poi fuori la Polizia che ci pensa a sistemare le cose!

** Blob il fluido che uccide ( film horror fantascientifico )

Danilo e Rita – Le leggi europee e le leggi nazionali

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Controversy about the crucifix in the classroom is high pitched right now in Italy. Should we respect an European law if it is against our traditions? (La polemica del crocefisso nelle aule scolastiche è molto discussa in Italia. Dobbiamo rispettare una legge europea anche se è contro le nostre tradizioni?)

La polemica del crocifisso nelle aule scolastiche italiane addirittura adesso è arrivata a livello europeo, ma mi sembra una cosa così assurda che non riesco proprio a capire.

Tu sai benissimo che l’Italia è un paese cattolico e questo da almeno duemila anni.

Le prime scuole, ovviamente, erano sempre state gestite dai preti, dai frati, insomma, dalla chiesa bene o male, perciò il crocifisso nelle nostre aule c’è da almeno, non dico duemila anni ma quasi.

All’improvviso adesso arrivano quattro stranieri e hanno deciso che il crocefisso nelle aule non va più bene e hanno fatto tutto questo gran can can per farlo togliere.

Questo mi sembra veramente ingiusto.

Perché noi dobbiamo sottostare alla religione di questi quattro stranieri che arrivano e non andare avanti con le nostre tradizioni.

In effetti adesso la cosa adesso è diventata a livello Europeo ed è andata anche in Parlamento Europeo e anche lì hanno detto che va tolto, mi sembra veramente ingiusto!

Mah, la situazione è molto più complessa di come la metti tu.

Allora, punto primo la tradizione non è una cosa che non possa essere abolita se ci sono delle altre ragioni per farlo, il fatto che si sia il crocefisso nelle aule è stato discusso tantissimo tempo fa non è una novità, ai tempi del 68 i crocifissi stavano nei cassetti.

Nella mia aula il crocefisso stava nel cassetto, in seguito ci si regolava un po’ a seconda della maggioranza delle persone se i professori erano più orientati a toglierlo, lo toglievano e se c’era gente che si lamentava si rimetteva su oppure il crocifisso andava un po’ su un po’ giù, insomma, questo Gesù Cristo continuava spostarsi, quindi non è affatto una novità.

Perché questo?

Perché non è il problema che noi siamo cattolici come popolazione il problema è perché deve esistere un simbolo cattolico in un ambiente civile.

L’Italia è un paese che per costituzione professa la libertà di culto e quindi non c’è nessun motivo per preferire la religione cattolica a qualsiasi altra religione.

A me personalmente che non sono religiosa la presenza inquietante di una persona crocifissa sempre di fronte a me perché sta di fronte agli allievi, no?, e di spalle al professore ha sempre dato parecchio fastidio, anche quando ero bambina è ero cattolica, insomma, perché i bambini prima sono sempre seguaci della religione che la famiglia impone, quindi in linea di massima secondo me, il crocifisso non dovrebbe esserci per mantenere le la libertà di culto.

Il problema in Italia è quella del concordato perché nel millenovecentoventi stati fatti i patti lateranensi e non c’è e non sono mai stati aboliti per quanto ci siano state delle variazioni, quindi in realtà esiste ancora adesso una dipendenza di qualche genere delle ragioni di Stato rispetto a quelle del cattolicesimo e quindi un po’ difficile dirimere questa questione più che in altri paesi europei.

Posso essere anche d’accordo con te, della libertà di culto ma questa decisione tutta al più deve nascere dagli Italiani, cosa che invece gli Italiani sembra essere contro questa decisione di togliere il crocifisso, cioè perché deve essere imposta, in questo caso addirittura dal tribunale europeo o dagli stranieri, saranno gli Italiani che dovranno decidere se lasciare il crocefisso, se togliere il crocefisso.

È vero che certe aule sono composte da alunni stranieri in maggior numero di quelli Italiani, anzi, in alcune addirittura sono tutti stranieri, ora perché questi Arabi che arrivano di qui devono per forza fare tutto questo casino per far togliere il crocefisso?

Cosa stai dicendo?

Allora, rimettiamo un po’ a posto le cose, in primo luogo il fatto che in Arabia, nei paesi Arabi non ci sia libertà di culto non significa che non ci sia libertà di culto qui da noi, loro la possono fare quello che vogliono e agire male, noi invece qui agiamo bene, uno.

Punto secondo non è vero che sono stati gli Arabi a fare tutto questo casino, punto Terzo non è vero o comunque non è dimostrato che la maggior parte degli Italiani desiderino mettere il crocifisso, chi te lo ha detto?

La maggior parte degli Italiani è cattolica di conseguenza si vede anche dai continui sondaggi che fanno televisione, la maggior parte della gente preferisce tenere il crocifisso nelle aule, c’è sempre una piccola minoranza ma questa minoranza in questo momento data dagli immigrati, immigrati di religione mussulmana i quali non accettano assolutamente il crocifisso nelle aule.

Però io dico se vai in un paese di religione musulmana e fai qualche osservazione su qualche simbolo loro religioso immediatamente ti mettono in prigione e buttano via la chiave.

Ora perché invece quando vengono da noi devono imporci la loro religione questo non è giusto, sono ospiti e si devono un attimo adeguare alla nazione che li ospita.

Non è vero, perché dici questo.

Poi non riesco a capire, se delle persone agiscono male sono cavoli loro perché noi dobbiamo agire male anche noi, solo per fare dispetto a loro?

Non riesco a capire.

No, non è necessario agire male, ma come ti ripeto tutta al più questa deve essere una decisione italiana, tutta al più si farà un referendum e si deciderà se togliere o se lasciare il crocifisso.

Ossia, quello che tu intendi dire è.. l’Europa deve poter legiferare e fare delle leggi a livello europeo però queste leggi devono essere rispettate secondo del fatto che lo Stato abbia piacere rispettarle oppure no, allora i casi sono due o il Parlamento europeo ha solo un valore consultivo e quindi le leggi che fa non servono a nulla oppure a un valore assoluto e le leggi di tutta l’Europa devono essere rispettate in tutta Europa, punto!.

Non capisco perché a secondo di quello che più gira a te la legge europea debba a avere più importanza o meno importanza a seconda di quello che promulga.

Giustamente quello che dici è anche giusto, però alcune cose devono essere lasciate ai singoli Stati.

Alcune decisioni, tipo questa, perché una legge deve andare a toccare quello che nello stato Italiano è in uso da duemila anni?

Cosa vuol dire, se è un uso sbagliato!

E perché deve essere un uso sbagliato?

Potrebbe essere un uso sbagliato!

Cioè una legge, a cosa servono le leggi?

per togliere delle situazioni di fatto che possono essere anche antiche quanto il mondo ma se sono sbagliate vanno tolte, poi puoi discutere nel merito del fatto siano giuste o sbagliate.

Però la legge serve a quello a togliere qualcosa che non va che sia.. che non vada da tre anni o da tremila che differenza fa?

Ma come ti ripeto saranno al massimo gli Italiani su queste cose decidere, non vedo perché il Parlamento europeo deve intervenire così come non mai intervenuto su tante altre questioni di altri stati anche su questo deve lasciare libertà di decisione.

La libertà di culto è una cosa importante e non è mica una stupidaggine o comunque un fatto locale per cui è giusto che questa normativa valga per tutta Europa, perché deve valere in Inghilterra e non deve valere in Italia?

Scusa, non riesco a capire?

Beh, se in Inghilterra vogliono tenere il crocefisso nessuno gli può dire niente.

Perché?

Se c’è una legge che dice di non farlo, poi tu sai benissimo che le leggi europee vengono disattese continuamente dall’Italia non è mica solo questa ce ne sono centomila altre che noi dovremo rispettare e che non rispettiamo.

Perché in realtà non succede niente, ci sono delle sanzioni che però vengono applicate per modo di dire e quindi si va avanti così tranquillamente.

Tu pensi che succederà qualche cosa?

No!

Come al solito non succederà assolutamente niente, succederà che molte persone toglieranno crocefisso e molte altre lo terranno esattamente come prima.

Danilo e Rita – Regali di Natale

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It is Christmas again, and we have to buy presents for friends and relatives, but there is a crisis so this year we will buy presents just for the kids. (È di nuovo Natale e dobbiamo comperare i regali a parenti ed amici, ma quest’anno c’è crisi e compreremo soli i regali ai bambini.)

Si avvicina il Natale e come ogni anno sorge il dilemma dei regali.

Cosa regaliamo a tutti i nostri bimbi?

Hai detto bene, bimbi, nel senso che quest’anno con la crisi che c’è la maggior parte delle persone farà regali solamente ai bambini.

Ho sentito già tanti che si regolano così.

I negozi sono mezzi vuoti, sono andata in un grande magazzino nelle ore di punta e non c’era in giro nessuno.

Non ho mai visto una cosa del genere.

Forse è un po’ presto bisogna aspettare ancora un po’, cioè dobbiamo arrivare un po’ più vicino al Natale.

Si, intendo dire che in quelle ore c’è gente in tutto l’anno, non solamente a Natale eppure non c’era nessuno, quindi ci si aspetta un Natale piuttosto stretto.

Ho sentito anche una persona che ha un ristorante che dice che non farà il cenone perché sa già.. gli hanno detto molti clienti che non verranno perché costerebbe troppo e come lui senz’altro tanti altri ristoranti faranno lo stesso

Eh, we are forced to tighten our belts this year, we hope that things will improve and go better next year, but we need to do some gift.

Vero che i nostri ormai non sono più bimbi ma sono ormai adulti e sposati però, insomma, è una tradizione che va rispettata, magari fare poco però qualche cosa dobbiamo fare.

Realted: Sound Like a Native Speaker: Terms of Endearment in Italian

Adulti e sposati, non esagerare non sono ne adulti ne sposati, comunque io ho anche dei bei nipotini, abbiamo dei nipotini piccoli, tre nipotini piccoli, veramente ne abbiamo anche di più però gli altri non li vediamo mai e quindi probabilmente non faremo nulla, però questi bimbi poverini qualche cosa devono ricevere da Babbo Natale.

Hai sentito che anche Babbo Natale adesso non risponde più o in America perché non ha più i soldi.

Eh, questo è vero d’altronde rispondere a tutte le lettere che gli arrivano era un bel costo.

Anche li è arrivata la crisi per cui anche Babbo Natale ha dovuto tagliare un po’ i fondi e di conseguenza adesso o risponde via e-mail o altrimenti, insomma, devi mettere tu il francobollo per la risposta.

Ma, forse anche un po’ invecchiato, o gli Elfi sono cassa-integrazione e non fanno più servizio comunque… dunque io ho pensato che potremo andare a prendere i regali un po’ dai cinesi, dove costano veramente poco e un po’ al Mercatone dove ci sono tanti regali veramente ad ottimo prezzo.

Poi faremo una lista delle persone a cui fare regali e cominceremo a toglierne qualcuno magari.

Mah, andare a comperare i regali dai cinesi sono un pochino contrario, e lo sai perché, anche perché si vede alla televisione tutti questi servizi che fanno che tutti i giocattoli che vengono importati abusivamente non sono in regola con le normative europee per cui sono pericolosi, sia per le sostanze tossiche che contengono, sia per le parti che possono essere ingerite, insomma, non mi fido.

Preferisco andare in uno di questi grossi centri dove ci sono tantissimi giocattoli, c’è una scelta enorme però, insomma, sono tutti certificati e lì si è sicuri.

Si, è vero, per i giochi è vero.

Lo sai che oggi è Sant’Ambrogio, patrono di Milano.

Sant’Ambrogio era un arcivescovo del milleduecento che è stato molto illuminato e lui in realtà non voleva neanche fare il vescovo di Milano ma lo hanno inseguito, inseguito, inseguito perché lui scappava e loro lo inseguivano alla fine lo hanno blindato e lui è stato costretto a fare il vescovo, perché si vede che non aveva voglia, era giovanissimo non aveva voglia di farsi fermare però era un uomo molto intelligente e attivo ed è diventato bravissimo, ha fatto tantissime cose e così è diventato patrono di Milano.

A Sant’Ambrogio, che è festa a Milano, ci sono dei banchetti, praticamente un mercatino di Natale che si chiama “mercatino dei o Bej o Bej” che è una tradizione antichissima di Milano.

Sono tanti, tanti banchetti lì in centro e in cui i bambini… perché si chiamano “o Bej o Bej” e perché una volta i bambini che parlavano milanese vedevano tutte queste belle cose appese e dicevano “ o Bej o Bej” cioè “ o belli o belli” e così è ancora adesso ci sono un sacco di dolciumi, lo zucchero filato, le caramelle, i tortelli e poi tanti giochi a cui ovviamente si sono aggiunti anche oggetti d’artigianato o piccole, piccoli regali e i milanesi inaugurano la caccia ai regali andando a fare un giro per questa fiera.

È vero, è vero, in effetti ci sono tantissimi di questi mercatini, adesso, che li chiamano mercatini di Natale dove vendono tutti questi oggetti di artigianato la maggior parte, dolciumi ed altre cose.

Anche nella città dove sono nato io, che invece si festeggia Santa Lucia che praticamente è lei che porta i regali ai bambini e proprio in occasione di questi giorni ci sono questi banchetti dove una volta vendevano solo giocattoli e dolciumi, oggi, purtroppo i bambini pensano solo ai videogiochi o giochi elettronici, di conseguenza questi banchetti, insomma, si sono un po’ ridotti.

Però si trovano ancora tante belle cose simpatiche magari piccoline per piccoli regali per piccoli presenti.

Si, qui in zona infatti, non so se hai visto, ma senz’altro sei abituato, ci sono un sacco di finestre e porte che hanno fuori del fieno legato con un bel fiocco rosso perché è il fieno per Santa Lucia che passa con l’asinello.

Si, Santa Lucia, infatti la tradizione vuole che ha un carretto trainato da un asinello e allora anch’io quando ero piccolo mettevo un po’ di fieno e una ciotola con l’acqua e in più si metteva sul tavolo anche del caffè perché Santa Lucia quando di notte arrivava si rilassava un momentino metteva i regali, ovviamente li metteva sul tavolo e poi beveva il caffè, intanto l’asinello mangiava il fieno e si beveva l’acqua, tante volte ci mettavamo anche dei biscotti.

Alla mattina quando ci alzavamo e non trovavamo più il fieno, vedevamo dei biscotti sbriciolati e il caffè non c’era più ed eravamo convinti che Santa Lucia era stata lei a fare questo col suo asinello e i regali in effetti erano tutti sul tavolo.

Era veramente un giorno di gioia.

Si, da noi invece non c’è Santa Lucia a Milano ma c’è Gesù Bambino a Natale.

Santa Lucia è il tredici dopo a Natale non facevate più niente?

E no, perché arrivava il tredici di dicembre e a Natale basta ormai i giochi c’erano già.

Ah, che peccato!

Beh, comunque invece da noi veniva Gesù Bambino anche lui con l’asinello per cui bisognava dargli… di solito si mettevano delle noci e dei mandarini, eventualmente anche una ciotola con il latte per l’asinello e quarta emozione alla mattina vedere le bucce dei mandarini e i gusci delle noci, il latte e era stato bevuto.

Ma quella per me era la prova provata che Gesù Bambino fosse passato di lì.

Certo i doni c’erano ed era bellissimo però potevano essere stati portati da qualcun altro, invece il fatto che durante la notte succedesse questo miracolo era proprio la prova che il Gesù Bambino fosse entrato.

Quando poi è nata Elettra, lei scriveva alla lettera di Natale per non sbagliare sia a Babbo Natale che a Gesù Bambino, così dice “ se eventualmente qualcuno dei due non mi portasse qualcosa, me lo porta quell’altro!” e quindi anche quello che veniva lasciato per l’asinello era raddoppiato perché c’era anche la renna di Babbo Natale quindi c’erano una gran quantità di cose che venivano lasciate giù, biscotti latte e così via e alla mattina non c’era più niente e quando lei si svegliava era veramente esterrefatta e felice.

Eh, ma la tradizione di Babbo Natale è una cosa recente e arriva dal nord ma non faceva parte delle nostre tradizioni è che oggi, diciamo, con la globalizzazione abbiamo dovuto un pochino adeguarci anche noi.

Flaminia e Gianmarco – Il viaggio

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Flaminia tells Gianmarco about her trip to a track meet. (Una ragazza parla del suo viaggio per andare ad una gara.)

Flaminia – Vuoi allora che ti racconto della mia trasferta?

Gianmarco – Si

Flaminia – Allora.. Siamo partiti, venerdì, dovevamo partire alle due e mezza da Milano però alla fine siamo partiti alle tre meno dieci perché ovviamente l’autobus che veniva da Varese era in ritardo.

Emm.. Poi.. Eh.. Il viaggio è stato lungo.

Gianmarco – Quanto?

Flaminia – È durato undici ore.. No!

Undici ore.

Siamo arrivati all’una e mezza.

Gianmarco – Uhm.. Perché c’era traffico?

Flaminia – Si, a Firenze c’era traffico.

Gianmarco – Ma avete fatto la deviazione o.. avete fatto la deviazione?

Flaminia – Uhm.. No!

Gianmarco – Ah.. no.

Flaminia – Tutto.. e non so..

Gianmarco – Cioè non siete stati in coda?

Flaminia – No, siamo stati in coda però non so bene che strada abbiamo fatto, anche al ritorno a Firenze c’era traffico comunque, eh!

Gianmarco – Mmh..

Flaminia – Però, boh, non so perché, poi era venerdì, comunque il venerdì c’è più traffico.

E..

Gianmarco – Beh, non come nel fine settimana.

Flaminia – Beh no!

È proprio il venerdì che c’è più traffico rispetto agli altri giorni.

Gianmarco – Ah.

Flaminia – Come quando vado vin.. Come quando vado sulla.. Milano – Bergamo per entrare in autostrada c’è un traffico allucinante.

Ci abbiamo impiegato undici ore e mezza, solo che.. Però non è.. Non è stato tanto stancante perché comunque all’inizio ho parlato..

Gianmarco – Mmh!

Flaminia – Poi..

Gianmarco – Con chi?

Flaminia – Ehmm.. Con quelle grandi.

Perché nella squadra c’erano quelle grandi che avevano dai due anni in più di me, fino a una.. quella più grande aveva trent’anni.

E poi c’erano le piccoline che avevano.. quindici/ sedici anni, alcune anche diciassette/diciotto.

Gianmarco – Uhm..

Flaminia – Ed erano troppo carine.

Innocenti!

Raccontavano delle loro cose di scuola.. Di com.. le ho.. Però al ritorno, questa al ritorno, gli ho fatto un interrogatorio.

Gianmarco – Uhm, perché?

Flaminia – Oh, così.. Per sapere un po’ se la mia vita era uguale a quella che hanno loro adesso.

Gianmarco – Uhm.

Ed è diversa?

Flaminia – No, uguali, tipo loro non escono perché comunque il sabato sera hanno sedici anni, come fanno ad uscire?

Io.. io non mi ricordo se usciv..

Gianmarco – Io uscivo a sedici anni il sabato sera.

Flaminia – Non mi ricordo.. Ma si!

Magari andavo con la Metro da qualche parte o con i mezzi da qualche parte, andavamo a mangiare però poi qualcuno ci doveva venire a prendere.

Gianmarco – Mah, io andavo in giro a piedi.

Flaminia – Eh, ho capito, però te sei in un paese, io sono in una città.

Gianmarco – Uhm.

Flaminia – Va bé comunque dicevo che.. mmm.. ho studiato perché poi sai che lunedì avevo l’esame.

Ho studiato un’ora e mezza, ehm.. Poi va bè ci siamo fermati a mangiare.. Buono.. C’era il pasto quello degli sportivi, c’era la convenzione..

Gianmarco – Si?

Flaminia – Mh mh.

Gianmarco – Mhm, no, non l’ho mai vist..

Flaminia – Ma si!

Quando vai a fare le gare con la rappresentativa della Lombardia.. Lo sa.. Cioè..

Gianmarco – Ma non c’è una convenzione sul pranzo..

Flaminia – Si!

Si, si no no.

C’è una convenzione, infatti ti preparano tutto.

Dovevamo essere li alle sette e mezza, invece siamo andati a mangiare lì alle nove.. alle nove!

Gianmarco – Mh mh.

Flaminia – Un’ora e mezza di ritardo..

Gianmarco – Ma lì dove?

Flaminia – Ehm, non mi ricordo.. Sotto.. Sotto Firenze di sicuro.

Gianmarco – Mmh.

Flaminia – Sulle.. Sull’Appennino.. Però non sò.

Gianmarco – Mmh.. No io mi ricordo quando andavo con la mia squadra, eh.. Ci davano dieci euro, ci dicevano mangiate all’Autogrill.

Flaminia – Mah.. No!

No!

Gianmarco – Si si!

Flaminia – Si, questo qua con la.. Si ho capito.. No da noi no!

Ehm c’era il pasto completo.. Primo.. Contorno.. Secondo.. Frutta.

Gianmarco – Ed il dolce?

Flaminia – No il dolce no.

Gianmarco – Però l’hai preso lo stesso.

Flaminia – No non l’ho preso.. Mi sono portata i dolci da casa!

Gianmarco – Ahhh..

Ok!

Flaminia – Ehm.. E poi cosa ho fatto?

Shh..

Gianmarco – Quindi a che ora siete arrivati?

Flaminia – Eh.. Siamo arrivati all’una e mezza ed io.. Siamo entrati subito in un albergo tipo in un quarto d’ora.. O all’una e dieci.. Dai io in un quarto d’ora ero.. Che poi.. Ero a letto.. Però l’albergo non era a Formia.

Gianmarco – Dov’era?

Flaminia – Era a Gaeta, che era un po’ più giù di Formia, venti minuti diciamo, quindi venti minuti in più.

Gianmarco – Verso Napoli?

Flaminia – Si va bè, ma è praticamente attaccato.

Gianmarco – Uhm.

Flaminia – E..

Gianmarco – Comunque Formia è vicino Napoli.

Flaminia – Si è più vicino a Napoli che a Roma.. Infatti!

E.. Sono andata subito al letto.. Mi sono addormentata quasi subito, praticamente perché stavo morendo di sonno.

Solo che il giorno dopo Maristella, che è.. che dormiva con me, che dormiva in camera con me, e si sveglia sempre presto.. Allora si è svegliata prima alle sette, alle sette e mezza, mi sembra..È andata in bagno ed è tornata al letto.. E mi ha svegliato!

E allora bè, anche lì sono andata in bagno anche io.. E.. Solo che poi ha fatto cas.. Ha fatto confusione anche alle nove ed a quel punto io.. Si ho provato a riaddormentarmi però.. Cioè.. Già mi svegli una volta, già è miracolo se mi riaddormento, alle nove è difficile che io riesca a riaddormentarmi, e quindi.. Eh.. Ad un certo punto mi sono svegliata, sono andata giù a far colazione.. Tra l’altro io..

Gianmarco – Ma perché a che ora correvi scusa?

Flaminia – Pomeriggio!

Gianmarco – Ahh.. Ma mica avevi una gara di mattina anche?

Flaminia – Il giorno dopo.

Gianmarco – Ahh.

Flaminia – E.. Sono andata a fare colazione che era molto buona, ho preso..

Gianmarco – Salato o dolce?

Flaminia – Dolce!

Non mi piace il salato.

Gianmarco – Uhm.

Flaminia – In Italia si mangiano.. Si mangia.. Si mangia dolce a colazione.

Eravamo in un albergo italiano e non il un albergo internazionale e quindi abbiamo fatto la colazione dolce.

Poi.. Ho studiato ancora.. Con.. In piscina perché non c’era nessuno..Con.. I.. Ragazzi di una squadra maschile che erano nel nostro albergo, che facevano gli stupidi col megafono.

Gianmarco – Ah.

Flaminia – Che mi infastidivano.

Gianmarco – Cosa facevano col megafono?

Flaminia – E.. Ad esempio c’era una mia amica che era.. Perché eravamo in tre in piscina tutte dive.. separate, no?

Gianmarco – Uhm.

Flaminia – Perché.. Così io studiavo.. Anche mia sorella studiava.. E l’altra leggeva.. Perché noi ripetevamo ad alta voce.

E allora fanno a quella mia amica lì, cosa stud.. Col megafono.. COSA STAI LEGGENDO?

.. Poi facevano: ECCO!

C’È L’AEREO.. NEEEÈ.. Poi facevano il rumore dell’aereo, cioè tutte cose stupide.

Gianmarco – Ah ok.

Flaminia – Poi dicevano: VENGO ANCH’IO A STUDIARE CON VOI.. Ehm si.. Va bè dei deficienti.. Ehm.. Poi.. Cosa ho fatto?

Uh.. Poi siamo andati a mangiare alle undici e mezza!

Ah Ah.. Non avevo per niente fame, c’era la pasta cruda, che ho scoperto che si..

Gianmarco – Come la pasta cruda?

Flaminia – E.. Era molto molto al dente..

Gianmarco – Ahh.

Flaminia – Che ho scoperto che la pasta.. Molto al dente.. Cruda.. Si digerisce prima, lo sai?

Gianmarco – Certo!

Flaminia – Cioè lo sapevi?

Sii?

Io non lo sapevo.

Gianmarco – Cioè no non è che lo sapevo però.. Lo avevo visto.. Lo.. Lo.. Provavo.. Sulla mia pelle.

Flaminia – Ah.

Gianmarco – Se al dente.. meglio!

Flaminia – Non lo sapevo.

Gianmarco – La pasta troppo cotta è pesante.

Flaminia – Boh.. Comunque non sono riuscita a mangiarla tutta.

Anche perché erano le undici e mezza!

Gianmarco – Uhm.

Flaminia – E poi..

Gianmarco – E la gara a che ora l’avevi?

Flaminia – Aspetta.. Ho avuto il tempo di prepararmi e all’una e un quarto siamo dovute partire subito dall’albergo perché le prime gare iniziavano alle tre.

E.. La gara l’ho avuta alle cinque.. Dovevo averla alle cinque meno dieci però erano in ritardo.

Gianmarco – Uh uh.

Flaminia – E quindi avrò gareggiato alle cinque così.

Gianmarco – Uhm.

Flaminia – E.. Poi la sera siamo tornati in albergo ed io sono andata subito..

Gianmarco – E la gara?

Flaminia – Ah lì.. La prima gara è andata male.

Va bè ma non sono in forma adesso.

Gianmarco – Che gara hai fatto?

Mille cinqu..

Flaminia – Mille cinquecento metri.. Si ma adesso non sono in forma.

Tra poco.. Tra un settimana rincomincia la preparazione invernale quindi.. E.. E poi siamo tornati in albergo.. Abbiamo fatto tanto tifo tra di noi.. È stato molto bello.. Perché poi il bello di queste.. Di queste gare con la rappresentativa è che.. Ti.. Ti sproni a vicenda.

Gianmarco – Uhm.

Flaminia – E poi c’erano le piccol.. C’era una ragazzina che è alta uno e cinquantatre.

Gianmarco – Uhm.

Flaminia – Sedici anni, comunque molto bassa, che ha fatto il personale di salto in alto di indovina quanto..

Gianmarco – Quanto?

Flaminia – Uno e sessanta!

Gianmarco – Ah!

Flaminia – Ah!

Ha saltato più di lei!

Ah ah!

Poi dovevi vedere.. Poi lei fa anche l’asta..

Gianmarco – Uh uh.

Flaminia – Fa due e settanta di asta.

Ma devi vedere com’è carina!

Troppo bellina.. Sembra molto piccol.. Cioè.. Sembra più piccola dell’età che ha in realtà.

Gianmarco – Scusa ma questa qua era la finale assoluta?

Flaminia – Si!

C’avevamo cinque allieve perché non c’era più nessuno..!

Ehm.. Niente poi siam.. Io poi sono tornata.. Siamo tornate, abbiamo mangiato e abbiamo cenato.. Io ero stanca, sono andata al letto anche se in realtà mi sarò addormentata a mezzanotte e mezza perché mi continuavo a rigirare, avevo caldo.. Non lo so.. Non riuscivo a dormire!

Gianmarco – Uhm.

Danilo e Rita – Negozi di mobili

This and all episodes of this podcast are available to study as a lesson on LingQ. Try it here.

There is a sharp difference in cost between small furniture shops and large department stores. Quality can be the same but, often, if you wish to have the best quality, prices can be extremely high.(Vi è una netta differenza di costi tra i negozi di mobili di piccole dimensioni e le grandi esposizioni. La qualità è spesso la stessa cosa. Ma se si desidera avere la migliore qualità, i prezzi sono estremamente elevati.)

Ma, mi hai detto che tuo fratello sta cercando dei mobili per l’appartamento che ha appena ristrutturato, è vero?

Eh si, oggi è andato all’Ikea e poi l’altro giorno siamo andati insieme a cercarli qui in giro per trovare un divano-letto e un divano normale.

Ma perché vuole cambiare quelli che ha già attualmente o per riempire anche l’altro locale che adesso ha sistemato?

Esatto!

Per riempire ci vogliono i divani poi ci vuole un grande tavolo poi vuole una lampada a stelo, insomma vuole fare tanti acquisti.

Ma cambia anche quello del vecchio salotto o quello li se lo mantiene

No!

Scherzi!

A quelli li tiene tantissimo anche se sono brutti come il peccato!

Spero che non sia come la coperta del suo letto che era ancora quella di quando era andato militare e da allora non l’ha più cambiata!

Mi sembra una cosa assurda ma… se è vero….

Eh, lui si affeziona perché evidentemente gli piacciono le cose che prende e vuole mantenerle.

No ma è anche disposto a spendere per queste nuove cose, il problema è che le vuole simili a quelle vecchie.

Non è facilissimo.

Ah.. dici abbinare il vecchio arredamento con quello nuovo, e però se sono in due locali diversi, insomma la cosa non dovrebbe creare problemi a livello estetico.

Uno dei due divani è nel locale nuovo l’altro invece è in quello vecchio, infatti quello nel locale nuovo sarà un divano-letto mentre quello nel locale vecchio sarà un divano che deve andare ad integrare gli altri due che ha.

È questa la parte difficile.

Non gli conviene cambiare anche quel divano lì vecchio che è talmente vecchio che, non dico che cade a pezzi, ma poco ci manca.

D’accordo affezionarsi alle cose però insomma ….

Intanto che ci sei fai una spesa e arredi anche il vecchio salotto, gli dai un aspetto un pochino più elegante.

Macchè!

Lui ci tiene tantissimo a quei divani non l’ha neanche sfiorato quest’idea!

Si ma poi come sono messi che sembrano, appunto, un compartimento di un treno, insomma, la cosa è un po’ ridicola.

Non riesco a capire come non se ne renda conto.

E lui vive in mondo suo poi gli piacciono così!

Il problema è che li aveva presi al mercato e adesso non li vendono più al mercato.

Trovare delle cose del genere in un negozio normale non è semplice come puoi immaginare.. comunque abbiamo trovato qualche cosa di simile e adesso si tratterà di decidere che cosa prendere, così come per la lampada a stelo adesso lui si è fissato di avere una lampada a stelo altissima che serva per andare a finire al centro del tavolo, ma non troverà mai nessuna lampada così lunga da arrivare fino al centro di un tavolo senza dare fastidio a quelli che stanno vicini, insomma.

Ci credo che quei divanetti li non ne trova più altri due uguali.

Li ha comperati cinquant’anni fa, insomma, da quei tempi ad oggi le cose sono un pochino cambiate, insomma, grazie al cielo hanno migliorato un po’ l’estetica.

E sul fatto della lampada poi sono d’accordo che trovare una lampada che abbia due metri di raggio per arrivare al centro del tavolo è difficile o se la trovi deve essere molto ingombrante.

A mio avviso conviene spostare il lampadario e, al limite, trovare un bel lampadario che scende al centro del tavolo.

Mi sembra la soluzione più bella!.

Eh, ma io ho cercato di dirglielo ma lui si è convinto che non è possibile farlo, non so perché, dice che non c’è l’interruttore io gli ho spiegato che l’interruttore si può anche spostare, ma anche questo gli riesce difficile da comprendere.

Però, insomma, in fondo deve fare le scelte che preferisce ..

Ha, indubbiamente!

Però lo spazio è abbastanza limitato e una lampada così porterebbe via anche tanto spazio perché ha bisogno di un basamento pesante per poter sostenere tutto il peso della lampada e poi comunque se troppo bassa non riesci a passarci sotto e ti da fastidio, se è troppo alta diventa un lampione stradale più che una lampada!

Si infatti, infatti ma lui ha delle difficoltà perché no trova quello che vuole, adesso vediamo sono curiosa di sentire questa sera, quando sarà tornato dall’Ikea se ha trovato qualche cosa di suo gusto.

Comunque l’altra cosa è il divano-letto perché siccome ha appena fatto lamare i parquet non vuole che il divano graffi.. nell’apertura graffi il nuovo parquet.

Il che mi sembra molto giusto, però finora abbiamo trovato solo divani che si aprono trascinandoli, sono quelli più comuni.

Adesso vedremo troveremo prima o poi troveremo quello che lui cerca.

Ma ci sono, scusa, dei divani che non si aprono.

In effetti sono dei letti che hanno una spalliera didietro di conseguenza di giorno è un divano e alla sera basta tirare via i cuscinoni del divano e sotto c’è un materasso.

Questo qui non devi spostare niente, non devi tirare niente e il letto lo si può preparare in cinque minuti.

E certamente!

Però questo deve essere anche uguale a quei famosi divanetti che già ha, quindi la difficoltà è trovare un divano come dici tu e che per di più assomigli a quei due bei divanetti.

Questo è veramente impossibile, te l’ho detto!

Quei divanetti lì li hanno fatti cinquant’anni fa e oggi come oggi non ne fanno più di cose così brutte e orribili.

Di conseguenza cosa fa… cioè come pensa di reagire in questo senso?

Ma ci sono dei divanetti simili, più belli naturalmente, più costosi il problema è che non sono identici quindi non so se starà bene quando li comprerà, accostarli ad altri che sono diversi.

Poi c’è il problema delle fodere no, dovrà rifoderare tutto comperando un tipo di divano che sicuramente non ha le stesse stoffe degli altri, insomma è un problema un po’ complesso, ma lui si diverte, ha tanto tempo libero e si diverte in queste ricerche.

E si, dovrà cercare un bel po’ comunque, per quello che dicevo se cambia questi divanetti qui e ne compera uno che mette in una sala, l’altro nell’altro locale che almeno sono simili e fanno pendant.

Ma, altrimenti cioè dei divanetti così brutti non riuscirai mai ad abbinare a qualcosa di moderno.

No ma lui non vuole affatto qualche cosa di moderno!

Vuole qualche cosa in stile.

Ci sono, è ci sono, li abbiamo visti.

A si basta andare a quei mercati dell’usato.

Eh esatto!

Dove ritirano i mobili vecchi e senz’altro trova qualche cosa dell’epoca di questi divanetti.

Altrimenti potrebbe andare dove sfasciano le carrozze dei treni, sai i vecchi treni quando avevano ancora la terza classe no, ecco forse li trova lo stesso tipo di divanetto!

Ma guarda, sei cattivo che sei.

No!

Guarda che fanno parte di questa nuova wave che si chiama “arte povera” che poi tanto povera non è perché per arte povera spacciano dei mobili che sono nuovi, naturalmente ricostruiti e costano un sacco di soldi.

Ci sono dei bellissimi mobilieri, mobilifici di arte povera anche quelli veneti, ad esempio, fanno delle cose bellissime, non è il caso di quei divanetti ma ce ne sono anche molti altri comò, piuttosto che mobili per cucina, tavoli che sono davvero molto belli e quindi direi che in quel settore li ne puo trovare.

Quelli che invece deve evitare sono quei negozi.. quei piccoli negozi che ci sono lungo le strade tipo quello che c’è qui sopra di noi in cui non abbiamo mai visto entrare nessuno perché sono carissimi.

Non entra mai nessuno, per l’appunto, hanno tre mobili e quelli che hanno li fanno pagare tantissimo.

Io vorrei sapere chi compera lì!

Bah, forse qualche ricco.

Ma normalmente si va in quelle grosse esposizioni dove puoi vedere tantissimi mobili e scegliere quello che più ti piace.

Questi qui hanno superfici enormi con tutti i tipi di mobili dallo stile moderno allo stile antico compresi anche quelli che chiamano, appunto, di arte povera, che di povero proprio non hanno niente!

Si certo!

Soprattutto hanno dei prezzi completamente diversi.

Questi negozietti forse producono per questi grandi magazzini però le loro esposizioni sono carissime.

È un po’ il discorso dei negozi al dettaglio che vanno scomparendo perché non riescono a tenere i prezzi dei grandi magazzini.

Danilo e Rita – Case e appartamenti

Study the transcript of this episode as a lesson on LingQ, saving the words and phrases you don’t know to your database. Here it is!

Mi hai detto che finalmente Luca ha trovato l’appartamento che cercava

Si, però non a Milano, a Piacenza

Beh, almeno così può essere più vicino ad Anna visto che è sempre con lei, non la molla mai almeno se è lì vicino la può assistere durante lo studio

E,si certo, si, no ovviamente dovendo scegliere un posto fuori Milano ha scelto uno che avesse un qualche significato , il problema è che sarebbe stato meglio Milano ma non è riuscito a trovare ad un prezzo ragionevole.

Beh, trovare un appartamento ad un prezzo ragionevole a Milano è veramente dura.

Specialmente poi per un ragazzo, insomma, che è un po’ agli inizi, il lavoro, insomma, è quello che è per cui non che guadagna o stra-guadagna un sacco di soldi che può permettersi un appartamento in centro a Milano, avrà dovuto senz’altro ripiegare su qualche cosa di un pochino più economico.

Ah, si c’è una differenza del cento.. anche di più del centocinquanta per cento perché a Milano un monolocale lo puoi pagare… un monolocale medio 600 euro al mese, sui 300 euro trovi solamente delle stanze in condivisione con altri ragazzi, altrimenti devi andare fuori Milano.

Però fuori Milano se stai nell’interland milanese i prezzi sono ancora abbastanza alti per di più ci metti un sacco di tempo per andare avanti e indietro da Milano e allora ha fatto prima andare fuori Milano a Piacenza che è a 60 km e ha trovato per trecento euro un bellissimo bilocale.

Eh, ma quanti locali ha?

Mi hai detto bilocale ma compresi i servizi?

Avrà anche il balcone?

Si, ha due balconcini e una stanza da letto un soggiorno cucina e il bagno e poi è in centro proprio nella strada principale di Piacenza con tutti i servizi, insomma, negozi sotto casa e anche il parcheggio assicurato.

Ma è un parcheggio oppure un box privato?

No, no parcheggio comunale quindi con settanta euro al mese ha il posto.

Orca!

Però!

No, no settanta euro all’anno scusa.

Ha.. ecco!

Andiamo un pochino meglio.

Il fatto di essere in centro col parcheggio è sempre una disgrazia perché sai che nei centri non trovi mai posto forse anche qui era meglio stare un pochino fuori in periferia

E no, ti sto appunto dicendo che invece il posto ce l’ha perché è una via che ha una parte che è possibile raggiungere con l’auto e poi da un certo momento in poi invece è isola pedonale.

Lui sta nella parte in cui si arriva con l’automobile quindi c’è parcheggio e dice che c’è posto, trova posto facilmente.

Ma questo appartamento cos’è in condominio?

Si una casetta sai come ci sono in queste cittadine una palazzina a due piani

Ma è una casa vecchia ovviamente perchè in centro Piacenza è una città molto, molto vecchia

Certo, certo ma dice che molto carina

È stato ristrutturato o è ancora rimasto…..

Non, no è tutta nuova dentro con il riscaldamento autonomo, l’unica cosa dice che va benissimo perché può anche non accendere il riscaldamento perché sotto c’è una pizzeria, è un bel risparmio.

Mi chiedo d’estate come andrà!

D’inverno va senz’altro bene col forno della pizzeria ma d’estate sarà un forno anche la casa!

Non so se proprio questo è un vantaggio.

Eh, d’altra parte quello che non spende in riscaldamento spenderà in condizionamento d’estate.

Ma avrà anche una cantina?

Perché di solito queste case vecchie hanno sempre anche una cantina o un solaio o almeno un ripostiglio dove mettere tutta la roba.

Oh Dio, non lo so.

Per lui non è un vero problema perché la casa del papà rimane, quindi tante cose rimangono nella casa grande e lui qui porta solamente le quattro cose che gli servono per vivere, quindi non avrà tantissima roba.

Beh, però sai un po’ tutta l’attrezzatura del lavoro tutte quelle cose lì che ovviamente non ci stanno in casa, avere un posto, una cantina o un solaio dove almeno metterle è sempre una comodità

Si è vero, non ho chiesto.

Mah, può essere che ce l’abbia.

Magari le cantine in quelle case lì di solito c’erano nelle case vecchie no?

A si, in quelle case vecchie le cantine ce ne erano, e ce ne erano tantissime soprattutto perché ci mettevano anche del vino, ci mettevano le scorte, i salami, una volta era così la cantina serviva proprio per questo.

Oggi ci si mette la bicicletta, il motorino e tutte le cianfrusaglie che non ci stanno in casa, ma invece una volta la cantina era sfruttata veramente come cantina.

Certo, beh comunque a adesso è andato all’Ikea e poi in qualche altro grande magazzino a prendere quello che gli mancava: le stoviglie, alcune cose per la cucina, lo scolapiatti, eccetera è tutto contento, però è stato un disastro o quando invece hanno cercato casa qui a Milano perché… ti ho detto della truffa che hanno subito

Si,si mi hai spiegato, e d’altronde bisogna stare attenti su tutto.

Oggi cercano di truffarti su ogni cosa.

È successo che hanno visto questo annuncio di un bellissimo monolocale a quattrocento euro, trecentocinquanta euro che era chiaramente un prezzo molto basso per un monolocale così bello con entrata indipendente in una zona molto bella, città studi, e hanno contattato il venditore e il venditore gli ha detto “ si vorrei un anticipo e vi do senz’altro appartamento, però l’anticipo me lo dovete fare avere come un western Union perché io sono tedesco, ma non c’è bisogno che me lo mandiate, mi basta che fra voi due, tu e un tuo amico o la tua ragazza vi scambiate questo piccolo importo io veda che quest’importo dell’anticipo sia depositato sul conto di uno dei due io mi fido perché capisco che i soldi ci sono” per fortuna quando Luca è andato a Western Union l’operatore gli ha detto “ guarda che questa è una truffa In pratica nel momento in tu mandi la ricevuta di questo transazione loro si impossessano del tuo codice e ti svuotano il conto”.

Questo non è la prima volta che succede, tanto è vero che queste, appunto, società che non hanno documenti non tengono traccia di niente facilmente spariscono tutti i tuoi soldi e non sai perché e non sai neanche chi ringraziare di queste cose.

E è meglio stare alla larga da questa gente qua.

Beh, sai non è che tu possano saperlo.

Diciamo che loro prendono sempre delle situazioni esistenti, cambiano.. quindi degli annunci che già esistono cambiano il prezzo lo fanno diventare molto più appetibile ma non completamente folle, in modo che uno possa dire “ toh è un vero affare” ma non possa immaginare che è una truffa, e lo fanno con qualsiasi cosa, case, chitarre, non lo so qualsiasi tipo di oggetto su ebay o su Secondamano, quei giornali online di annunci gratuiti e pare sia molto diffuso.

Comunque, insomma, quando poi hanno visto l’annuncio vero, l’annuncio esisteva e invece che trecentocinquanta euro ne voleva settecento.

Che era il suo prezzo per quell’appartamento lì

Infatti, ma non bisogna mai lasciarsi abbindolare da un prezzo troppo basso.

Quando il prezzo è troppo basso c’è sotto qualche cosa, perché è impossibile che un prezzo sia la metà del prezzo di mercato, senz’altro c’è o una truffa in ballo o deve avere qualche vizio, perché se tutti hanno un certo costo è questo qui è la metà bisogna stare molto, molto attenti ma questo non solo in questo caso ma su tutto quello che si acquista online.

Si è vero ma loro hanno detto “ questo qui è tedesco magari non sa i prezzi che ci sono a Milano, per lui è un prezzo equo” hanno pensato che il motivo fosse quello.

Fabio & Gianmarco – Win for Life

Study this episode and any others from the LingQ Italian Podcast on LingQ! Check it out.

Fabio and Gianmarco talk about gambling and about a friend who has a crush on a guy. (Due ragazzi parlano del gioco d’azzardo e dell’attrazione di una loro amica per un ragazzo.)

Fabio – Sai che ieri i miei sono andati… cioè, non i miei, mia mamma, è andata in tabaccheria e ha giocato al nuovo gioco della SISAL Win for Life

Gianmarco – Nuovo gioco della SISAL ….

Win for Life?

Fabio – Sì

Gianmarco – Non mi convince.

Fabio – Perché?

Gianmarco – Perché non mi convincono tutti i giochi della SISAL.

Fabio – Ma tu l’hai… sai com’è?

Gianmarco – No

Fabio – In pratica, ci sono 20 numeri.

Gianmarco – Sì

Fabio – Tu, se ne indovini 11, vinci.

Allora, se ne indovini… allora…dunque, ti spiego, se ne indovini 10…

Gianmarco – Li indovini dove?

Fabio – Cioè, li scegli… 10

Gianmarco – Tu scegli 10 numeri.

Fabio – Sì, e c’è un’estrazione ogni ora

Gianmarco – Ogni ora?

Ah!

Fabio – Sì

Gianmarco – Ah è tipo un enalotto…

Fabio – Sì, però c’è ogni ora, praticamente ogni giorno e ogni ora e…

Gianmarco – all’inizio dell’ora?

Fabio – Non lo so, esattamente, comunque sono questi 11 numeri, se ne indovini 10 e non il numerone, che sono 10 più 1, vinci 9000 euro, se ne indovini 10 più il numerone, 4000 euro al mese per vent’anni

Gianmarco – sì

Fabio – e invece i miei hanno 9 più il numerone e quindi hanno vinto 60 euro.

Gianmarco – Ma scusa, hanno indovinato 9 numeri?

Fabio – sì, sì

Gianmarco – ma quanti numeri vengono estratti?

Fabio – 11

Gianmarco – se vengono estratti 11 numeri loro 10 ne hanno indovinati, 9 più il numerone.

Come hanno fatto ad indovinarne così tanti?

Fabio – Cioè mia mamma non l’ha scelto, l’ha fatto fare al… lì

Gianmarco – aspetta, ma non capisco, la probabilità è bassissima.

Fabio – sì, boh

Gianmarco – ma i numeri quanti sono?

Da 1 a…?

Fabio – a 20

Gianmarco – ah, non tutti da 1 a 99

Fabio – no, sono 20 numeri

Gianmarco – ah, ok

Fabio – sì

Gianmarco – ah, sono 20?

Fabio – in totale sono 20 e fra questi 20 tu ne scegli 11

Gianmarco – scusa, ma se il totale è 20…

Fabio – cioè forse io sto sbagliando, però…

Gianmarco – allora la probabilità è molto alta, troppo alta, secondo me, no?

Fabio – sì anche a me sembra che sia alta.

Gianmarco – hai 20 numeri e ne devi scegliere….

Fabio – forse è un’illusione che ti danno…

Gianmarco – forse è un’illusione, perché…

Fabio – pure secondo me, perché tutti fanno 9 più 1.

Cioè è impossibile che uno va la e va a vincere la prima volta.

Gianmarco – uhm…

Fabio – cioè a tutti può capitare…

Gianmarco – quindi 9 più 1 sono solo 60 euro?

Fabio – sì, invece 10, non il numerone..

Gianmarco – sono?

Fabio – 9000 euro

Gianmarco – e comunque pochi

Fabio – sì, però 10 più il numerone, 9000 euro più 4000 euro al mese per vent’anni.

Gianmarco – ma tu devi scegliere anche il numerone quindi non è un numero da 1 a 20, quindi la probabilità di indovinare il numerone da solo è un ventesimo, giusto?

Fabio – sì

Gianmarco – quindi da sommare alla probabilità di indovinare gli altri dieci numeri

Fabio – sì

Gianmarco – non da sommare, da moltiplicare alla probabilità di indovinare gli altri dieci numeri

Fabio – sì, credo di sì

Gianmarco – e quindi sì, in effetti le probabilità scendono molto

Fabio – ma sicuramente meglio del gratta-e-vinci

Gianmarco – sì, beh, noi in Puglia e in Umbria quest’estate ne abbiamo giocati, credo, 20-30, non ho mai vinto niente, perché ogni volta mi veniva il nervoso perché non vincevo

Fabio – sì

Gianmarco – io vedevo tutti gli altri che vincono

Fabio – cioè ma magari erano attori pagati dalla SISAL

Gianmarco – ma no, anche miei amici che dicevano “io ho giocato e ho vinto una volta 50 euro, 100 euro…”, vabbè vincerò qualche volta anch’io… Mai.

Cioè ma neanche per dire 2 o 3 euro, zero.

Infatti non ci gioco più.

Fabio – No, ma non è una cosa di…

Gianmarco – No, però ..boh dopo un po’ ti fai prendere dalla febbre del gioco.

Fabio – Beh, però è meglio giocare in un gioco in cui tu hai il controllo delle probabilità.

Gianmarco – Sì, sì, infatti

Fabio – puoi scegliere quello che fai anziché affidarsi ad un biglietto già confezionato.

Gianmarco – però, cavolo…

Fabio – c’è ad esempio un amico di famiglia che gioca molto, no gioca molto forte.

Gianmarco – ah, sì, come si chiama, Maggi?

Fabio – sì

Gianmarco – e anche Fera

Fabio – sì

Gianmarco – che, tu non so se lo sai, a Veronica piace Fera.

Fabio – ah, veramente?

Gianmarco – in pratica in vacanza…

Fabio – sì, no, forse sì

Gianmarco – vabbè cioè nel senso, non so se sai questa cosa… in vacanza sono venuti questi qua a trovare Anna, perché anche loro erano in Puglia, in un paese vicino al nostro.

Una sera abbiamo fatto la pizzata, anzi una grigliata, tutti insieme, a casa nostra e Veronica quando ha visto Fera ha detto che era carino, così l’ha detto a me in confidenza

Fabio – ma pensa…come fa a piacere

Gianmarco – sì, cioè, dei gusti, cioè anche secondo me, eh… che stavo dicendo?

Ah, niente lei l’ha visto e poi mi fa, cioè in confidenza “ma quello lì è carino, tu sai come si chiama?” io ho detto no, comunque l’ho detto agli altri, tutti si sono presi bene, perché anche lui aveva fatto apprezzamenti su di lei, aveva detto che è molto carina.

Allora, da quel momento è stata la sua fine, l’abbiamo presa l’abbiamo messa su una sedia, le abbiamo fatto i capelli, truccata, messo i vestiti, così…

Fabio – uhm

Gianmarco – e poi le abbiamo parlato un po’ di lui, che gli piace giocare a poker, così, lei era completamente imbarazzata, e vabbè, li abbiamo fatti sedere vicini, cioè uno di fronte all’altro, però durante tutta la sera non si sono assolutamente considerati

Fabio – uhm

Gianmarco – lei era più rigida…, era veramente un ghiacciolo, non si muoveva, non sapeva cosa dire…

Fabio – sì

Gianmarco – …perché si sentiva gli occhi di tutti addosso, poi le abbiamo fatto anche degli scherzi..”ah, ma Veronica, è vero che tu giochi spesso a poker, che ti piace molto?” e lei “non è vero, non lo so…”.

Poi ad un certo punto le abbiamo messo Poker face come sottofondo musicale e lei si è arrabbiata, cioè .. si è arrabbiata nel senso…

Fabio – e poi basta?

Gianmarco – eh.. basta… poi, cioè sai che lei parla “carino, carino” poi non combina mai niente.

Però l’altro giorno mi fa “eh, però qualche volta potremo uscire con gli amici di Ale…” infatti sperava che alla festa di venerdì scorso ci fosse anche lui poi invece non è venuto.

Fabio – Ah, ma era stata invitata?

Gianmarco – No, non credo

Fabio – allora?

Gianmarco – No, però, cioè noi non lo sapevamo se c’era o no.

Fabio – Eh, bisogna dirlo di invitarla.

Gianmarco – No, ad un certo punto s’era presa bene perché lei ha fatto la hostess per Monza più, quando c’era il Gran Premio a Monza, e ha conosciuto un manovale e lei diceva che era molto carino.

Allora poi, non so come, era riuscita a trovarlo su Facebook, non sapeva neanche il nome però, attraverso un giro che aveva conosciuto lì…

Fabio – ah

Gianmarco – cioè lei ha aggiunta una sua collega, così, l’ha trovato.

S’era presa benissimo però ha scoperto che era del ’91 invece lei è dell’89.

Lo sai che ha tutte queste fisime “No, è più piccolo, non si può.. non si può”, insomma, così.

Fabio – Si fa troppi problemi.

Gianmarco – Cioè alla fine lei trova una scusa per non buttarsi

Fabio – Ma forse non vuole…

Gianmarco – Sì, ma guarda anche secondo me, perché, boh, uno non si preoccuperebbe tanto dell’età, boh, non lo so.

Danilo and Rita – Gli animali allo zoo

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Danilo and Rita talk about how animals are wonderful but should be left free and not confined in zoos. (Gli animali sono meravigliosi, ma dovrebbero essere lasciati liberi.)

Hai visto che a Madignano è venuto il circo di Praga?

No, non l’ho visto ma non mi piacciono tanto i circhi.

Non mi piacciono per via degli animali perché tutti i circhi maltrattano gli animali e questo non mi piace assolutamente.

Per addestrarli li picchiano, gliene fanno di tutti i colori… non mi piace!

Preferisco, piuttosto, il circo che sia fatto di soli uomini.

Mah, loro dicono, ovviamente, che li trattano con il massimo rispetto perché è nel loro interesse farlo, perché vogliono bene alle bestie.

Però in realtà pare che comunque anche se non sono veri e propri maltrattamenti li devono tenere legati, in gabbie piccole poi la ripetizione degli esercizi li stressa , insomma, certo non è bello.

Qui c’erano fuori dei cammelli, no scusa, dei dromedari e delle zebre, poverini, al freddo.

Non so se stiano tanto bene stanno li all’aperto e si vedevano.

È bello effettivamente vederli lì in mezzo ad un paese però ormai che è possibile vedere tante immagini, tanti filmati alla televisione, su internet potrebbero anche eliminare gli animali nei circhi e negli zoo.

Mah, infatti, cioè questi animali che sono abituati a vivere in paesi caldi che sono tutti animali che arrivano dall’Africa, figurati, qui con le nostre temperature fuori al freddo tante volte si ammalano ed sono costretti ad abbatterli inutilmente, quando potrebbero benissimo lasciarli nei loro posti nei loro habitat.

La trovo proprio una cosa molto crudele sugli animali questa qua.

Per quello che proprio il circo non mi piace e non vado a vederlo in ogni caso.

Mah, adesso hanno chiuso tanti zoo, quando ero bambina la Domenica, spessissimo, si andava allo zoo e tutti i bambini lo facevano, ma lo zoo di Milano era uno dei più brutti più vecchi e l’hanno chiuso quindici, vent’anni fa.

In compenso hanno aperto molti zoo safari in cui c’è tanto spazio e gli animali possono e girare fanno una vita praticamente normale se non fosse che per il clima perché, ovviamente, anche qui lo zoo safari in provincia di Varese o di….

dov’è quell’altro.. insomma fa piuttosto freddo.

E lo so, ma infatti vedi che lo zoo safari in effetti hanno molto spazio perché sono praticamente liberi di viaggiare anche se, ovviamente, lo spazio è sempre limitato non è certo la savana dell’Africa, però anche qui d’inverno questi poveri animali hanno freddo perché nonostante abbiano dei rifugi ma non sono abituati alle nostre temperature e spesso e volentieri molti muoiono.

Si, si troveranno bene quelli, ad esempio, che arrivano dal nord tipo gli orsi o quegli animali lì che quando fa freddo, anzi, per loro è una meraviglia.

Quando c’è la neve si vertono tantissimo sono abituati nel freddo e questo per loro è un bene.

Mah, non è neanche vero questo perché d’inverno fa freddo ma d’estate fa un gran caldo infatti li vedi alla televisione che gli danno i ghiaccioli quando è estate perché crepano dal caldo, quindi in ogni caso tutti gli animali che non sono del nostro habitat soffrono in questo clima per forza sia che sia troppo caldo troppo o freddo non è il loro quindi… è effettivamente è affascinante entrare con la macchina e vederti girare in giro le tigri e i leoni poi le scimmie che ti saltano sulla macchina e fanno i dispetti è molto divertente però insomma forse non è il caso di insistere.

Erano belli quei piccoli zoo che abbiamo visitato dove ci sono gli animali del luogo.

Questi sono abituati a questo clima per cui si trovano bene.

Ti ricordi, in montagna abbiamo visto i daini, abbiamo visto i cerbiatti che erano in libertà, in un certo senso, anche se erano in grossi recinti ma lì era il loro ambiente si trovavano benissimo, anzi, si divertivano molto quando arrivavano i visitatori che gli portano qualche cosa da mangiare.

Se ben ti ricordi anche la nostra figlia aveva portato qualche cosa da mangiare e si sono presi tutto il sacchetto nonostante lei cercava di portarlo via e di darne poco alla volta!

Poveretta quanto ha pianto c’è rimasta male!

Ma sono tremendi perché capiscono immediatamente.. dopo tanto tempo sanno che i turisti hanno sempre qualche cosa da mangiare e invece di.. appena uno non si accorge e si distrae un attimo vramm prendono il sacchetto intero e scappano.

E si, c’erano anche i lupi che invece però non volevano mangiare quello che portavano i turisti, questi invece volevano mangiare i turisti interi!

Se ti ricordi cercavano di saltare per cercare di arrivare alla passerella dove passavano sopra i turisti.

Eh è stata una scena veramente tremenda perché questi qui se riescono a saltare sopra il turista te lo mangiano veramente.

È bello perché c’era scritto dappertutto i lupi sono tanto buoni non dovete avere paura dei lupi, si però a me quelli li sembrava non avessero delle buone intenzioni.

Forse non danno abbastanza da mangiare hanno visto lì tanta bella carne fresca e il loro istinto è quello di approfittarne.

Può darsi, io ho visto anche infatti anche delle scene brutte alle Cornelle quel bel parco zoologico che c’è abbastanza vicino a Milano dove però era un periodo in cui in forse .. magari è ancora così ma spero di no.

C’era il recinto delle scimmie con le scimmie, che sono sempre allegrissime sai saltano, che strisciavano per terra cercando dei semini per terra, con lo sguardo triste, non saltavano, non facevano niente salvo che cercare per terra, si vede che avevano fame.

Non vedo un’altra spiegazione, quelle sono scene veramente tristi.

In compenso, invece, mi ricordo una cosa che mi è successa quando ero bambina, sempre allo zoo di Milano, c’era il recinto delle scimmie e intorno al recinto, il recinto era una grande gabbia, intorno alla gabbia c’era ad un metro circa di corridoio delimitato da un piccolo steccato e naturalmente non bisognava … era chiaro che si dovesse stare dall’altra parte dello steccato, e invece io devo avere insistito e la mamma mi ha messo, mi ha sollevato e mi ha messo fra lo steccato e la gabbia delle scimmie.

Non c’era nessun pericolo naturalmente, le scimmie non riuscivano a mordere o ad avvicinarsi più di tanto perché erano in gabbia.

Però io avevo un cappellino di lana con una specie di treccia di lana che veniva giù, e mi sono avvicinata e la scimmietta è venuta lì ed è bastato un attimo ha preso la treccia di lana ha tirato ed è scappata via col mio cappello e poi è corsa su,su, su e si è messa in testa il cappello e poi pezzo per pezzo si mangiava tutta la treccia, e io a piangere a piangere.

La mamma ha chiamato poi il guardiano che mi ha restituito il cappello ma ormai era a brandelli.

Naturalmente era stata colpa mia e anche di mia madre in fondo perché era stata lei a mettermi lì.

Ma guarda che buffe che erano ne facevano di tutti i colori, sono veramente simpatiche.

E le scimmie sono simpatiche molto dispettose infatti questo è un classico, quando portano via ai turisti il cappello, la macchina fotografica, basta avvicinarsi un po’, uno non se la aspetta, e trac ti portano via quello che hai in mano tranquillamente, e per fortuna che non era uno struzzo perché gli struzzi oltre che portarlo via te lo mangiano anche per cui non riesci a recuperare niente di niente.

Quelli inghiottono tutto, mentre le scimmie, insomma bene o male, quando sono stufe di giocare te lo ridanno.

E si, è un peccato perché le scimmie sono affascinanti sono simpaticissime.

Però, giustamente, adesso non si possono più importare come animali da compagnia come tutte le specie esotiche.

Infatti perché soffrono nel trasporto, le importavano … ne importavano cento per poi farne sopravvivere dieci nel viaggio ne morivano tantissime di stenti, perché le facevano attraversare l’oceano, in mare in modo crudele tutte ammassate.

Così come tutti quegli animali esotici, infatti adesso è vietato dalla legge italiana.

Fabio & Gianmarco – Il nuovo fidanzato

This and all episodes of this podcast are available to study as a lesson on LingQ. Try it here.

Fabio and Gianmarco talk about a friend’s new boyfriend and about going for a run to the stadium. (Due ragazzi parlano del nuovo ragazzo di una amica, e di andare a correre allo stadio.)

Allora stasera passiamo per le dieci e un quarto.

Dove?

Qua a casa tua

Ah, venite da me!

Sì, tanto io vado da Jacopo e poi veniamo noi a prenderti.

Come mai così tardi?

Ah la Benny ha detto che loro arrivano per le 10 e mezza – 11, boh

Ma cosa fate prima?

Non lo so, però ha detto che arriva con i suoi amici, credo da Milano, che penso siano quelli che ha conosciuto a Sestri.

Non so se poi c’è anche la Silvia, così… eh, niente, quindi ci troviamo lì.

Andiamo a Giussano al Roy Rogers che…

Mai sentito…

È un posto, è tipo l’Irish,…

Uhm

… cioè, non tipo l’Irish però, vabbè, è molto tranquillo, si può giocare anche a Uno, ti danno le carte

Ah, ci sono i giochi?

Ma non è tipo Ludoteca?

No, no, vabbè c’è qualcosa.

Noi abbiamo sempre giocato a Uno.

Non so cosa abbiano di altro.

Vabbè comunque è tranquillo.

A Giussano…

Sì perché volevamo andare al Time-out, all’inizio, qua… però il venerdì è sempre pieno, cioè, è pieno così.

Allora ho proposto di andare a Giussano e la Benny ha detto che andava bene e allora arrivano direttamente lì, non so…

Quindi non sai chi c’è.

La Benny è da molto che non la vedo

Sì, anch’io, infatti me l’ha detto

Ma l’hai sentita recentemente?

Eh, no.

Lei mi aveva scritto che voleva uscire, la settimana scorsa, no, anzi, due settimane fa.

Però, vabbè, una cosa e l’altra, non eravamo ancora riusciti e allora niente, m’ero tenuto libero questo venerdì, perché lei alla fine, l’unico giorno in cui può uscire è il venerdì, perché il sabato lei non lavora quindi può alzarsi quando vuole.

uhm

E, così… e che ci voleva presentare questo Luca…

… Luca

Sì, Luca

Che ha conosciuto?

A Sestri, è di Segrate

Uhm, uhm… quindi l’ha conosciuto in vacanza

Sì, sì, al mare

Ma tu non l’hai mai visto?

No, no

Ma non so nemmeno se sia un suo amico che conosceva già dagli anni scorsi oppure se è venuto fuori quest’anno

Ma, io penso che l’abbia conosciuto quest’anno

Si anch’io

Ho sentito un po’ Silvia, lei mi parlava di una conoscenza che ha fatto al mare…

E comunque c’è anche altra gente, cioè, nel senso non c’è solo questo Luca, ci sono anche altri suoi amici, sempre lì di Sestri e li conosce anche la Betta, perché sono andati giù a trovare la Benny, la Betta, Stefano e la Silvia e quindi magari ci sono anche loro stasera.

Bè, penso di sì, al massimo dopo sento anche Silvia.

Tra l’altro la Silvia ha capito che loro due erano insieme.

Ah, non sono insieme?

Cioè… pensavo che…

Anche tu lo pensavi?

No, cioè… non che fossero insieme, però che… boh

Non lo so

È un po’ seria la cosa…

La Silvia ha parlato, non mi ricordo con chi, dicendo che veniva…una sera, praticamente, la silvia doveva uscire e ha detto ai suoi amici che ci sarebbe stata Benny con il suo ragazzo.

Sì, con il suo ragazzo…

E la Benny l’ha saputo e ha detto “no, no…”

Assolutamente

“Assolutamente, non stiamo insieme”, però, boh

Non si capisce mai in queste cose…

La Benny non mi ha detto che era insieme a questo ragazzo però, cioè, me ne parlava come se fosse una cosa seria, sì.

Ah, come se fosse una cosa seria?

Sì, che si frequentavano con l’intenzione poi di…

Magari di

Sì, può essere, se la prendono con comodo.

Tra l’altro stasera, magari, viene anche Valentina che ha passato i test per odontoiatria

Ah, no, non lo sapevo

Sì, ha tentato medicina, vabbè ma non l’ha passato

Quello lo sapevo

Allora, niente, fa odontoiatria.

Perché poteva continuare biologia erò aveva tanti esami indietro e poi non le piaceva assolutamente.

Meno male che l’ha passato, almeno..

Sì, infatti era contenta, no perché sennò continuava deprimersi.

Invece è contenta.

Era molto contenta.

L’ho sentita su Facebook.

Ah, me lo ha detto ieri, perché sono andato allo stadio e c’era, e m’ha raccontato…

Quand’è che vai allo stadio, adesso?

Sono andato giovedì perché, vabbè, il martedì non riesco più

Ma vai a correre, sì?

Sì corro, sì, cioè, faccio pochissimo.

Ieri ho fatto dei 150 e un 300…

Uhm…

Più che altro sono proprio… secondo me ho perso più di gambe che di fiato

Uhm

Cioè l’ho sentito proprio

… i muscoli…

Cioè sicuramente di fiato ne ho un po’ meno.

E niente ho fatto questi tre 150 e un 300.

E poi abbiamo finito un po’ prima perché c’era una ragazza … no, cioè, nuova, però… cioè scusa, non nuova, che veniva qualche anno fa ma adesso è tornata

Chi è?

Si chiama forse Carolina, non ne sono sicuro, però mi sembra Carolina.

È bionda con i capelli lunghi.

Era una bambina ai tempi.

Adesso, vabbè, fa la prima superiore.

Ha i capelli ricci o lisci?

No lisci, un po’ mossi.

Ah, ho capito chi è!

Un po’ seria, un po’ timida, così, cioè non parlava molto.

Ha fatto gli anni e allora ha portato delle cose da mangiare che ha fatto sua nonna.

Dovevo esserci!

Sì, infatti.

Ieri c’era più gente del solito.

Io penso di ritornare.

Io non lo so perché adesso…

Quando non ho troppe cose da fare.

Cioè perché io lunedì inizio i corsi all’università.

E vabbè, il martedì ho comunque il corso di doppiaggio e non ce la farei, a parte che finisco alle 5 e 30 …

Uhm

comunque le lezioni, quindi lo share è lo stesso.

Il lunedì, no, allora il lunedì finisco alle 4 e mezza quindi l’orario…, il mercoledì è zero perché finirei alle 7 e mezza.

Quindi, ricapitolando, il lunedì…

Il lunedì, sì, potrei farcela.

Il martedì?

Martedì, no, mercoledì neanche, giovedì e venerdì sì, invece, perché ho, il giovedì 3 ore di teologia però solo alla mattina, cioè finisco all’una e mezza, quindi….

E il venerdì ho due ore, sempre alla mattina, quindi… Però io, cioè, il problema è che volevo dare ripetizioni.

Uhm

E quindi boh

E ma, ripetizioni, quante ore vuoi fare al giorno?

Vabbè al giorno, una al massimo due ore, se proprio …

Per cui se riesci a piazzarle prima…

Sì, sì in teoria però dipende sempre dalla scuola, di quello che..

Sì, infatti.

Del ragazzo o della ragazza, la sua disponibilità perché io le ho fatte l’anno scorso ma l’orario era sempre 5, 5 e mezza, 6

È vero preferiscono…

… perché fanno a volte il pomeriggio, spesso

Capitava raramente che potessero andare dalle tre alle quattro.

Uhm

A parte che non mi ha mai chiamato nessuno

E poi spesso hanno anche loro le loro attività o sportive, di vario tipo.

Sì, poi magari qualcuno che fa le elementari ha catechismo,

Ah, sì

…così.

Però poi io ho messo i bigliettini, cioè quanti ne ho messi?

Circa 20.

Cartolerie, scuole, biblioteche però boh, mi hanno chiamato in due.

Uno voleva ripetizioni di lingue, cioè lingua, quindi inglese e spagnolo.

Però spagnolo, cioè, non lo so.

Ho fatto un corso quest’anno all’università, però, vabbè, grammatica di base.

..e gliel’ho detto mi fa ‘ e vabbè, però, tanto mio figlio fa la seconda media…’

Uhm, uhm

Quindi poteva andare bene lo stesso

Quindi era spagnolo semplice

Sì, però poi mi ha richiamato e mi fa ‘ no, ho trovato una ragazza che ha fatto proprio il linguistico spagnolo e quindi è meglio’

In effetti

Io ho capito, però… è stato gentile che mi ha richiamato e me lo ha detto.

E invece un’altra che mi fa, mi ha chiesto il prezzo, se potevo spostarmi in macchina, così, e mi ha detto ‘ le faccio saperè e invece…

Invece io ho rifiutato delle proposte

Perché?

Perché…non avevo tempo

Ma gli hai dato il mio numero, ma beh se sono di matematica, no…

No era di matematica

No, no

Solo matematica.

Quant’è che chiedi tu all’ora?

Per i bambini delle elementari 8, medie 10 e 12.

Però pensavo, quest’anno di non spostarmi da casa perché sennò quello che guadagno lo perdo in benzina.

L’anno scorso andavo da un ragazzo di Cinmago, tipo e vabbè, non è vicinissimo.

Non so neanche dove sia.

È vicino a Camlago, il paese dopo, Lentate, così e…I ragazzi che avevo l’anno scorso… io avevo un bambino, no, scusa un ragazzino di prima media, ciao, che adesso fa la seconda, però mi ha detto la sua insegnante, che è la mamma di Jacopo, che ha delle crisi di panico quando va a scuola e quindi spesso sta a casa e quindi non so se…

Crisi di panico

Sì, perché mi sembra che abbia avuto un trauma, per così dire, l’anno scorso perché hanno litigato suo papà ed il fratello di suo papà, quindi suo zio, per il bar perché loro avevano questo bar insieme e hanno litigato, non so per quale motivo, pesantemente, lui .. boh.. ha avuto.. cioè pare che abbia sempre l’ansia di lasciare la casa per paura che possa succedere qualcosa di brutto mentre lui non c’è.

Quindi quando va a scuola…sì, cioè, a me la sua insegnante…

Strano, questi attacchi di panico avvengono anche in seguito di episodi traumatici quali episodi più gravi come la morte …

Boh, questo qua, cioè a me hanno raccontato questo poi non so se dipende veramente da questa cosa.

Comunque lui è seguito da una psicologa perché ci sono volte in cui lui entra proprio in classe e non ce la fa, cioè gli viene il mal di pancia, sta anche male fisicamente.

Danilo and Rita – Il volontariato

Study the transcript of this episode as a lesson on LingQ, saving the words and phrases you don’t know to your database. Here it is!

All around the world people give their time to charity, work that is often essential. (In tutto il mondo le persone danno il loro tempo libero per opere di beneficenza, che spesso sono essenziali. Ma le organizzazioni che gestiscono il lavoro di volontariato spesso sfruttano le persone per ottenere vantaggi privati.)

Allora oggi vai ancora a fare la Crocerossina?

Si, sono seccatissima perché devo andare in divisa e questa divisa è il trionfo della stupidità, perché è una divisa militare uguale a se stessa da cento anni ma tanto stupida, ma tanto stupida.

Al di la del fatto che c’è questo velo scomodissimo che non aiuta certo nelle circostanze tragiche in cui la Crocerossina potrebbe muoversi in tante occasioni, ma tutta la divisa è appiccicata con il bi-adesivo.

Allora, il velo, bisogna mettere o delle forcine o del velcro per appiccicarlo a un frontino, a una specie di scudo di plastica che ti taglia la fronte, dietro devi fissarlo con una mollettina, è questo è il velo!

Poi, nota bene, che nel tempo lo spostano in su, lo spostano in giù, ti dicono che lo devi fissare in un modo o nell’altro.

Non c’è nessun modo intelligente per fare un cappellino che lo metti su e stop.

Lo stesso vale per la divisa, allora la croce la devi appiccicare con il velcro le mostrine militari non c’è nessun passante che le leghi alla divisa.

Quindi, o le appiccichi con il velcro oppure fai dei passanti tu, però questi passanti poi si vedono se non usi le mostrine, perché non le devi usare sempre, e via discorrendo.

Cioè non c’è in cento anni non sono riusciti a fare una divisa, e nota bene che la stessa divisa d’estate, d’inverno è sempre cotonina e puoi crepare dal freddo ma la divisa è quella lì.

Hai capito?

Cioè i militari a me sembra che abbiano le loro belle divise robuste, queste qui sono appiccicate con lo scotch!

Possibile che in cento anni non siano ancora riusciti a trovare una divisa funzionale?

Ho capito ma scusa una cosa: come mai hai deciso di ritornare a fare la Crocerossina?

È una cosa che facevi quando eri giovane?

Ah, grazie!

Posso capire, no!

È questo cioè che non riesco a capire, ma non ….

Cioè si può fare del volontariato nella Croce Rossa, tipo medico, infermiera o altre cose dove non sei vincolata a questa divisa che, appunto, è assurda e antica.

Infatti tu stessa mi dici che in cento anni non l’hanno mai cambiata, mah, oggi come oggi ad esempio fare del volontariato nella Croce Rossa lo si può fare tranquillamente anche con gli abiti normali, è proprio necessario avere quella divisa?

Posso capire quando si fanno le cerimonie, le parate che si è a livello militare, ma durante il lavoro normale basterebbe un camice come ce li hanno i medici, come ce li hanno le infermiere, magari fatto bene, magari un po’ particolare ma non così strozzato come questa divisa qua!

E, lo so, d’altra parte il compito della Crocerossina è molto diverso da quello da quello degli altri volontari della Croce Rossa, quindi se vuoi occuparti del paziente in modo diretto non puoi fare il volontario del soccorso, il pioniere, o le altre figure che ci sono all’interno della Croce Rossa, quindi se vuoi fare quel tipo di servizio, che è quello che piace a me, devi per forza metterti addosso questa stupida divisa.

Comunque al di la di quello l’altra cosa che sempre mi preoccupa è il ruolo del volontariato, ossia è bellissimo che ci sia il volontariato ma non è giusto che sia così necessario, almeno soprattutto in Italia dove mancano le strutture mancano… manca il personale e in tantissime circostanze c’è bisogno dell’iniziativa dei singoli.

E, infatti, è questo che non capisco, cioè l’Italia sta in piedi, soprattutto per queste cose, Croce Rossa e tutte le varie Croci che prestano soccorso, soltanto esclusivamente dal volontariato.

La Croce Rossa forse è l’unica che ha anche del personale pagato, ma sono pochissimi quelli che vengono pagati come servizio di croce rossa, tutto il resto è fondamentale l’utilizzo dei volontari.

Sono loro che, praticamente, tengono in piedi la Croce Rossa.

Questi poverini che lavorano gratuitamente dedicano tutto il loro tempo libero e non prendono niente, non gli danno neanche il mimino di divisa, non gli danno il minimo di supporto.

È questo che non riesco a capire.

Anch’io sono stato nella Protezione Civile e anche lì bisognava metterci proprio tutto di tasca nostra.

Qualcosa veniva rimborsato, come i viaggi, la benzina ma erano proprio piccolissime cose in confronto a tutto quello che dovevi dare.

Mah, questo succede un po’ in tutto il mondo, tant’è vero che mi sembra di aver capito che negli Stati Uniti questi ospedali in cui possono accedere senza assicurazione sanitaria le persone, sono ospedali messi in piedi con fondi privati che funzionano grazie al lavoro di medici e infermieri volontari.

Questo potrebbe fare parte del gioco, quello che è brutto è che le istituzioni si basino pesantemente sull’attività del volontariato e non parlo solo dal punto di vista sanitario dico anche dal punto di vista sociale.

Ci sono tantissime organizzazioni sociali che lavorano nel sociale e sono di tipo su base volontaria.

È questo che è sbagliato!

Il volontario dovrebbe supportare l’azione dell’istituzione ma non sostituirla, invece noi siamo messi così male che senza i volontari tante situazioni non avrebbero nessuno che se ne occupa.

E questo non vale solamente in Italia, tu pensa solamente alle organizzazioni non governative che lavorano nel terzo mondo, sono tutte su base volontaria ma se non ci fossero quelle sarebbe un disastro.

Beh, posso capire, appunto, quelle che lavorano all’estero tipo in Africa e nei paesi sottosviluppati, ma in Italia ovviamente lo Stato dovrebbe pensarci mentre certamente così gli fa comodo perché ha una schiera di persone che non deve assolutamente pagare e ha il servizio gratuito.

Che cosa vuoi di più?

Lo Stato ragiona in questo modo, perché pagare una cosa quando la si può ottenere gratuitamente, è purtroppo così che i politici ragionano.

Mentre invece almeno la parte della Croce Rossa dovrebbe essere un’istituzione dello Stato ben sovvenzionata e anche le persone che ci lavorano avere almeno un minimo di diaria, di qualche cosa, invece qui proprio niente di niente.

Persino i corsi uno se li deve pagare, questo è l’assurdo!

Si, quello che è ancora peggio è che non è esattamente come dici, in realtà i volontari si auto-supportano, si auto-sovvenzionano, si pagano i corsi, le divise, i viaggi perché non è vero che i viaggi sono pagati se non in rarissime occasioni e… ma invece i dirigenti quelli viaggiano super spesati, in prima classe, classe business stanno per giorni in hotel a cinque stelle e così via.

Spesso in situazioni completamente inutili tipo congressi che non servono a nessuno, riunioni che non portano a nulla, e così via.

Questo succede nella Croce Rossa e succede però in tutti gli organismi di questo genere.

Guarda ad esempio l’UNICEF di cui si sa che solamente l’uno percento dei fondi che arrivano volontariamente dalla gente di tutto il mondo vanno ai bambini.

Tutto il resto serve al novantanove percento serve solamente per finanziare l’UNICEF stessa, il che è assurdo tenendo conto del fatto che i dirigenti dell’UNICEF sono strapagati.

Questo è l’assurdo!

Cioè è un carrozzone gigantesco che si auto-sostenta con i soldi della popolazione mondiale.

Eh, questa è una vergogna, d’altronde sappiamo che la casta, questo c’è ovviamente in tantissimi posti e non si può fare altrimenti, questi sono loro che dirigono la faccenda e automaticamente sono loro che intascano i soldi, poi invece i volontari sono invece quelli che effettivamente lavorano e che apportano proprio dei benefici alla gente e alla popolazione.

Questi, invece, sono dei grossi papponi che pensano solo a se stessi e si mettono in tasca i soldi e basta!

Questo è veramente vergognoso!

Si, lo so ci sono tanti problemi.